Oriental Market al Tempio del Futuro Perduto
Un secolo di progettazione sociale e culturale per garantire ai giovani di oggi e domani uno spazio civico indipendente, accessibile, evolutivo e partecipato. Con questo spirito, il Tempio del Futuro Perduto, il centro socio-culturale di Milano che si affaccia su via Luigi Nono, ha depositato presso il Comune di Milano una manifestazione di interesse per il lotto 10 della Fabbrica del Vapore, dove opera dal 2018, chiedendo di avviare una riflessione pubblica e istituzionale sul diritto di superficie per 99 anni.
Il progetto, denominato Tempio 2125, intende aprire un dibattito nazionale ed europeo sulle pratiche più innovative per garantire futuro e stabilità agli spazi culturali indipendenti e costruire così valore pubblico attraverso le generazioni. Il primo passo di questa progettualità prende forma attraverso Milano Futura 2125, una 3 giorni di eventi gratuiti e aperti al pubblico in programma da venerdì 22 a domenica 24 maggio 2026, all’interno degli spazi del Tempio tra talk, forum, attività artistiche, workshop e laboratori, momenti performativi e clubbing serale.
Per ridefinire il ruolo degli spazi culturali indipendenti come infrastrutture civiche, sociali e formative che durino nel tempo, accessibili e integrate nel tessuto urbano, Milano Futura 2125 nasce per unire innovazione sociale, pedagogia urbana, nuove generazioni, immaginazione politica e club culture, coinvolgendo artisti, operatori culturali, collettivi, ricercatori e spazi indipendenti provenienti da diverse città europee e internazionali: Berlino, Shanghai, Parigi, Amsterdam, Tbilisi, Barcellona, Lione, Pechino, Torino, Bologna e Venezia.
Tra gli incontri di condivisione su pratiche e modelli alternativi e virtuosi per immaginare il futuro a lungo termine degli spazi, spiccano: l’International Culture Spaces, Club & Rave Forum di sabato 23 maggio alle ore 20.00 e la tavola rotonda di domenica 24 maggio alle ore 15.00 con Lo Stato dei Luoghi, Base, Nama e Scomodo. L’obiettivo di questo primo momento di confronto è trasformare Milano in un laboratorio internazionale capace di mettere in dialogo esperienze differenti e disegnare nuove forme di infrastrutture culturali per le città e i loro giovani.
Il Tempio del Futuro Perduto di Milano è oggi una delle più grandi comunità culturali indipendenti d’Europa, con oltre 110 mila persone tesserate all’anno e più di un milione di visitatori da 150 paesi. Nato nel 2018 all’interno di un’ex officina tranviaria, è il primo centro socio-culturale indipendente formalmente riconosciuto dalla legge italiana ed è gestito da una nuova generazione di artisti e attivisti con l’obiettivo di creare un modello internazionale di rigenerazione urbana e innovazione civico-sociale. Ospita una scuola di danza contemporanea e un istituto di formazione sulla musica dance, un teatro, studi di registrazione e di formazione musicale, attività di yoga e meditazione collettiva, residenze e laboratori creativi per adulti e bambini, eventi e mostre d’arte, mercati solidali e del baratto, percorsi lavorativi e formativi rivolti anche a persone fragili, rifugiati ed ex detenuti oltre a moltissime iniziative di scambio culturale con la vicina Paolo
Sarpi. Tra i progetti principali, spiccano: la Scuola della Techno, Tempio Radio e la Sala Nera.
Dalla sua nascita, si è progressivamente trasformato in un ecosistema culturale ibrido e indipendente, che opera, 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, nell’intersezione tra nightlife, pedagogia urbana, attività sociali, arte e nuove forme di aggregazione giovanile: di notte ospita eventi musicali, club culture, concerti, performance e attività artistiche, mentre di giorno, lo stesso spazio, si trasforma in un luogo aperto alla cittadinanza con corsi, laboratori, formazione, reti di supporto, attività artistiche, pratiche comunitarie e iniziative solidali. Tra il 2024 e il 2026 il Tempio del Futuro Perduto ha organizzato e partecipato a eventi a Berlino, Beijing, Parigi, Shanghai, Lione, Zurigo, Nanjing, Quanzhou, Roma, Catania, Cagliari, Hong-Kong, Göteborg, Ginevra, Tianjin, Guanzhou, Atene, Venezia, Bologna e Reggio Emilia.
Senza sponsor commerciali o finanziamenti pubblici, ma con un modello basato su autofinanziamento, mutualismo, partecipazione della comunità e reinvestimento diretto delle risorse nelle attività culturali e sociali, ha dato vita ad una realtà autonoma, multidisciplinare e accessibile, capace di mantenere continuità operativa e forte impatto pubblico. È un'opera collettiva, una fabbrica di futuro, un presidio libero di trasformazione giovanile che in 8 anni ha visto: transitare migliaia di artisti, musicisti, performer, operatori culturali e ricercatori da tutto il mondo; oltre 9 mila studenti partecipare ai corsi di formazione; circa 100 mila persone animare il Market del Baratto; ridistribuire oltre 700 tonnellate di beni di prima necessità grazie al Muro della Gentilezza situato lungo la facciata di via Luigi Nono; scambiare 700 mila libri usati nella biblioteca interna allo spazio.