Orchestra Sinfonica di Milano: il programma della stagione 2026-2027, guidata dal Maestro Emmanuel Tjeknavorian

Ambra Redaelli e il Maestro Emmanuel Tjeknavorian ©Orchestra Sinfonica di Milano Ambra Redaelli e il Maestro Emmanuel Tjeknavorian ©Orchestra Sinfonica di Milano

Milano, 21/05/2026.

Trenta produzioni sinfoniche e sette appuntamenti cameristici, debutti internazionali e grandi artisti, da Marek Janowski a Rafał Blechacz, e l’omaggio a Britten e Beethoven: questi sono solo alcuni punti salienti della stagione 2026/2027 dell'Orchestra Sinfonica di Milano

Inoltre la pianista Alexandra Dovgan, artista in residenza, sarà protagonista di tre programmi sinfonici e di uno speciale appuntamento cameristico e la stagione è dedicata alla memoria di Gianni Cervetti, presidente Emerito della Fondazione recentemente scomparso.

Emmanuel Tjeknavorian presenta la sua terza Stagione nel ruolo di Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Dopo due anni, che hanno sancito e consolidato un legame profondo tra il Direttore e l’Orchestra, il percorso intrapreso si manifesta oggi con una nuova consapevolezza: ciò che era promessa si è trasformato in realtà, riconoscibile in ogni concerto, nei riscontri della critica e nello straordinario successo di pubblico, con un’affluenza di giovani in costante ascesa. «Ci sono momenti nella vita di un’orchestra in cui qualcosa inizia ad allinearsi — non per progetto, ma grazie al tempo, alla fiducia e a un senso condiviso di direzione. Entrando nella nostra terza Stagione, ci troviamo proprio in uno di questi momenti», dichiara il M° Tjeknavorian.

Su queste basi prende forma la Stagione 2026/27: non una semplice prosecuzione, ma un’evoluzione naturale di un percorso artistico che continua a crescere, alimentato da un’esigenza condivisa di autenticità, ricerca e relazione con il pubblico. «Ciò che stiamo costruendo insieme non è più un’idea o una promessa: è qualcosa di tangibile», continua Tjeknavorian. «Un nuovo capitolo inizia qui».

Con la Stagione 2026/27 si rinnova e si approfondisce l’ambizione di entrare in relazione autentica con il pubblico dell’Auditorium di Milano, lasciando ogni volta un segno duraturo e costruendo programmi insieme ad artisti ospiti uniti da una visione condivisa della musica. Come afferma il Direttore Musicale: «Questa Stagione prende forma da una convinzione precisa: ogni musica deve avere una ragione per essere ascoltata oggi. Accanto ai capolavori senza tempo, ci sono opere che interrogano, che non sempre confortano, che chiedono ascolto. Vogliamo che ogni programma sia più di una successione di brani: un’esperienza che continui anche dopo l’ultimo suono».

Gli artisti invitati partecipano a questa stessa ricerca, non solo per la loro eccellenza, ma per la capacità di entrare in dialogo – con l’Orchestra, con il pubblico, con lo spazio condiviso del concerto – dando vita a incontri ogni volta unici e irripetibili. La Stagione presenta un’offerta artistica variegata, fatta di esecutori molto diversi tra loro per età, provenienza, repertorio di elezione, accomunati dal fatto di essere eccellenze assolute: dai più giovani, come Alexandra Dovgan, Luca Kaufman, Sofia Sacco, Giulio Cilona, Diego Ceretta, Maximilian Kromer, Dominik Wagner, a straordinari strumentisti come Daniel Müller-Schott, Rafał Blechacz e Nicolas Altstaedt agli interpreti più interessanti della scena internazionale come Clelia Cafiero, Elena Schwarz, Lucas Macìas Navarro e Case Scaglione fino ai direttori di lunga carriera come Marko Letonja, Wayne Marshall, Nir Kabaretti, Jac van Steen, Hartmut Haenchen e Marek Janowski, che sceglie l’Auditorium di Milano per il suo addio italiano al podio.

Ambra Redaelli, Presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, ha dichiarato: «È con orgoglio che presentiamo la Stagione 2026/27, la terza insieme al Maestro Tjeknavorian. Questo ricco cartellone rappresenta molto più di una programmazione: è la celebrazione di un percorso condiviso che ha superato ogni aspettativa. Siamo particolarmente felici che questo cammino proseguirà anche nelle prossime stagioni, fino al 2029, consolidando un sodalizio artistico e umano che è ormai parte integrante della nostra identità».

L’ambizione di questa Stagione non si misura soltanto nella ricerca dell’eccellenza artistica, ma anche nella volontà di costruire un’esperienza musicale sempre più condivisa. Con il nuovo cartellone, l’Orchestra Sinfonica di Milano rinnova e rafforza il proprio impegno sui temi dell’inclusione e dell’accessibilità, con l’obiettivo di rendere il concerto sinfonico uno spazio aperto, partecipato e accogliente per tutte e tutti. Particolare attenzione è dedicata alle persone con disabilità sensoriali – sorde e ipoudenti, cieche e ipovedenti – e con disabilità intellettive. Sei concerti saranno proposti in forma accessibile, grazie a strumenti specifici di mediazione e supporto alla fruizione, sviluppati in collaborazione con esperti e associazioni di riferimento.

Ricorda sempre la presidente Redaelli: «La stagione si articola in un ampio percorso che vede il M° Tjeknavorian protagonista di numerosi appuntamenti sinfonici, affiancati da una ricca costellazione di attività: concerti da camera, progetti speciali, appuntamenti dedicati alle famiglie e rassegne trasversali come Intersezioni. Un’offerta pensata per coinvolgere il pubblico in modo sempre più diretto, ampio e partecipato. Tutto questo è possibile grazie al sostegno costante delle Istituzioni e dei partner che ci accompagnano: Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Comune di Milano, Città Metropolitana di Milano, insieme a Fondazione Cariplo, ai fondatori, agli sponsor e ai media partner».

La Stagione 2026/27 è dedicata al Presidente Emerito dell’Orchestra Sinfonica di Milano recentemente scomparso, Gianni Cervetti, una figura che ha attraversato con straordinaria intensità la vita politica e culturale del nostro Paese. Nel suo impegno con l’Orchestra Sinfonica di Milano, di cui è stato Presidente dal 2008 al 2019, ha offerto un contributo prezioso, guidato da passione, visione e senso di responsabilità.

Queste le parole dell’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, in merito alla Stagione 2026/27: «L’Orchestra Sinfonica di Milano si conferma una delle eccellenze culturali più autorevoli della Lombardia e un punto di riferimento sempre più centrale nel panorama musicale europeo. La nuova stagione valorizza una proposta artistica di altissimo livello, capace di unire grandi interpreti internazionali, attenzione ai giovani talenti e una visione della musica sinfonica aperta, contemporanea e accessibile. Il lavoro del M° Emmanuel Tjeknavorian ha contribuito a rafforzare ulteriormente l’identità e il prestigio della Sinfonica, rendendo l’Auditorium di Milano un luogo simbolo della vitalità culturale del nostro territorio. Regione Lombardia è orgogliosa di essere tra i soci fondatori di una realtà che incarna la qualità, la grande tradizione musicale e la capacità di innovazione del territorio lombardo. Per questo continuiamo a sostenerne con convinzione il percorso di crescita, accompagnandone lo sviluppo e valorizzandone il ruolo culturale a livello nazionale e internazionale».

L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi ricorda come la compagine di Largo Mahler: «In questi anni ha saputo distinguersi non solo per l’eccellenza della proposta artistica e per le collaborazioni con grandi interpreti internazionali, ma anche per la capacità di rinnovarsi, sperimentare nuovi linguaggi e costruire un rapporto sempre più aperto e partecipato con il pubblico cittadino. Il percorso condiviso con il M° Tjeknavorian ha contribuito a rafforzarne identità e riconoscibilità, consolidando il ruolo dell’orchestra nella vita culturale di Milano e attirando l’attenzione di nuovi pubblici e della critica internazionale. Questa stagione assume inoltre un valore particolarmente significativo perché dedicata a Gianni Cervetti, Presidente Emerito dell’Orchestra Sinfonica di Milano e figura di riferimento della vita sociale, politica e culturale milanese, che ha accompagnato con passione la crescita di questa importante istituzione. Particolarmente importante è anche l’impegno sui temi dell’accessibilità, dell’inclusione e della partecipazione culturale, cardini fondamentali di una grande istituzione pubblica. Un percorso che punta a rendere la musica sempre più universale, condivisa e aperta a tutti, contribuendo concretamente al superamento delle barriere culturali, sociali e architettoniche».

La programmazione artistica

La Stagione 2026/27 conta 30 programmi sinfonici, 6 appuntamenti di musica da camera al Teatro Gerolamo e un appuntamento di musica da camera speciale all’Auditorium di Milano. Nel cartellone 2026/27 si inaugura la residenza artistica della pianista Alexandra Dovgan.

Stagione Sinfonica

L’attività principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano è costituita dalla Stagione Sinfonica. Come da tradizione, l’inaugurazione si terrà al Teatro alla Scala domenica 13 settembre, grazie alla rinnovata collaborazione con la prestigiosa Istituzione. Sul podio del concerto inaugurale, Marko Letonja, direttore di solida esperienza internazionale, guida un programma che accosta la grande tradizione sinfonica italiana – con i poemi sinfonici Pini di Roma e Fontane di Roma di Ottorino Respighi – al grande repertorio concertistico, con il celebre Concerto per violoncello di Edward Elgar. A interpretare questa pagina di intensa forza espressiva è Daniel Müller-Schott, tra i più autorevoli violoncellisti della scena internazionale.

Sin dal concerto d’inaugurazione, alla grande tradizione italiana è riservato un ruolo centrale all’interno della Stagione Sinfonica, indagata nelle sue molteplici declinazioni tra Ottocento, Novecento e contemporaneità. Dalla scrittura luminosa e timbricamente raffinata di Ottorino Respighi – presente nel concerto d’inaugurazione, fino all’Adagio con variazioni per violoncello e orchestra, in programma il 19 e 21 febbraio con Luigi Piovano nella doppia veste di direttore e solista – la musica italiana emerge come un articolato filo continuo.

A questa linea si affianca la dimensione teatrale e insieme spirituale della Petite messe solennelle di Gioachino Rossini, in programma il 24 e 25 marzo, appuntamento che segna il debutto di Alessandro Cadario sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano: un capolavoro tardo, sospeso tra ironia, modernità e tensione sacra.

Il percorso italiano si completa con la voce del secondo Novecento di Luciano Berio, attraverso le Folk Songs, esempio emblematico di una scrittura capace di rielaborare la tradizione popolare in una prospettiva colta e internazionale. Il ciclo, eseguito dalla voce del soprano Fleur Barron sotto la direzione di Elena Schwarz, direttrice di grande esperienza nella musica del Novecento e contemporanea – al suo debutto all’Auditorium di Milano il 16 e 18 aprile – restituisce la vitalità di un linguaggio che trasforma la memoria in materia viva e contemporanea.

In questi programmi, la musica italiana dialoga costantemente con il repertorio europeo – da Stravinskij a Šostakovič, da Webern a Dvořák – rivelando affinità, contrasti e reciproche influenze. Ne emerge un percorso che restituisce la ricchezza e la vitalità di una tradizione capace di rinnovarsi nel tempo, mantenendo intatta la propria identità espressiva e il proprio respiro universale.

Il primo programma della Stagione all’Auditorium di Milano segna il ritorno sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano di Emmanuel Tjeknavorian, il 9 e 11 ottobre. Il concerto propone alcune delle pagine più intense della grande tradizione sinfonica russa, a partire dal celebre Primo concerto per pianoforte e orchestra di Pëtr Il'ič Čajkovskij, affidato al talento di Alexandra Dovgan, che inaugura così la sua residenza artistica presso l’Orchestra Sinfonica di Milano. Accanto a Čajkovskij, il programma esplora la forza teatrale e coreografica del compositore di origine armena Aram Chačaturjan con pagine tratte dal balletto Spartacus, e si chiude con la Nona sinfonia di Dmitrij Šostakovič, opera dal carattere ironico e luminoso che contrasta con le attese eroiche della sua epoca.

Artista in residenza per la Stagione 2026/27, Alexandra Dovgan è una delle più interessanti giovani pianiste emerse negli ultimi anni sulla scena internazionale. Classe 2007, la giovanissima interprete ha attirato l’attenzione del mondo musicale per una maturità artistica sorprendente e una rara profondità espressiva. Formatasi alla Scuola Centrale di Musica di Mosca e sostenuta dall’ammirazione di figure come Grigorij Sokolov, che ne ha riconosciuto precocemente il talento, Alexandra Dovgan si è rapidamente affermata nelle principali sale europee grazie a un pianismo capace di coniugare naturalezza, rigore e intensità narrativa.

La critica internazionale ha spesso descritto Alexandra Dovgan come un talento “fuori dal tempo”, capace di far emergere una voce personale già pienamente riconoscibile nonostante la giovane età. In un’intervista ha sintetizzato il suo rapporto con la musica in modo essenziale, affermando: “La musica non è mai solo suonare le note, è parlare senza parole”, una frase che restituisce bene la sua idea di interpretazione come comunicazione diretta e profondamente emotiva.

Nel corso della Stagione milanese, la sua presenza è legata a programmi che ne mettono in luce la straordinaria versatilità interpretativa. Dopo il debutto con il Primo concerto di Čajkovskij, Alexandra Dovgan torna il 4 e 6 dicembre accanto a Emmanuel Tjeknavorian nella Rapsodia su un tema di Paganini di Sergej Rachmaninov, inserita in un programma dominato da atmosfere oniriche e notturne tra Fabio Vacchi e Čajkovskij, dove il pianoforte diventa spazio di metamorfosi continua e immaginazione sonora. La residenza si completa, sempre con la direzione di Tjeknavorian, poi il 21 e 23 maggio con il Terzo concerto di Sergej Prokof’ev, capolavoro del virtuosismo novecentesco, accostato alle visioni simboliste di Claude Debussy e Aleksandr Skrjabin: una pagina di energia trascinante e brillantezza ritmica che mette in risalto il controllo tecnico e la forza comunicativa della giovane pianista.

A proposito di comunicazioni profondamente emotive, la Stagione 2026/27 dell’Orchestra Sinfonica di Milano si confronta ancora una volta con uno degli autori centrali del proprio immaginario artistico: Gustav Mahler. Il cuore di questo percorso è Das Lied von der Erde, opera liminale e visionaria che si colloca tra Sinfonia e ciclo di Lieder, affidata alla direzione di Emmanuel Tjeknavorian con le voci di Tanja Ariane Baumgartner e Norbert Ernst, il 30 ottobre e 1° novembre. Spesso definita come il “testamento spirituale” di Mahler, quest’opera sembra sospesa tra addio e trasformazione: “È la cosa più personale che abbia mai scritto”, affermava il compositore in riferimento al suo ultimo grande lavoro sinfonico, quasi a sottolinearne il carattere intimo e universale al tempo stesso.

Accanto a questa pagina estrema, la Stagione propone anche la Settima sinfonia, uno dei lavori più enigmatici e sfaccettati di Mahler, costruito come un itinerario notturno tra ombre e improvvise accensioni di luce, in programma il 5 e 7 febbraio. Sul podio, il debutto di Hartmut Haenchen, particolarmente noto ed apprezzato per le sue interpretazioni di R. Strauss, Wagner e Mahler.

Tra gli appuntamenti più significativi della Stagione figura l’ultimo concerto in Italia di Marek Janowski, il 24 ottobre, che sceglie per la prima volta il podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano per congedarsi dalla carriera concertistica dopo oltre mezzo secolo di attività ai vertici della direzione d’orchestra internazionale. Un

evento di particolare valore simbolico e artistico, affidato a un programma che presenta due pilastri della tradizione sinfonica tedesca: la Prima sinfonia di Beethoven e la Seconda di Brahms.

La Stagione 2026/27 porta sul palco dell’Auditorium di Milano alcuni tra i più interessanti solisti della scena internazionale, interpreti appartenenti a generazioni e percorsi differenti ma accomunati da una forte personalità artistica e da una profonda capacità di dialogo con il repertorio. Accanto ai grandi nomi già affermati, la programmazione conferma l’attenzione dell’Orchestra Sinfonica di Milano verso giovani interpreti destinati a segnare il panorama musicale dei prossimi anni.

Tra gli ospiti più attesi figura il pianista polacco Rafał Blechacz – interprete di riferimento del repertorio chopiniano che torna in Auditorium dopo circa 20 anni –, protagonista il 16 e 18 ottobre del Secondo concerto di Fryderyk Chopin sotto la direzione del direttore polacco Dawid Runtz, in un programma che intreccia l’intenso slancio polacco (in programma anche Tre pezzi in stile antico di Penderecki) con la tensione drammatica della Quinta sinfonia di Čajkovskij.

A fianco di artisti già consacrati trovano spazio nuovi talenti della scena europea: è il caso del pianista Maximilian Kromer, vincitore dell’International Schubert Competition di Dortmund, impegnato nel Terzo concerto di Beethoven accanto a Emmanuel Tjeknavorian, e del violoncellista Jeremias Fliedl, che torna a suonare con l’Orchestra Sinfonica di Milano ed Emmanuel Tjeknavorian nel visionario Concerto per violoncello e orchestra di fiati di Friedrich Gulda, pagina che dissolve i confini tra classico, jazz e improvvisazione.

Particolarmente significativo è anche il debutto dei giovani e talentuosi Luca Kaufman (violino) e Sofia Sacco (pianoforte), insieme a Giovanni Gnocchi (violoncello), nel Triplo concerto di Beethoven il 27 e 29 novembre con la direzione di Emmanuel Tjeknavorian, una partitura costruita sul dialogo e sull’equilibrio cameristico tra i tre strumenti concertanti, che trova nel confronto tra interpreti la propria essenza più autentica.

Nicolò Foron, giovane talento emergente della direzione d’orchestra, si presenta per la prima volta all’Auditorium il 20 e 22 novembre con un programma dedicato al rapporto tra memoria e reinvenzione, dal barocco di Johann Sebastian Bach (il Concerto brandeburghese n. 1 insieme ai solisti dell’Orchestra Sinfonica di Milano: Emiliano Greci, Luca Stocco e Paola Scotti oboi; Andrea Magnani fagotto; Sandro Ceccarelli e Vincenzo Ferrante Bannera corni; Gianfranco Ricci violino piccolo) alla modernità de Le Tombeau de Couperin di Maurice Ravel fino alla rivoluzionaria apertura della Sinfonia “Eroica” di Beethoven.

Anche nel Doppio concerto per clarinetto, viola e orchestra di Max Bruch — proposto nella versione per violino, viola e orchestra — i solisti, le prime parti dell’Orchestra Sinfonica di Milano Lycia Viganò e Miho Yamagishi sono chiamati a confrontarsi con una continua ricerca di dialogo ed equilibrio, principio stesso su cui si fonda la scrittura del compositore tedesco. Il 29 e 31 gennaio, con la direzione di Emmanuel Tjeknavorian, nella stessa dimensione di dialogo la musica di Bruch parla con il Romanticismo di Richard Wagner (Tannhäuser Ouverture) e Felix Mendelssohn (Quarta sinfonia).

Ritorni attesi caratterizzano la Stagione 2026/27, delineando un percorso che intreccia artisti già legati alla storia della compagine e nuove presenze destinate ad arricchirne ulteriormente l’identità musicale.

Il direttore Pablo González e il violinista Javier Comesaña, il 6 e 8 novembre, sono protagonisti di un programma che indaga le molteplici sfumature dell’animo umano tra teatro, lirismo e carattere. Dall’ironia luminosa dell’Ouverture da Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart si passa al lirismo del celebre Concerto per violino di Mendelssohn, fino alla Seconda sinfonia “I Quattro temperamenti” di Carl Nielsen, ritratto orchestrale delle passioni e delle contraddizioni umane.

Diego Ceretta sale nuovamente sul podio di Largo Mahler il 23 e 25 aprile con un programma che accosta due opere lontane nel tempo ma unite da una comune tensione drammatica: la Quinta sinfonia di Beethoven e il Concerto per orchestra di Béla Bartók, dove la scrittura orchestrale si trasforma in spazio di lotta, rinascita ed energia vitale.

Ritorna sul podio anche il direttore spagnolo Lucas Macías Navarro, protagonista il 12 e 14 marzo di un programma che attraversa l’eredità del Romanticismo tedesco da Ludwig van Beethoven a Robert Schumann, passando per Johannes Brahms nella raffinata orchestrazione di Luciano Berio della straordinaria Sonata op. 120, affidata al primo clarinetto dell’Orchestra Fausto Ghiazza.

Dopo il successo nella Stagione 2025/26, torna a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano il direttore olandese Jac van Steen, protagonista di un programma interamente attraversato dal tema del mare e delle sue molteplici suggestioni sonore e simboliche. Dalla furia shakespeariana della fantasia sinfonica La Tempesta di Čajkovskij alle drammatiche visioni marine dei Four Sea Interludes da Peter Grimes di Benjamin Britten (di cui ricorre il 50° anniversario della morte), passando per Le Oceanidi di Jean Sibelius e La Mer di Claude Debussy, il mare diventa spazio teatrale, emotivo e visionario.

A chiudere la stagione, il 28 e 30 maggio, è invece l’atteso ritorno di Wayne Marshall, direttore amatissimo dal pubblico dell’Auditorium di Milano, impegnato nella doppia veste di direttore e pianista in un omaggio brillante alla grande musica americana del Novecento tra George Gershwin e Leonard Bernstein.

Il 19 e 21 marzo Claus Peter Flor, Direttore Emerito dell’Orchestra Sinfonica di Milano, si presenta sul podio dell’Auditorium con uno dei grandi capolavori del sinfonismo tardoromantico: la Sesta sinfonia di Anton Bruckner. Opera dalla posizione singolare all’interno del catalogo del compositore austriaco, la Sesta unisce alla monumentalità tipica del linguaggio bruckneriano una sorprendente chiarezza architettonica e una tensione interiore costante, sospesa tra slancio spirituale e ricerca formale.

All’universo bruckneriano fa da ideale contraltare il programma del 9 e 11 aprile diretto da Emmanuel Tjeknavorian, dedicato all’evoluzione della grande tradizione sinfonica europea dalle radici classiche di Joseph Haydn fino al pieno Romanticismo di Johannes Brahms e Antonín Dvořák. Il percorso prende avvio con la rara Sinfonia n. 68 di Haydn, esempio della straordinaria capacità inventiva del compositore. Da questa eredità nasce il dialogo con Brahms e le sue Variazioni su un tema di Haydn, capolavoro in cui memoria e reinvenzione si intrecciano in una scrittura orchestrale di raffinata densità. Nella seconda parte del concerto, l’Ottava sinfonia di Dvořák.

Due programmi della Stagione tracciano un affascinante itinerario attraverso l’immaginario della Mitteleuropa tra fine Ottocento e primo Novecento. Un universo sonoro attraversato da eleganza, ambiguità, sensualità e inquietudine, in cui Vienna emerge non soltanto come luogo geografico, ma come simbolo culturale di una civiltà al tramonto. Il primo percorso prende avvio il 26 e 28 febbraio dal cuore della tradizione viennese con Wein, Weib und Gesang di Johann Strauss jr. Accanto a questa dimensione conviviale e luminosa si collocano le arie di Mozart. Protagonista del concerto è il debutto all’Auditorium di Milano del soprano neozelandese Louise McClelland, chiamata ad attraversare mondi espressivi profondamente diversi: dalla purezza classica mozartiana alle atmosfere sospese e crepuscolari dei Sieben frühe Lieder di Alban Berg. A chiudere il programma è La Valse di Maurice Ravel, vertiginoso omaggio alla tradizione viennese che progressivamente si deforma e si sgretola in un turbine orchestrale visionario. Un’atmosfera affine attraversa anche il secondo programma, il 5 e 7 marzo, affidato alla direzione di Clelia Cafiero. In Pelléas et Mélisande di Gabriel Fauré il simbolismo fin de siècle si traduce in una scrittura rarefatta e allusiva, segnata da desiderio, mistero e fatalità. A questa dimensione si contrappone il virtuosismo brillante e imprevedibile del Divertimento concertante di Nino Rota, affidato al debutto milanese del contrabbassista Dominik Wagner. La seconda parte del concerto conduce infine nel pieno universo orchestrale di Richard Strauss: l’impeto sensuale e autodistruttivo di Don Juan e l’irriverente vitalità di Till Eulenspiegels lustige Streiche incarnano gli ultimi bagliori della stagione tardoromantica tedesca.

Sono quattro i grandi appuntamenti sinfonico-corali che vedono protagonista il Coro Sinfonico di Milano, sempre preparato da Massimo Fiocchi Malaspina, attraversando il repertorio sacro europeo tra Barocco, Ottocento e primo Romanticismo in un percorso che intreccia spiritualità, tradizione e riflessione sul presente.

Il periodo natalizio si apre nel segno del Messiah di Georg Friedrich Händel, uno dei vertici assoluti della musica sacra occidentale in programma il 18 e il 20 dicembre. Per l’occasione debutta sul podio Giulio Cilona, giovane direttore americano-belga già affermatosi a livello internazionale per la sua attenzione alla prassi storicamente informata. Insieme all’Orchestra Sinfonica e al Coro Sinfonico di Milano, un cast vocale composto da Lilit Davtyan, Iestyn Davies, Mikhail Nor e Dingle Yandell.

Appuntamento ormai centrale della programmazione è poi la Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, proposta nel periodo di Capodanno e affidata alla direzione di Case Scaglione. Con il celebre finale sull’Inno alla gioia di Schiller, la Nona rappresenta non soltanto una delle massime conquiste del sinfonismo occidentale, ma anche un messaggio universale di fratellanza, speranza e umanità, la cui forza ideale continua a parlare con urgenza al nostro presente. Il concerto inaugura inoltre le celebrazioni per il bicentenario della morte di Beethoven, che accompagneranno la seconda parte della Stagione. Insieme all’Orchestra e al Coro Sinfonico di Milano salgono sul palco i solisti Chiara Maria Fiorani, Laura Verrecchia, Omar Mancini e Lodovico Filippo Ravizza.

Nel corso della Stagione trova spazio anche un intenso confronto con il tema dell’incompiutezza, attraverso due capolavori che proprio nella loro natura sospesa hanno trovato una forma ulteriore di compimento artistico: l’Ottava sinfonia “Incompiuta” di Franz Schubert e il Requiem K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart, il 21, 22 e 24 gennaio. Sul podio Julius Zeman guida Orchestra e Coro Sinfonico di Milano. Accanto al Coro, i solisti Lavinia Bini, Mara Gaudenzi, Matteo Roma e Michael Arivony.

Nel segno della spiritualità si colloca infine la Petite messe solennelle, opera che rivela tutta la modernità di Gioachino Rossini, capace di rielaborare la tradizione liturgica in un linguaggio personale, essenziale e ancora sorprendentemente contemporaneo, in programma il 24 e 25 marzo con la direzione di Alessandro Cadario, al suo debutto sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano, insieme al Coro e alle voci soliste di Alessia Panza, Caterina Piva, Antonino Siragusa e Roberto Lorenzi.

Tra i valori fondanti dell’Orchestra Sinfonica di Milano, vi è la volontà di creare connessioni e sviluppare collaborazioni con le principali istituzioni musicali italiane e straniere. In questa prospettiva si inserisce il programma del 2 aprile, in coproduzione con la Città di Bregenz, città austriaca tra le più attive in ambito musicale. Al centro del concerto, la prima esecuzione assoluta del Concerto per viola In tempore belli di Richard Dünser - poliedrico compositore contemporaneo austriaco, già allievo di Hans Wener Henze - affidata alla viola di Maxim Rysanov. Sul podio debutta Nir Kabaretti, definito da Zubin Mehta “un direttore versatile, di profonda musicalità e grande personalità”.

Il Concerto straordinario del 7 maggio è invece realizzato in coproduzione con il Festival Milano Musica, da sempre punto di riferimento per la diffusione e la promozione della musica contemporanea. Protagonista della serata è la prima esecuzione italiana del Concerto per violoncello e orchestra di Francesca Verunelli, tra le voci più originali della composizione d’oggi. Questo nuovo lavoro si colloca al centro di una ricerca che indaga in profondità la natura stessa del suono e dello spazio armonico, in dialogo con la Sesta sinfonia “Pastorale” di Ludwig van Beethoven. Sul podio Sylvain Cambreling, interprete di riferimento del repertorio contemporaneo, affianca il violoncellista Nicolas Altstaedt, musicista di straordinaria sensibilità e versatilità, da sempre attento al dialogo tra linguaggi del passato e del presente.

Anniversari

Nel corso della Stagione 2026/27 l’Orchestra Sinfonica di Milano celebra due importanti anniversari.

Il 200° anniversario della morte di Ludwig van Beethoven si apre con la tradizionale Nona sinfonia di capodanno e prosegue il 12 e 14 febbraio con il Terzo concerto per pianoforte e orchestra, con Emmanuel Tjeknavorian e il pianista Maximilian Kromer. Le celebrazioni beethoveniane continuano con l’esecuzione della Quinta (23 e 25 aprile, direttore Diego Ceretta), Sesta (7 maggio, direttore Sylvain Cambreling) e Ottava sinfonia (14 e 16 maggio, direttore Emmanuel Tjeknavorian). Nella Stagione al Teatro Gerolamo largo spazio

è lasciato al grande maestro di Bonn con alcune delle più intense pagine del suo repertorio cameristico: il 24 gennaio il Trio per archi op. 3 insieme al Doppio quartetto op. 65 di Louis Spohr, il 28 febbraio la Serenata op. 25 per flauto, violino e viola e il Settimino op. 20, il 6 giugno un inedito dialogo con i maestri del Classicismo viennese.

L’altro importante anniversario è rappresentato dal 50° della morte di Benjamin Britten: nell’ambito della Stagione sinfonica, il 13 e il 15 novembre Jac van Steen dirige Four Sea Interludes da Peter Grimes. Le celebrazioni per ricordare il grande compositore inglese sono anticipate dal concerto da camera al Teatro Gerolamo dove, il 25 ottobre, le Prime parti dell’Orchestra Sinfonica di Milano si confronteranno con un programma che affianca la musica di Britten a quella di Samuel Barber, Ottorino Respighi ed Henry Purcell.

Musica da camera

Accanto alla Stagione sinfonica, la Stagione di musica da camera si configura come uno spazio privilegiato di esplorazione e dialogo, in cui il repertorio si apre a prospettive molteplici, attraversando epoche, organici e linguaggi differenti. Sei appuntamenti, come di consueto la domenica mattina al Teatro Gerolamo, grazie alla collaborazione con il Teatro di Piazza Beccaria.

Al centro, la presenza di Emmanuel Tjeknavorian in veste di violinista che insieme ai musicisti della Sinfonica di Milano guida un percorso che mette in luce la dimensione più intima e al tempo stesso più sperimentale della musica d’insieme.

Il 25 ottobre il cartellone cameristico si inaugura nel segno di Benjamin Britten, di cui quest’anno si celebra il 50° anniversario della morte. I Solisti della Sinfonica di Milano (Luca Santaniello, Lycia Viganò, Gabriele Mugnai e Mario Shirai Grigolato) affrontano il dialogo profondo con la tradizione e la capacità di trasformarla in linguaggio moderno. Dalla Ciaccona di Henry Purcell, riletta da Britten con sensibilità novecentesca, alle Antiche danze e arie di Ottorino Respighi, affini per quello stesso sguardo rivolto al passato come fonte viva di ispirazione, il programma mette in luce un continuo processo di reinvenzione. Fino a giungere alla Simple Symphony, lavoro giovanile di Britten, e il Quartetto op. 11 di Samuel Barber.

Il 29 novembre Emmanuel Tjeknavorian insieme ai violini dell’Orchestra (le prime parti Luca Santaniello, Nicolai Freiherr von Dellingshausen, Lycia Viganò e Gianfranco Ricci) esplora le possibilità timbriche ed espressive dello strumento ad arco. un percorso che va dalla dimensione didattica e popolare dei Duetti di Béla Bartók, al virtuosismo brillante e giocoso dei Capricci e della Burlesque di Friedrich Hermann. Raggiungendo apici di suggestiva narrazione, con Erlkönig di Franz Schubert nella versione per 5 violini.

Nel 2027, anno beethoveniano, la musica del grande maestro di Bonn sarà al centro anche dei programmi cameristici. Il 24 gennaio, il Trio per archi in Mi bemolle maggiore op. 3 di Beethoven si accosta al Doppio quartetto n. 1 op. 65 di Louis Spohr (Emmanuel Tjeknavorian violino; Adriana Ginocchi violino, Ambra Cusanna violino, Simone De Pasquale violino, Gabriele Mugnai viola, Enrico De Angelis viola, Giovanni Marziliano violoncello, Francesco Ramolini violoncello). Il 28 febbraio, la Serenata per flauto, violino e viola op. 25 dialoga con il celebre Settimino op. 20 (Emmanuel Tjeknavorian violino; Ilaria Ronchi flauto, Raffaella Ciapponi clarinetto, Orsolya Juhasz fagotto, Giuseppe Amatulli corno, Simone Libralon viola, Enrico Garau Moroni violoncello, Angelo Tommaso contrabbasso). Il 6 giugno, un programma dedicato al Classicismo viennese riporta l’attenzione alle radici del linguaggio cameristico con il Duo in Fa maggiore di Joseph Haydn, il Duetto per viola e violoncello WoO 32 di Beethoven e il Divertimento K 563 di Mozart (Nicolai Freiherr von Dellingshausen violino, Miho Yamagishi viola, Tobia Scarpolini violoncello).

Il 23 maggio il focus si sposta sul pieno Ottocento con il confronto tra Johannes Brahms e Antonín Dvořák: il M° Emmanuel Tjeknavorian al violino insieme ai musicisti della Sinfonica di Milano Michaela Chiri violino,

Altin Thanasi viola, Mario Shirai Grigolato violoncello, Carlotta Lusa pianoforte si confrontano con l’intenso Trio n. 3 op. 101 di Brahms e il Quintetto n. 2 op. 81 di Dvořák, in cui la scrittura cameristica si apre a una cantabilità luminosa e a un rapporto originale con l’elemento popolare, rielaborato con libertà e fantasia

Tra gli appuntamenti della Stagione 2026/27 trova spazio il 22 maggio un appuntamento straordinario che vede protagonisti Emmanuel Tjeknavorian e Alexandra Dovgan, insieme sul palco dell’Auditorium di Milano in un programma dedicato al repertorio per violino e pianoforte. Dalle intime Tre Romanze op. 22 di Clara Wieck Schumann alla Sonata op. 78 di Brahms, fino alla monumentale Sonata n. 9 “Kreutzer” di Beethoven, il concerto attraversa alcune delle pagine più intense del Romanticismo tedesco. Un’occasione speciale per ascoltare Tjeknavorian nella veste di violinista accanto a una delle più straordinarie giovani pianiste della scena internazionale.

Abbonamenti e biglietti

All’Abbonamento classico, un abbonamento a 27 concerti con posto fisso (Intero Platea 680€/Galleria €510; Over65 Platea 476€/Galleria 368€), si affianca anche quest’anno l’Abbonamento mosaico, una formula di abbonamento a 15 (Intero Platea 420€/Galleria 315€; Over65 Platea 315€/Galleria 240€; Under35 Platea 250€/Galleria 190€) o 10 concerti (Intero Platea 340€/Galleria 260€; Over65 Platea 255€/Galleria 195€; Under35 Platea 200€/Galleria 160€), scegliendo tra le quattro diverse categorie in cui sono proposti i concerti della Stagione Sinfonica. Un’opportunità in più per costruire la propria esperienza all’Auditorium di Milano, modellando un percorso d’ascolto a piacere in base ai propri gusti e alle proprie esigenze.

Visto il riscontro positivo delle stagioni passate, l’Orchestra Sinfonica di Milano rilancia per la Stagione 2026/27 l’abbonamento Genesi – Generazione sinfonica, dedicato agli Under35, un carnet con 6 concerti a data fissa al prezzo estremamente accessibile di 100€. Un’esperienza a tutto tondo, un drink al bar dell'Auditorium e un talk introduttivo dedicato, una conversazione informale per gli abbonati Under35 che si svolge direttamente in sala prima dell’inizio del concerto, con l’intervento di artisti, professori d’orchestra e giovani relatori.

I biglietti per il concerto di inaugurazione al Teatro alla Scala sono in vendita dal 19 maggio (da 10 a 110 euro). I biglietti per i singoli concerti saranno in vendita dal 25 agosto (da 10 a 65 euro).

Accanto alle formule di abbonamento, dalla Stagione 2026/27 il pubblico potrà beneficiare dei vantaggi di Contrappunti, il nuovo programma fidelity dell’Orchestra Sinfonica di Milano che consente a chiunque collezioni 250 punti (maturando 1 punto per ogni euro di acquisto in biglietti a tariffa Intero, Over65 e Under35) di ottenere un ulteriore biglietto al costo di 1 euro.

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