MoscaPartners Variations, mostra collettiva e installazioni - Milano Design Week 2026

Metamorphosis in Motion by Lina Ghotmeh © Nathalie Krag Metamorphosis in Motion by Lina Ghotmeh © Nathalie Krag
Palazzo Litta Cerca sulla mappa
DA Martedì21Aprile2026
A Domenica26Aprile2026

Da martedì 21 a domenica 26 aprile nell’ambito della Milano Design Week 2026 MoscaPartners torna a Palazzo Litta (corso Magenta 24, Milano) con MoscaPartners Variations, una mostra collettiva dedicata al design innovativo e al mondo del progetto (ingresso gratuito nei seguenti orari di apertura: da martedì 21 a sabato 25 aprile dalle 10.00 alle 20.00; domenica 26 aprile dalle 10.00 alle 18.00; ultimo ingresso sempre un'ora prima della chiusura).

Partendo dall'installazione Metamorphosis in Motion nel Cortile d’Onore a cura di Lina Ghotmeh, la mostra si snoda lungo le sale storiche al Piano Nobile del palazzo, presentando i lavori e i progetti di 25 espositori tra architetti, designer, creativi e aziende internazionali provenienti da 11 paesi diversi. Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è Metamorphosis, inteso come un’esplorazione della trasformazione, del cambiamento, dell’adattamento. La proposta espositiva si incentra sulla trasformazione potenziata dalla sperimentazione, dallo sviluppo di nuovi materiali e dalle più moderne tecnologie, mettendo in luce la sfida che si trova oggi ad affrontare il mondo del design: interpretare gli scenari contemporanei e ipotizzarne di futuri.

Al centro rimane l’essere umano, con i suoi bisogni e desideri, ma lo sguardo si estende inevitabilmente al rapporto con il pianeta, alle sue risorse e alle modalità con cui interagiamo con l’ambiente che ci circonda, costruendo una connessione virtuosa tra individuo, spazio e natura.


Metamorphosis in Motion by Lina Ghotmeh © Nathalie Krag

Ad accogliere i visitatori e a introdurre il tema dell’esposizione è l’intervento site specific dell’architetta nata in Libano e basata a Parigi Lina Ghotmeh, dal titolo Metamorphosis in Motion, fulcro scenografico e concettuale per l’intera rassegna. Ghotmeh - qui al suo primo lavoro site specific in esterno in Italia - trasforma lo spazio del Cortile d’Onore con una installazione che intreccia memoria, paesaggio e spazio ispirandosi alla storia di Palazzo Litta e al ruolo del suo cortile come luogo di ricevimento e rappresentazione pubblica, soglia scenografica per cerimonie e incontri ma allo stesso tempo spazio di transizione tra la città e gli spazi interni riccamente decorati.

Metamorphosis in Motion incarna l’ambizione di coreografare il movimento, modulare la percezione e trasformare l’architettura in un’esperienza vissuta. Interpretando la metamorfosi come un intenso processo spaziale, in cui forma ed esperienza evolvono insieme, l’installazione spicca per il suo contrasto con la simmetria del contesto circostante. Il padiglione si sviluppa attraverso geometrie curve, prospettive mutevoli e un percorso sequenziale e trasforma ciò che altrimenti resterebbe una scenografia statica in uno spazio esperienziale. Concepita come un labirinto quadrato di 17 metri per lato e composta da 18 moduli, Metamorphosis in Motion segue le geometrie e le linee del cortile di Palazzo Litta, operando come un dispositivo sensoriale che media tra conservazione e attivazione. L'installazione trasforma il cortile in uno spazio di aggregazione multipla, dove l'architettura viene continuamente reinterpretata attraverso il movimento, la luce e il tempo. Le aree definite dalla struttura modulare sono progettate per accogliere diversi modi di vivere il padiglione, incoraggiando la percezione sensoriale e il dialogo con il contesto circostante, e invitando i visitatori a sperimentare nuove forme di convivialità e interazione.


Metamorphosis in Motion by Lina Ghotmeh © Nathalie Krag

La struttura - realizzata in Mdf e rifinita con vernici Milesi in diverse sfumature di rosa e superfici materiche - si articola in un percorso che include aree lounge con sedute di Avalon Italia e uno spazio dedicato ai talk, entrambi concepiti per favorire lo scambio e l'interazione sociale. Il viaggio sensoriale è ulteriormente arricchito da uno spazio meditativo e un'area sonora immersiva, insieme a un'esperienza olfattiva curata da Scent Company. Caratterizzata da note di cipresso, olibano e cedro, questa composizione evoca il Libano - terra d'origine di Lina Ghotmeh - trasformando la memoria in un'esperienza spaziale ritualizzata. Completano l'installazione il bookshop di Frab’s Magazines e l'area A Moment of Taste, con i prodotti di Tre Marie e Vitavigor.

In continuità con le precedenti edizioni, il cortile di Palazzo Litta si presenta ancora una volta come la preludio visivo di MoscaPartners Variations, e come primo incontro con il tema Metamorphosis che Ghotmeh declina attraverso la sua lente progettuale, dove l’architettura diventa il mezzo per rivelare le identità che coesistono in un unico spazio. Lasciandosi ispirare dallo stile Barocco di Palazzo Litta, la sua installazione non si fa semplicemente attraversare ma si diventa porta d’accesso alle molteplici visioni presentate dagli espositori nelle sale, anch’esse barocche, del Piano Nobile del palazzo, oggi sede degli uffici del Ministero della Cultura: qui prende forma un racconto corale che reinterpreta il concept dell’esposizione.

Il percorso espositivo si sviluppa tra produzioni, serie e indagini sui materiali, in cui la creatività si rinnova continuamente, adattandosi ai cambiamenti e alle sfide del presente, in un’indagine sul ruolo del design nel tracciare la via verso una fruizione più consapevole, etica e rigenerativa.

Questi acluni degli espositori in mostra:

  • Adrenalina con Bar Adrenalina di DebonaDemeo (Italia)
  • Babled Design & Kukua Company Limitada con Crossing Light di Emmanuel Babled (Portogallo/Tanzania)
  • Base Times con Kawaguchi di Kazuhito Ishida (Giappone)
  • Chiodelli Arte con Transforming Hand di Alexander Brizhevaty (Italia)
  • DaniloRamazzotti x NovaBell Ceramiche con Rare Heart di Glauco Ramazzotti (Italia)
  • Fratelli Levaggi con Il tempo che tiene di Paolo Casicci (Italia)
  • Gruppo Spa Srl con Tutto il bene di cui siamo capaci di Theodorico Napolitano e Iconic Art System (Italia)
  • Habit+Eleni+Gape con Three Design Languages di Studio Giovanetti (Italia/India)
  • Helix Bespoke Studio con The Ecology of the Hexagon di Katia Luna Benaï (Regno Unito)
  • Kabiljo Inc. con UpCheckReady? di Dejana Kabiljo (Austria)
  • Kald GmbH con SurfBench: the Art of Kinetic Seating di Kim André Lange (Germania)
  • LcD Textile Edition con Full Metal Banquet di di Luc Druez, scenography guest Eric Charles Donatien (Belgio)
  • Meet con Balance Objects di JooHyun Lee (Corea del Sud)
  • Mv Line con Sunflower di Giulio Iacchetti (Italia)
  • Naba Nuova Accademia di Belle Arti con Extreme Environments a cura di Claudio Larcher, Andrea Mancuso, Michele Aquila, Luca Poncellini, Sofia D’Andrea (Italia)
  • Nychair X con Lightness of Comfort di Jakub Kozłowski (Giappone)
  • Odone Angelo con Veins of Blue di Claudio Larcher Design Studio (Italia)
  • Onofrio Acone con Onofrioacone: the Perfect Imperfection of Ceramic Art (Italia)
  • Osmotica / Humans connected con i designer Elena Bonnet con Martina Toso, Valentina Bottani, Marcantonio Raimondi Malerba, Sara Ricciardi, art direction Vincenzo Castellana, ceo & founder Flaviana Lenzo (Italia)
  • Poetic Curiosity + Mitsubishi Chemical Corporation con Curious Matters (Giappone)
  • Poliuretano-è con Mutant Materials di Studio Giovanetti (Italia)
  • Politecnico di Milano School of Design con Design is Cooperation a cura di Michele De Lucchi, Francesca Balena Arista e Marco De Santi (Italia)
  • Poltronova con Poltronova: More than More con Archizoom Associati, Gianni Pettena, Franco Raggi e Ettore Sottsass jr. (Italia)
  • Saibosi con Weave of Hongyao di Xie Molin e Zhang Liuwen (Cina)
  • Vetralia con The Bukolisch Project di Lucia Massari (Italia)
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