Festival del Ciclo Mestruale © Chiara Marigliano
Da venerdì 22 a domenica 24 maggio 2026 si svolge a Milano la quinta edizione del Festival del Ciclo Mestruale, evento pensato per infrangere uno degli ultimi tabù sul corpo. L'appuntamento è al Rob de Matt (via Butti 18), il bistrot nel cuore del quartiere Dergano e associazione di promozione sociale impegnata in progetti di inclusione.
La rassegna consolida il proprio ruolo come punto di riferimento nazionale sui temi della salute mestruale e dei diritti riproduttivi e presenta un programma diffuso tra talk, workshop e momenti partecipativi che, quest’anno, amplia lo sguardo: dal mondo del lavoro alla paternità contemporanea, fino alla relazione di cura nei contesti sanitari. A guidare il programma è anche il Manifesto del Festival, che definisce il ciclo mestruale come una chiave di lettura politica e culturale del presente: un tema che attraversa lavoro, sanità, educazione e relazioni, ancora oggi segnato da disuguaglianze, e mancanza di accesso alle informazioni.
Il programma si apre venerdì 22 maggio con un momento dedicato al mondo del lavoro, realizzato in collaborazione con Fondazione Libellula. Un incontro di co-design che mette al centro un tema ancora poco esplorato nel contesto aziendale: l’integrazione del benessere mestruale e della menopausa nelle policy organizzative. Non solo sensibilizzazione, ma un confronto operativo tra aziende e professionisti e professioniste per costruire modelli concreti. L’opening segna anche una scelta di posizionamento netta, considerando la cura come leva sociale ed economica, anche grazie al contributo di Valentina Rotondi, che porta una riflessione chiave: la cura non è solo valore etico, ma anche generatore di impatto e profitto.
La giornata di sabato 23 maggio entra nel vivo del Festival del Ciclo Mestruale 2026 intrecciando esperienze, riflessioni e momenti di condivisione. Si apre con i workshop dedicati alla trasformazione e all’espressione di sé, tra una rilettura della menopausa come nuova fase di possibilità e un lavoro sulla voce come strumento di autenticità e connessione con il corpo. Nel pomeriggio, il confronto si allarga ai temi della genitorialità e del lavoro: dalla paternità contemporanea, che ridefinisce il ruolo degli uomini nel racconto della cura, fino a un cerchio di parola che mette al centro il rapporto tra ciclo mestruale e ritmi lavorativi. Spazio anche a una riflessione critica sui diritti riproduttivi e sull’autodeterminazione dei corpi, tra limiti normativi e disuguaglianze ancora presenti. I talk vedin apertura la condivisione di dati grazie alla collaborazione con Ipsos Doxa: in media all’anno sarebbero 6,2 i giorni di scuola e 5,6 quelli di lavoro che le donne perdono a causa delle mestruazioni e del dolore provocato. Ancora di più quelli di lavoro persi a causa dei sintomi legati alla perimenopausa, 9 giorni. In parallelo, il panel sui diritti riproduttivi affronta uno dei nodi più urgenti: l’autodeterminazione dei corpi tra limiti legislativi, accesso alle tecnologie e disuguaglianze sociali. Accanto ai talk, i Tampon Talks portano la ricerca fuori dall’accademia, creando un dialogo diretto tra progetti, dati e comunità. La giornata si chiude con musica e performance, tra dj-set e live, mantenendo viva l’energia collettiva anche nella dimensione più informale e conviviale del festival.
Domenica 24 maggio il festival si chiude con una giornata dedicata alla cura e alla relazione con il corpo, tra esperienza, ascolto e restituzione collettiva. La mattina si apre con due workshop che attraversano dimensioni complementari del benessere: da un lato il lavoro sul pavimento pelvico come sistema dinamico connesso a movimento ed emozioni, dall’altro un laboratorio divulgativo pensato per rendere accessibile a tutte le età la comprensione del ciclo mestruale. Nel pomeriggio, il focus si sposta sulla dimensione della cura nei contesti sanitari e narrativi: un talk esplora la relazione nella stanza ginecologica e ostetrica, mettendo in luce dinamiche di ascolto, potere e consenso, mentre un secondo panel riflette su come il ciclo venga raccontato e rappresentato nei diversi linguaggi contemporanei.
Il programma prevede sempre spazi di confronto più intimi e partecipativi, con cerchi di parola dedicati anche a chi vive il ciclo indirettamente, come caregiver, e con i Tampon Talks che riportano la ricerca al centro della comunità. La giornata si completa con un market di associazioni e realtà attive sul territorio, a conferma di un festival sempre più radicato nella comunità locale anche attraverso sportelli e servizi continuativi. La chiusura è affidata a momenti più leggeri e performativi, tra dj-set, stand up comedy e il tradizionale Period Award, a suggellare una giornata che alterna consapevolezza, comunità e celebrazione.
Organizzato dalle associazioni Eva in Rosso, Promise e Errante, da Studio But Maybe e Rob de Matt, il Festival del Ciclo Mestruale è a ingresso gratuito, ma per alcuni è richiesta la prenotazione anticipata: ulteriori informazioni aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale del Festival del Ciclo Mestruale.