Amy O'Neill @ pinksummer - Magazine

Mostre Magazine Giovedì 22 aprile 2004

Amy O'Neill @ pinksummer

Magazine - Sono interessata al Tournament of Roses e specificatamente ai suoi carri per il loro status temporaneo di monumento alla cultura popolare dato dal loro mascheramento che è così ridicolmente strano in contrasto con la propaganda che trasmette (una cosa molto potente).

Questa è la semplice frase che ha ispirato Amy O'Neill. Il nuovo progetto dell’artista, che verrà presentato da a Genova, in via Lomellini 2/3, venerdì 23 aprile, dalle 18.00 alle 21.00 contiene l'essenza del suo lavoro, volto a scoprire i resti di un barocco delirante: l'espressione della concezione popolare del mondo e della vita.
Il Tournament of the Roses è una parata floreale che si tiene ogni primo dell'anno - dal 1890 - nella valle di Pasadena, in California. La fiera veniva inizialmente organizzata dal locale "circolo dei cacciatori", un membro del quale sembra avesse assistito alla Battaglia dei Fiori del carnevale di Nizza. Con il passare degli anni i carri tematici, interamente costituiti da fiori, hanno assunto una connotazione fortemente nazionalistica di stampo idilliaco/commerciale, con titoli come American the Beautiful, e sono stati sponsorizzati a fini propagandistici da compagnie quali Kodak, Union Oil Company of California, Panda Express e Gourmet Chinese Fast Foods, solo per citarne alcune. In poche parole, il Tournament of the Roses di Pasadena ha cessato di essere uno spettacolo che il popolo offre a se stesso per trasformarsi in una festa offerta al popolo, per la quale ci si aspetta che il popolo manifesti riconoscenza comprando e consumando i prodotti che vi si reclamizzano.

In generale l'aspetto del lavoro di Amy O'Neill è decisamente poco letterario: opponendosi all'estetica dominante del cool o perlomeno del sublime, assomiglia in arte a quello che può rappresentare il paradosso in logica. Gli chalets svizzeri della O'Neill, guarniti di cornice rustica in pino massello - che vedemmo forse per la prima volta alla fiera di Basilea - sono eseguiti con la perizia artigianale del produttore di souvenir.
L’arte della O'Neill - americana che vive e lavora a Ginevra - ruota intorno alla cultura di serie b, che non va confusa con il fascino esercitato dal kitsch sull'intellettuale snob. Si tratta, piuttosto, di una dissertazione filologica sul folclore: quello svizzero o quello della vasta provincia americana “no-man's land of highways and small-town”.

Il folclore è inteso dall’artista, all'interno della sua particolare indagine sull'evoluzione dei costumi, come una progressiva riduzione del realismo grottesco che, con le sue forme mostruose, temporanee e fluttuanti, rappresentava l'espressione autentica della piazza.
Di quei carnevali e di quelle fiere non rimane che l'involucro iperbolico della parodia; il dramma e l'ironia vibrano solo nelle rappresentazioni della O'Neill, fatte di disegni e di installazioni. L’artista non può che constatare che, anche ricercando nelle sacche dei folclori locali, non esiste più una concezione dualistica del mondo e della vita. È l'economia a sdoppiarsi e a farsi mitica e fiabesca per rivolgersi al basso reddito, al pubblico popolare.

La mostra verrà inaugurata venerdì 23 aprile dalle 18.00 alle 21.00 e sarà visitabile sino al 20 giugno, dal martedì al sabato, dalle 16.30 alle 19.30 e su appuntamento.

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