Magazine Mercoledì 12 maggio 2004

Marco e Giovanni su Mai come voi

Magazine - Giovanni, vecchio amico, è un personaggio sfaccettato ed eccentrico che, nemmeno quarantenne, può già vantare un curriculum degno di Boris Vian. Venerdì, 14 maggio, alla Fnac (ore 18) Giovanni Arduino presenterà il suo nuovo romanzo Mai come voi(Sperling&Kupfer): un oscuro viaggio nella vita di due turbolenti giovani che sembrano usciti dritti dal cilindro di Tim Burton. Dopo una marea di pubblicazioni sotto pseudonimi, finalmente esce una storia con la sua firma. Abbiamo fatto due chiacchiere su sogni, bisogni e progetti futuri.

Johnatan Snow, Joe Arden, J.J. Hard o forse altri non sei che Stanislao Moulinsky, genio del crimine e del travestimento!
Per il momento sono Giovanni Arduino. Lo sono sempre stato, inevitabilmente, ma ora più che mai. Alla lunga gli pseudonimi stufano. Meglio dedicarsi un po’ a se stessi. Senza rinnegare nulla, beninteso.

Alla fine degli anni ottanta eri uno sciagurato giovine torinese artefice del nefando futuro cult-movie Il mio caro fratello ustionato e il suo cervello spappolato. Che cammino hai intrapreso da allora?
Sarebbe troppo lunga e mi hai giustamente consigliato di tagliare corto. In soldoni: si cambia. Si cresce (poco, magari). Alcuni gusti, alcune idee fisse rimangono, altri se ne vanno e ne arrivano di nuovi. Il cambiamento mette paura, ma adesso come adesso, ad esempio, probabilmente non produrrei/dirigerei/scriverei un lungometraggio come quello da te citato, un cult-underground davvero peso. L’ho fatto, mi sono ammazzato di lavoro e risatacce, ma stop. A scrivere romanzi mi diverto di più e posso esercitare un maggior controllo sul prodotto finito.

Alla veneranda età di (si può dire?) in quale ruolo ti vedi meglio, o dove ti senti più a tuo agio: scrittore, talent-scout, regista di culto o semplicemente vecchio punk rocker?
Ho 37 anni. Nessun mistero. Sono un'editor (faccio da balia ai libri altrui, in altre parole), sono discretamente punk (almeno nello spirito), sono (stato) un regista senza pudore e/o buon senso alcuno, sono tatuatissimo (echissenefrega), eccetera eccetera. Scrivere, ripeto, mi piace molto, soprattutto negli ultimi anni, da quando ho acquisito un minimo di fiducia nelle mie capacità. Vedremo con il passare del tempo. Non si può mai dire.

Mai come voi scorre veloce e incalzante, chi sono gli oscuri bevitori di birra protagonisti della storia? Che legame hanno con la tua vita?
Grazie del veloce e incalzante. I protagonisti di Mai come voi sono un ragazzo e una ragazza che si sentono fuori posto e possono contare soltanto su se stessi e sul rapporto che li unisce. In questo sono fortunati e da invidiare, almeno dal mio punto di vista. La loro è una favola: un po’ gotica, un po’ gialla e un po’ nera, un po’ sui generis, ma sempre favola. La vita solo talvolta lo è.

Se ti dicessi che la tua prosa mi sembra un incrocio tra la poesia di Tim Burton e le risate al vetriolo di Joe Lansdale, ti sentiresti lusingato o “stretto di spalle”?
Wow. Tim Burton mi garba parecchissimo, Edward mani di forbice in particolare, e alcuni racconti di Joe Lansdale rasentano la perfezione. Poi in realtà sono una spugna, tutto o quasi mi influenza: da un pezzo “emo” dei Bright Eyes, all’ultimo film coreano, a mezza pagina di un fumetto di Davide Toffolo o di Adrian Tomine.

Progetti futuri?
La prossima settimana inizio a scrivere un nuovo romanzo. Sempre un ragazzo come protagonista. L’adolescenza è un momento che ti ammazza e assieme ti salva o ti può salvare. Lì fai le scelte, lì impari, il resto è ripasso. In my humble opinion, naturalmente.

Hai stampato la tua email sulla copertina interna del libro, che commenti stai ricevendo dai lettori? Sei già riuscito a inquadrare le fasce d’età di chi lo acquista?
Ricevo almeno due/tre lettere al giorno. Un record, finora. I commenti sono stupendi, alcuni addirittura imbarazzanti. Pieni di emozioni allo stato puro. Bellissimi. Arrossisco davanti al video del pc mentre rispondo a tutti. In quanto all’età e al sesso, ragazze in netta maggioranza, dai quindici ai trenta e oltre.

Il libro che vorresti aver scritto?
Il prossimo. Più seriamente, uno a caso di John Fante, o di Andrea Pazienza, o di Francesca Lia Block, sconosciuta in Italia, ma bravissima.

Hai delle sorprese per coloro che verranno venerdì alla tua presentazione alla Fnac?
Il contatto diretto mi spaventa ma mi piace. Un po’ di etica punk nel do it yourself, nei rapporti che tengo personalmente con i lettori e con certa stampa e il resto. Sul mio sito (www.giovanniarduino.com ) ogni settimana o quasi c’è un piccolo concorso/non concorso con premi stupidissimi ma (spero) divertenti. Ecco, dal vivo, tanti regalini sciocchi e una sana chiacchierata.




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