Per un’antologia delle ombre, mostra di Gaia De Megni in omaggio alle donne che hanno concorso alla Costituzione della Repubblica

Per un'antologia delle ombre © Alessio Belloni Per un'antologia delle ombre © Alessio Belloni
Casa della Memoria Cerca sulla mappa
DA Giovedì28Maggio2026
A Domenica13Settembre2026

Dal 28 maggio al 13 settembre 2026 presso la Casa della Memoria di Milano (via Confalonieri 14) è aperta al pubblico la mostra Per un’antologia delle ombre dell’artista Gaia De Megni, dedicata all’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana attraverso la valorizzazione del contributo femminile alla Resistenza e alla vita politico-culturale italiana.

L'inaugurazione è fissata per le ore 18.00 di giovedì 28 maggio. La mostra è poi visitabile a ingresso gratuito fino a domenica 13 settembre, dal martedì alla domenica in orario 10.30-18.00. Martedì 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, dalle ore 11.00 alle 12.00 viene presentato e proiettato il video Afelio di Gaia De Megni (le proiezioni proseguono fino alle ore 17.00).

Per un’antologia delle ombre utilizza il linguaggio dell’arte contemporanea per interrogare parole, storie e vite rimaste ai margini. Nel contesto delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica italiana e del primo voto a suffragio universale, che vide le donne protagoniste, il progetto si concentra su una moltitudine spesso dimenticata: donne che hanno fatto della Resistenza antifascista e della lotta contro un sistema patriarcale la propria quotidianità, contribuendo in modo decisivo alla costruzione della democrazia italiana.

Curata da Salvatore Cristofaro, la mostra nasce da una ricerca condotta dall’artista Gaia De Megni negli archivi dell'Aned (Associazione Nazionale Ex deportati nei Campi Nazisti) e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, custoditi presso la Casa della Memoria. Attraverso fotografie, ritagli di giornale, lettere e documenti, emerge una presenza diffusa ma spesso offuscata: quella di donne che abitano le immagini e i racconti in modo laterale, talvolta senza nome, sospese tra visibilità e oblio. Il progetto espositivo mira a far riemergere queste tracce, collegando frammenti dispersi e restituendo, dove possibile, un nome e un volto a figure che furono sconosciute protagoniste, come le definisce lo scrittore e storico Lucio Ceva nella lettera manoscritta custodita nel Fondo Parri Ferruccio, datata 2 luglio 1975.


© Alessandro Bellotto

Il titolo della mostra richiama il significato originario di antologia, dal greco raccolta di fiori, evocando una costellazione di esistenze che, pur essendo state centrali, non hanno trovato pieno riconoscimento, né medaglie. Come suggerisce il testo curatoriale, Fiori su fiori si stratificano, mentre memorie su memorie si disperdono. Ogni antologia è un dispositivo che definisce un paesaggio, un bouquet costruito che stabilisce cosa merita di essere incluso e cosa può essere lasciato nell’ombra. Proprio da questa considerazione, da questa assenza di medaglie nasce l’opera centrale della mostra, Medagliere alle Amanti, ampio medagliere di carta che rievoca i tradizionali dispositivi celebrativi. Qui, tuttavia, le medaglie sono sostituite da sagome di fiori appartenenti a diverse tipologie, generando uno slittamento che disattiva la retorica celebrativa e apre a una riflessione critica sul riconoscimento. La fragilità della carta, materiale quotidiano ed esposto al tempo, trasforma il medagliere in una struttura instabile, incapace di fissare definitivamente ciò che presenta.

L’arte contemporanea, in questo contesto, non interviene per illustrare o completare la storia, ma per fluidificarne le forme, per sostare nelle sue zone opache. La mostra si configura così come uno spazio di soglia, in cui le ombre diventano presenze che insistono e interrogano il presente, rendendo visibile ciò che continua a non essere riconosciuto.

Argomenti trattati

Newsletter EventiResta aggiornato su tutti gli eventi a Milano e dintorni, iscriviti gratis alla newsletter

-->