Παρνασσός (Parnassus), mostra di Letia (Letizia Cariello)

Letia Παρνασσός (Parnassus), courtesy of the artist Letia Παρνασσός (Parnassus), courtesy of the artist
Gam Galleria d'Arte Moderna Cerca sulla mappa
DA Martedì14Aprile2026
A Domenica05Luglio2026

Dal 14 aprile al 5 luglio 2026 è aperta al pubblico presso Sala del Parnaso della Gam - Galleria d’Arte Moderna di Milano (via Palestro 16) l'installazione Παρνασσός (Parnassus), opera site-specific di Letia (Letizia Cariello) che trasforma lo spazio in una struttura attraversabile di luce e tempo.

L’installazione si configura come un’ampia struttura in alluminio dorato abitata dagli elementi più rappresentativi della poetica dell’artista, aperta su tutti i lati, completamente attraversabile dallo sguardo, in dialogo costante con gli ambienti della Sala del Parnaso e con lo spazio esterno del giardino visibile dalle finestre. Un dialogo che si genera spontaneamente, in un intuitivo gioco di equilibrio e dinamismo.

L’opera Παρνασσός (Parnassus) nasce in stretto dialogo con la Sala del Parnaso, che prende il nome dall’affresco di Andrea Appiani (Milano, 1754-1817) sul soffitto della sontuosa ex sala da pranzo della Villa Reale di Milano. Datato 1811 e ultima testimonianza del pittore, l’affresco recupera - innovandolo - il tema classico del dio della musica Apollo circondato dalle nove Muse, rappresentanti delle arti, sul Monte Parnaso. L’opera costituisce un esempio preminente del Neoclassicismo italiano. La ricerca di Letia si concentra sull’energia, sullo spazio e sul tempo, con particolare attenzione alla possibilità di rendere visibile il tempo stesso. Il suo lavoro esplora la sottile linea di confine tra la terza e la quarta dimensione, attraverso un approccio rigoroso che coinvolge il corpo e una vasta gamma di mezzi espressivi. Nel disegno, come nelle opere tridimensionali, nelle installazioni e nei video, l’artista presta un’attenzione costante al gesto e all’uso delle mani, integrando nei propri progetti anche musica e suono. Lo spazio interiore e lo spazio esteriore sono concepiti come un’unica dimensione, in un dialogo continuo tra percezione e materia.

Architettura e musica sono intese come ambiti affini, accomunati dal principio della vibrazione: ogni azione può essere espressa come fenomeno vibratorio. La musica, in particolare, è concepita come capace di generare spazi interiori, stanze mentali in cui tempo e spazio si fondono, fino a coincidere. All’interno di questo quadro, Παρνασσός (Parnassus) si configura come una grande struttura leggera in alluminio dorato, una sorta di gabbia aperta e attraversabile con lo sguardo in ogni direzione. La sua trasparenza invita a una fruizione mobile, basata sullo spostamento continuo del punto di vista.

L’opera accoglie al suo interno quattro elementi principali: tre coppie di calendari e un globo sospeso. I calendari, montati su telai circolari e accoppiati schiena contro schiena, sono sempre visibili nel loro recto e disposti secondo differenti modalità: due coppie sono integrate nella struttura e attivate da sistemi che ne permettono la rotazione lungo assi verticale e orizzontale, mentre una terza coppia è collocata lungo uno dei lati perimetrali, con un sistema che richiama il disegno delle vetrate piombate. Il globo, realizzato in carta da parati serigrafata con motivo calendario e arricchito da inserti di rose essiccate provenienti dal giardino della Gam, è costruito su una struttura a centine di legno di risonanza curvate. Sospeso nello spazio, il globo è completato da una grande nappa pendente, volutamente sproporzionata, che introduce un elemento di discontinuità e accentua la tensione tra ordine e deviazione.

La struttura si pone in dialogo costante con la Sala del Parnaso, con le sue forme architettoniche, con la presenza dell’affresco di Appiani e con l’esterno del giardino, visibile attraverso le finestre. Trasparenza, leggerezza e apertura diventano così strumenti per attivare una relazione dinamica tra interno ed esterno, tra spazio costruito e spazio naturale.

La mostra è visitabile da martedì a domenica in orario 10.00-17.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; lunedì chiuso; venerdì primo maggio chiuso). Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro.

La musica rappresenta un elemento fondamentale nella ricerca artistica di Letizia Cariello. Per questo motivo, giovedì 21 maggio, presso il Parnasetto della Sala del Parnaso, è previsto un concerto articolato in due set (ore 18.00-18.35 e ore 18.55-19.30) che non si configura come evento collaterale, ma come elemento strutturale dell’opera: Le Dimore del Quartetto eseguono un programma selezionato per affinità con i riferimenti culturali e formali del progetto. Alcuni brani richiamano il contesto del Neoclassicismo italiano (come La Primavera di Wolfgang Amadeus Mozart), mentre altri instaurano un dialogo più diretto con la ricerca dell’artista sulla dilatazione del tempo e sulla tensione verso l’infinito (come il Quartetto n. 8 in mi minore, op. 59 n. 2 II di Ludwig Van Beethoven).

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