Magazine Sabato 22 maggio 2004

Magazzino Sanguineti

La città glielo doveva. È un monumento ad un vivente, ad un grande poeta e intellettuale genovese. Si tratta della mostra dedicata ad Edoardo Sanguineti che ha aperto i battenti oggi, 23 maggio, e che sarà visitabile fino al 27 giugno alla Loggia degli Abati di Palazzo Ducale.

«La città è orgogliosa di lui. Ci ha aiutato, ci è sempre stato vicino. Non possiamo dargli la cittadinanza onoraria perché è già nostro cittadino» dice il sindaco Giuseppe Pericu «Edoardo Sanguineti ci tira per la giacca, ci ricorda valori e principi che a volte sembrano dimenticati».

La mostra Magazzino Sanguineti è stata curata da Erminio Risso, ideata e allestita da Francesco Frassinelli, Marta Oddone, Davide Perfetti e Valter Scelsi dello studio di architettura SP10STUDIO.
Sette stanze in sequenza, prive di luce naturale. Un’allestimento che potrebbe apparire caotico ma che contribuisce invece a rendere interattiva l’opera del poeta. Non c’è un percorso definito: il visitatore può muoversi in libertà e scegliere il proprio “viaggio”.

È un percorso particolare, volto a definire la figura del poeta attraverso i suoi versi ma anche attraverso ciò che ha amato e che ha lasciato in lui un segno. Dipinti, poesie, film, libri, il libretto universitario, il certificato di matrimonio, musica: tante facce di un’unica medaglia, tanti spunti per parlare dell’uomo e dell’artista Sanguineti. Non c’è alcuna ansia di esaustività, nessuna logica temporale. Sicuramente molte suggestioni ed elementi evocativi.

Sanguineti era presente all’inaugurazione con la moglie e la figlia. Attraversa le sale sorridente e disponibile con tutti. «Ringrazio chi ha reso possibile questa singolare esperienza. Chi ha lavorato con le mani, con la testa e col pensiero. C’è gente che stanotte era qui a preparare tutto questo. Sono imbarazzato di tanta attenzione» esordisce il poeta. E continua «mi piace pensare che l’uomo sia fatto di dieci pezzi: un paesaggio, una persone conosciuta… Nel vissuto di una persona ci sono infiniti fili che portano a poche radici essenziali. Di quali frammenti di film, quadri, musiche, poesie è fatta la vita di un uomo?». Il poeta conclude con queste parole, perfetta sintesi di quello che è lo spirito della mostra.

Nella foto: Una caricatura di Edoardo Sanguineti
di Laura Calevo

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