Attualità Magazine Martedì 1 giugno 2004

Palazzo Belimbau è bianco!

Magazine - Una alla volta le impalcature che imbragavano - e imbragano ancora - Genova, stanno cadendo. È difficile descrivere la sensazione che si prova di fronte ad un “miracolo” del genere. Al grigiore ci si abitua. E piazza della Nunziata era il simbolo dello smog che aggredisce palazzi e chiese per dar loro quel cupo nerastro, molto, troppo cittadino. Poi venne la pulizia della Chiesa dell’Annunziata, e fu la luce, per lo meno su un lato del crocevia. Di recente si è aggiunto l’arancio nuovo di pacca del palazzo di via Balbi 2, ora sede universitaria, che si affaccia con uno spicchio sulla piazza. Aspettiamo con ansia che venga riportato agli antichi splendori lo stabile che porta in via delle Fontane (quello della CLU, per capirci). Ma in questi giorni un bagliore nuovo nuovo coglie i passanti: è Palazzo Belimbau

Come ci si abitua al grigiore, anche le impalcature entrano nel nostro immaginario come strutture nate insieme agli edifici. Così, quando scompaiono, alla maraviglia si mischia lo stupore, e viene quasi spontaneo dire: "ma allora c’era il palazzo là dietro!". Ebbene sì, Palazzo Belimbau c’era, e ora lo possiamo anche vedere di persona. Il merito va alla Soprintendenza, al Comune, all’Università e alla , che ha stanziato un milione di euro in tre anni per il recupero dell’edificio.

Tra il sedicesimo e diciassettesimo secolo a Genova ci fu una vera e propria rivoluzione urbana. Quasi tutte le vie principali, da via Garibaldi a via San Lorenzo, risalgono a quell’epoca. Così anche Palazzo Belimbau, fatto costruire da Francesco De Ferrari incorpando l’edificio esistente, di proprietà di Antoniotto Cattaneo. Soffitti alti, grandi finestroni, sale imponenti e affreschi di Lazzaro Tavarone. Gli ingredienti della residenza nobile ci sono tutti.
Nel 1805 uno dei suoi balconi accolse addirittura un Papa, Pio VII, che benedisse il popolo venuto in suo saluto.

Non stupitevi se lo stile della facciata non è proprio secentesco, un restyling posteriore ha provveduto a dargli quella spolverata di neoclassico che vediamo oggi.
Dentro il palazzo è già attivo il Centro Universitario di Formazione Permanente, sede delle attività universitarie post-laurea. Alla ristrutturazione fisica si aggiunge, quindi, la valorizzazione di un centro per la specializzazione dei laureati.

Nella foto: Palazzo Belimbau dopo il restauro

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