Magazine Venerdì 14 maggio 2004

Noi sappiamo di noi

Noi sappiamo di noi. Spesso ci facciamo domande, ci interroghiamo su chi siamo inseguendo comportamenti e risposte stereotipate, ma ogni giorno, meglio ogni notte, la nostra natura intima si rivela e noi abbiamo la possibilità di risposte vere con i sogni. Il sogno è la strada, la via principale per questa conoscenza. Le informazioni su di noi sono dentro di noi e i sogni ci consentono di accedere a questa realtà soggettiva. In noi non abbiamo solo le informazioni su di chi siamo veramente, ma anche l’indicazione per trovare il senso della nostra vita e realizzare il nostro destino.

I sogni ci rivelano con una puntualità impressionante il nostro stato psichico. Certamente la lettura dei sogni non deve essere mai banale, non è interpretabile tout-court, ma è da mettere in rapporto dialettico con il nostro vissuto reale e la nostra parte oscura. Proprio quest'ultima parte, ovvero l'inconscio, viene espressa dal sogno attraverso metafore, simboli, immagini molto simile al linguaggio artistico.
Quindi annotatevi i sogni e interrogateli. Non abbiate paura poi di non riuscire a trovare subito la risposta; la natura sarebbe stata crudele se ci avesse dato i sogni e non la possibilità di interpretarli, allora pensateli e vedrete che arriverà la risposta.

Bisogna ricordare che nell’epopea di Gilgamesh, la storia più antica risalente a 5000 anni fa, viene ricordato un sogno: una stella caduta addosso a Gilgamesh, il regnante, lo mette in difficoltà e così chiede aiuto al suo popolo; egli allora scopre il passaggio del sentire collettivo a quello individuale. Non è un caso che i divi si appellino star-stella; questi individui che agiscono modelli collettivi non sono in genere molto individuati. La stella rappresenta l'unicità della persona e ogni anima, si dice, ha una stella in cielo. La stella è il nucleo originale e originario del nostro essere. Ogni sogno contiene un insegnamento, un richiamo; la stella della nostra unicità vive, viveva e vivrà. La stella indica una strada nuova che nessuno ha mai seguito: la strada giusta per noi.

La vita ci chiama a vivere il destino di individui unici; invece spesso ci si nasconde in ruoli collettivi e dietro ambizioni. Dire ad esempio: io sono il mio talento, la mia intelligenza, vuol dire essere soggetti alle proiezioni e alla devozione altrui che gonfia fino a scoppiare…così nasce la "pazzia dei Cesari". Qui entra in gioco la misura che è per ognuno diversa e non misurabile: se ci si chiede quanto si vale, difficilmente si trova una risposta; dipende dai momenti e per ognuno oscilla. Certo che certuni circondati da mediocri si sentano "grandi".
Ecco allora che i sogni come polvere di stelle giungono a noi per rivelarci l’essenza di cosa siamo e di quanto poi sappiamo.

Giorgio Boratto
di Daniele Miggino

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