Castellitto a mentelocale (parte II) - Magazine

Teatro Magazine Venerdì 12 gennaio 2001

Castellitto a mentelocale (parte II)

Magazine - Il suo rapporto con Genova?
Io a Genova ci ho recitato 2 anni 12 anni fa, la conosco bene. Stiamo facendo un piccolo film dello spettacolo. Facciamo le riprese ma non soltanto teatrali, stiamo entrando anche sul palcoscenico con campi e controcampi per far vivere di più la storia e riprendiamo anche la città per raccontare il mondo attorno.
Qual è il suo o quali sono i suoi maestri?
Otomar Krejcka, bravissimo regista cecoslovacco. Ha lavorato qui allo Stabile di Genova molti anni fa quando ci lavoravo anch'io, e insieme a Ivo Chiesa inventò queste due stagioni in cui io ho fatto Le tre sorelle di Cechov e Contessina Giulia di Strindberg. Devo a lui le 3 o 4... i calciatori dicono "fondamentali" che m'hanno condotto tutta la vita.
Se so combinare qualcosa come attore, lo so grazie al fatto che ho lavorato 2 anni con quell'uomo. Lui mi ha insegnato la tecnica psicologica spirituale.
Che sarebbe?
Tu non reciti mai da solo, tu reciti attraverso e insieme agli altri. E' importante sentire. Non credo nell'immedesimazione. Credo che questa sia una forma di narcisismo abbastanza insopportabile.

Termina il nostro incontro che gentilmente Sergio ha lasciato che fosse la nostra discrezione a regolare più che i suoi impegni sul palco, tra i suoi, che non hanno mai smesso di lavorare e riprendono tra loro l'attore-regista come se si fosse allontanato solo per pochi istanti.

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