Magazine Giovedì 3 giugno 2004

Il Rapallo-Carige compie 20 anni

Quest’anno sono giunti 71 titoli al concorso del Rapallo-Carige. E di questi sono stati scelti tre romanzi finalisti dalla giuria tecnica composta da critici e studiosi: Leone Piccioni, presidente successore di Carlo Bo, Isabella Bossi Fedrigotti (Corsera), Giorgio Calcagno (La Stampa), Francesco De Nicola, Claudio Marabini, Giuliano Manacorda, Mirella Serri e Pierantonio Zannoni. Ecco i titoli in lizza. Sullo sfondo - per tutti e tre - amore, passione e il tema del viaggiare: Marina Jarre presenta Ritorno in Lettonia, (Einaudi). È un viaggio verso l’est, soprattutto nella memoria. I ricordi, la storia interiore, la quotidianità e il paesaggio a confronto con la tragedia degli Ebrei durante l’occupazione nazista. Gli sguardi sono quelli di una donna intelligente e sensibile che, per capirsi, ripercorre le sue radici.
Libera la Karenina che è in te (Adelphi), di Rosa Matteucci, si legge tutto d’un fiato per lo stile frizzante e sbarazzino. Un libro che non annoia. È la storia di un’amicizia amorosa che porta a un viaggio “africano” e a nuovi amori.
Francesca Duranti, con L’ultimo viaggio della Canaria (Marsilio) disegna un affresco di storia familiare che riguarda tre generazioni, dalla Genova di fine Ottocento all’Italia del secolo successivo.

La vincitrice sarà proclamata in diretta e non solo dai “tecnici del romanzo”. A scegliere il libro da premiare saranno infatti i voti di 50 lettori, che andranno ad aggiungersi a quelli della giuria dei critici. È un premio popolare: sono i lettori comuni, infatti, a determinare il successo o meno di un libro. «Non sempre il gusto dei critici coincide con quello di tutti gli altri», dice l’onorevole Alessandro Scajola - vicepresidente di Banca Carige - che spiega quanto sia importante la giuria popolare.

Saranno premiati anche altri due romanzi:
Di seconda mano (Rizzoli), di Laura Bocci. Premio Opera Prima. Una riflessione-racconto sul compromesso della traduzione. Una sorta di mediazione fra culture e lingue, modi di dire - e quindi di pensare - distanti. Fra i temi dominanti, anche la letteratura femminile e il rapporto con il mondo arabo.
Un uomo così (Rizzoli), di Agnese Moro. Premio Speciale Maria Ortese. “L’uomo così” è Aldo Moro: la figlia Agnese lo fa rivivere nella sua dimensione quotidiana, nei suoi ricordi. Si legge con piacere, lo stile è spontaneo e immediato.

Ideatore e coordinatore del premio è Pierantonio Zannoni, giornalista Rai. Interverranno alla cerimonia di premiazione, il 5 giugno, gli artisti Franco Castellano, Massimo Dapporto, Vanessa Gravina, Morris Albert, Maria Pierantoni Giua, Daniela Poggi. Presenterà Livia Azzaritti.

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Oggi al cinema

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