Andrè Schuen © Guido Wern
Martedì 10 febbraio 2026 alle ore 20.30 la Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi (via Conservatorio 12) accoglie il baritono Andrè Schuen che - ospite della Società del Quartetto - si esibisce in concerto accompagnato da Daniel Heide al pianoforte.
C’è un legame profondo tra il silenzio delle vette dolomitiche e l’intimità del repertorio liederistico. È in questo spazio che si muove la voce di Andrè Schuen, baritono dalla sensibilità rara e protagonista di uno degli appuntamenti più attesi nel cartellone della Società del Quartetto in questo nuovo anno. In programma il ciclo liederistico Winterreise di Franz Schubert che Schuen, con Daniel Heide al pianoforte ha di recente registrato e pubblicato per Deutsche Grammophon, di cui è artista esclusivo.
Musicista totale, formatosi prima al violoncello e poi nel canto, Schuen porta sul palco una solidità musicale che si fonde con una naturalezza teatrale disarmante, capace di rendere viva ogni sfumatura del testo poetico. Nato e cresciuto in una famiglia di appassionati di musica, Val Badia, dove la lingua ladina convive con l'italiano e il tedesco, e dove la musica è vissuta come un fatto naturale e quotidiano, l'artista conserva un approccio strumentale alla voce.
Pietra miliare della civiltà musicale europea, Winterreise (Il viaggio d’inverno, 1827) rappresenta il testamento spirituale di Franz Schubert, un’espressione tra le più radicali dell’estetica romantica. Composto su ventiquattro liriche di Wilhelm Müller, il ciclo trascende la narrazione per farsi monodia dell’anima: il movimento fisico del Wanderer è solo il pretesto per un’esplorazione dell’immobilità interiore. Se il ciclo precedente, Die schöne Müllerin conservava una parvenza di trama, qui l’evento è già accaduto: il protagonista parte quando tutto è finito, addentrandosi in un paesaggio di ghiaccio e tenebra che non è scenario, ma proiezione psicologica.