Vale: l’ultimo incontro, proiezione e dibattito con Teresa Sala e Stefano Zoja, Valeria Imbrogno, Marco Cappato

Lunedì15Gennaio2024
Evento terminato

Dopo il tour nei festival approda a Milano per una serata speciale il cortometraggio Vale: l’ultimo incontro di Teresa Sala e Stefano Zoja. Appuntamento lunedì 15 gennaio 2024 alle ore 21.00 al Cinema Plinius (viale Abruzzi 38) con i registi che dialogano con Valeria Imbrogno e Marco Cappato, modera l’incontro la giornalista Marianna Aprile.

La serata è a cura di Insolito Cinema, OpenDDB in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica Aps. Biglietto 6 euro.

Valeria è sul ring per l’ultimo incontro della sua carriera di pugile professionista. È sempre stata una guerriera, nei giochi di bambina come nella tragica battaglia combattuta da adulta, per il diritto al suicidio assistito del suo compagno di una vita, Fabiano, rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale. Mentre lotta sul ring, le sue parole raccontano l'imprevedibile stravolgimento di due vite, il sacrificio degli anni della cura, lo scivolamento verso la fine. Il match prosegue, la stanchezza cresce, i gesti rallentano, fondendosi con la storia raccontata da Valeria, sempre più cruda e diretta. Si scopre la rabbia che ancora la anima di fronte all’altra perdita della sua vita: l’improvviso suicidio del padre, intrecciato eppure opposto al finale della vita del compagno. L’incontro sta ormai per concludersi, ogni pugno, ogni movenza pesa, il tempo si dilata, la lucidità svanisce. Restano sul ring solo il dolore e la rabbia per due perdite così diverse, e il mistero di ciò che serve a un essere umano per sopportarle. 

Valeria Imbrogno è una guerriera e una guaritrice, e conosce sia la vittoria che il dolore. È una donna che riunisce due anime, plasmate da eventi feroci. Ha vinto bronzo agli europei di pugilato con la nazionale italiana, il titolo europeo tra i professionisti e il mondiale di kickboxing fra i dilettanti. È anche psicologa, con specializzazione in criminologia, e ha prestato servizio in contesti di crisi umanitaria, come Haiti e Siria, oltre che in carcere.

Per venticinque anni è stata vicina a Fabiano Antoniani, noto nelle discoteche e poi sui giornali come dj Fabo. Ha condiviso con lui la dolcezza e le difficoltà di un amore di enorme forza e imperfezione, vissuto fra Milano e Goa, in India, fino all'incidente d'auto che ha reso Fabiano cieco e tetraplegico. Valeria lo ha accompagnato giorno per giorno, per oltre due anni, nella ricerca di una guarigione che si è rivelata impossibile. Infine hanno scelto il suicidio assistito in Svizzera, divenendo caso politico nazionale, anche grazie all’impegno dell’associazione Luca Coscioni. In quello stesso periodo il padre di Valeria, un ingegnere dai tratti del sognatore, si è tolto la vita sparandosi un colpo al cuore. Valeria ha poi salutato Fabiano per l’ultima volta il 27 febbraio 2017 in una clinica svizzera.

Oggi Valeria lavora a Milano come insegnante di pugilato e psicologa. È inoltre impegnata a divulgare i diritti riconosciuti agli italiani dalla nuova legge sul fine vita e il testamento biologico, emanata dal parlamento a fine 2017, in conseguenza del dibattito pubblico sulle vicende di Fabiano Antoniani. Sta scrivendo un libro sulla propria vita.

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