Weekend Magazine Giovedì 11 gennaio 2001

La Cava Italcementi e il Forte Richelieu

Non posso darvi un chilometraggio preciso. Dipende da quando vagate in zona. Il dislivello è limitato a circa 200 mt o poco più.
Siete mai stati alla “Cava” ? E’ un luogo abbastanza spettrale, suggestivo. Si tratta di una vecchia zona di scavo con edifici e macchinari in disuso. Da tempo è impiegata da motociclisti per fare trial e cross. Ricordo che un milione di anni fa, quando venivo qua con la mia Mountain-bike-cancello da 18 kg, era possibile incontrarli spesso.
Arrivarci non è difficile. Se non volete sgobbare su asfalto potete arrivare in macchina sino all’inizio dello sterrato presso Camaldoli. Salite da Via Torti, poi girate in Via Donghi e via così sino in cima alla fermata degli autobus. Poi mollate la macchina e salite per lo stradone cementato pieno di buchi che subito si tramuta in sterrato. Dopo poco la deviazione per il Forte Richelieu. Si svolta a destra in prossimità della seconda strada sterrata che sale. Non prendete la prima, in prossimità dello slargo. Per distinguerle: la seconda sale ed è costituita da pietre e ghiaie varie, la prima da terra battuta ed è in piano.
Dopo un paio di curve potrete vedere il Forte, un'altra delle opere di difesa della Genova risalente al diciottesimo secolo. Anche se non si può entrare è interessante dare uno sguardo in giro, soprattutto per il panorama. Se continuate oltre, cercando di rimanere in cresta sui sentierini, arriverete ai Bunker, costruzioni in cemento armato risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Vero paradiso per il trial.
Se continuate sempre verso l’alto in meno di un km arriverete su uno sperone di roccia che sovrasta la cava. Da qui è possibile apprezzarla, se così si puo’ dire, nella sua interezza. Il forte allungato che vedete davanti a voi sulla montagna antistante è Forte Ratti, la più grande delle fortificazione genovesi.
Quando vi accingete a tornare voltando la bici, cercate sulla destra uno dei sentieri che portano alla strada di accesso principale alla Cava. Uno qualunque va bene. Se volete potete tornare indietro sino al forte e poi continuare sullo sterrato più ampio.
Una volta in cava fatevi un giro. Se siete un po’ acrobati troverete una moltitudine di ostacoli, salti, discesoni e numeri vari da provare. Fate unicamente attenzione a non distruggervi cadendo su qualche macchinario e sul cemento armato. Spesso c’è anche qualche cunetta costruita dai crossisti. Il fondo non è il massimo; in atterraggio o in curva risulta davvero insidioso. Io metto sempre in conto anche qualche caduta. Nel fosso principale trovate il più delle volte delle pozzanghere. Chi si diverte può guadare.
Quando siete stufi di fare i cretini sulle strutture e arare il terreno con le ginocchia, tornate indietro per la strada sterrata principale. Il tratto in discesa non è niente male, ci sono i canaletti in stile rampa.
Foto sopra. Una delle cose da fare è il salto del tronco. C’e un sacco di spazio per rimediare ai vari errori.
Foto sotto. Qui non pensate neanche di toccare i freni.
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