Magazine Mercoledì 26 maggio 2004

L'arte di amare

Quest’anno è uscito in ristampa L’arte di amare, un bellissimo libro di Erich Fromm, che spiega come la facoltà d’amare non è acquisita naturalmente dalle persone, non è una funzione innata, ma debba essere imparata; vada compresa nel suo profondo significato di comunicazione intima e sincera che unendo due individui li faccia crescere insieme ad un livello superiore.
Fromm sostiene, con questo libro, come l’attuale società fornisca palliativi e surrogati al sentimento d’amore che si sposta nel consumare. Oggi essere felici vuol dire divertirsi e divertirsi significa consumare; consumare è scambiare, barattare, comprare e vendere tutto quello che si pensa utile ai nostri bisogni. In questo modo l’amore come soddisfazione reciproca, l’amore come cooperazione, come rifugio alla solitudine, diventa la forma della disintegrazione dell’amore nella società occidentale moderna, la patologia socialmente schematizzata dell’amore.
Fromm avverte che l’amore è possibile solo se due persone comunicano con il loro essere profondo, sentendo loro stessi, nell’esperienza di rapporto, la vitalità e la forza dell’amore: l’amore sentito così è una sfida continua che spinge a sviluppare la propria personalità; paradossalmente l’amore ci libera, non è possesso o costrizione ma la costruzione di una unità che consente di restare due.

Il libro scritto da Fromm nel 1956, divenuto subito un grande successo, a distanza di moltissimi anni è ancora attuale e continua a trasmetterci la sua originale visione: ad amare si impara. Amare, per Fromm, è “prendere parte” e non “lasciarsi prendere”; è un esercizio di pazienza come il continuare a rialzarsi di un bambino che sta imparando a camminare. “L’arte di amare” non è un prontuario che illustra stratagemmi sentimentali ed erotici ma un invito a cogliere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo del sentimento amoroso in amore vero; un aiuto quindi a lavorare su se stessi per scoprire quel talento con l’applicazione ad essere spontanei, ad essere come artisti.
Così per amare, bisogna imparare prima a pazientare, a sapere stare da soli, ad accettare l’altro e rispettarlo; importante poi è avere fiducia in se stessi perché in fondo è nel rapporto con il proprio sé che si sviluppa il rapporto con il prossimo. Allora un buon auspicio di lettura utile a tutti per dare forza a quella verità che sostiene che diventando saggi e cambiando noi stessi, cambiamo e facciamo saggio il mondo.

Giorgio Boratto
di Daniele Miggino

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