Magazine Lunedì 10 maggio 2004

Tre metri sopra il cielo

Magazine - Martedì 11 maggio alle 18.00, presso la libreria Feltrinelli di via xx settembre, Laura Guglielmi presenta Federico Moccia e il suo Tre metri sopra il cielo, edito da Feltrinelli.

Una grande storia d’amore. Un microcosmo di giovani vite arrabbiate che cerca di staccarsi da terra, di camminare "tre metri sopra il cielo".

Tre Metri sopra il cielo è un romanzo di vite quotidiane, una commedia romantica, un ritratto movimentatissimo di adolescenti allo sbando. Federico Moccia è nato a Roma nel 1963. Lavora per il cinema come sceneggiatore e come autore di testi televisivi.
Questo è il suo fortunatissimo primo romanzo dal quale è stato tratto un film.

Il libro

Le ragazze vestono Onyx, o qualunque sia l’ultima marca in fatto di body, parlano di Avant, di Marsan e delle mode dell’ultimo minuto. I ragazzi invece girano con il loro "Vitarino" o meglio con la Bmw lunga, magari fregata al papà. Le ragazze si preparano a incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio.

Fino all’ultimo respiro. Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, di banda (il mitico gruppo dei budokani: Schello, Pollo, Lucone), Step e Babi si incontrano. Babi è un’ottima studentessa, Step (Stefano) è un violento, un picchiatore, uno che passa i pomeriggi in piazza davanti al bar con gli amici o in palestra e la sera sulla moto o nella bisca dove si gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Non è un rapporto facile perché nessuno dei due cede facilmente. Eppure si trasformano. Babi sembra irriconoscibile agli occhi dei genitori. Step rivela aspetti che ben poco collimano con la sua immagine – faticosamente costruita – da superduro. E in effetti muscoli palestra e violenza nascondono un trauma, un nodo irrisolto che getta un’ombra scura sulla vita familiare di Step e sulla tormentata love story con Baby. Tre metri sopra il cielo è un romanzo di vite quotidiane. C’è la noia, la fatica, la banalità dell’esistenza metropolitana. C’è l’adrenalina, la drammaticità dello scontro fisico, della prova di forza maschile. C’è un universo che da una parte guarda alle commedie romantiche adolescenziali e dall’altra al ritratto di giovinezze allo sbando così come le racconterebbe un Paolo Crepet.

di Daniele Miggino

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