The italian americans - Magazine

Attualità Magazine Martedì 13 aprile 2004

The italian americans

Magazine - Mancava, a Genova, una mostra che raccontasse attraverso immagini fotografiche l’epopea degli italiani che, a partire da metà '800, abbandonarono la loro terra per approdare in America.
E spesso quel viaggio che - all’interno di angusti vapori - li guidava verso la speranza in un futuro migliore, aveva inizio proprio da Genova.
The italian americans… per terre assai lontane è la mostra fotografica curata dal di Firenze, in collaborazione con l'Autorità Portuale di Genova. L’esposizione, visitabile presso Palazzo San Giorgio dal 10 aprile, presenta oltre duecento immagini, firmate da autori prestigiosi o anonime. La ricerca è stata condotta da Allon Schoener.

I primi a partire furono i mercanti, i marinai, gli avventurieri e gli esuli politici. E i genovesi ottennero, prima degli altri esuli italiani, l’accesso alla proprietà della terra in America. Il percorso della mostra ha inizio con un plastico della Genova di oggi. Poi le testimonianze di quei viaggi che duravano settimane. Come il biglietto d’imbarco in terza classe sul vapore Giuseppe Verdi a nome di Aurelia Prato, diciottenne diretta a New York. Era il 1920.
Circa due milioni di Italiani si sono imbarcati per l’estero nell’ultimo quarto dell’800. I nostri emigranti, che non sempre riuscivano a rifarsi una vita lontani dalla loro terra, sentivano vivi il senso di sradicamento e di perdita dell’identità. Le missive e i diari diretti alle famiglie lontane erano un tentativo di ricordare il passato. Lettere sbiadite, buste e francobolli. I fogli erano spesso accompagnati da fotografie che erano un surrogato della presenza fisica. Così Vittorio Raggio dal Perù presentava alla madre la futura moglie attraverso la sua foto. Chissà se nuora e suocera si sono mai incontrate di persona.

La sezione dedicata ai Viaggi dei sapori è dedicata agli odori spesso evocati nelle lettere degli emigranti. C’era un commercio di alimenti dall’Italia all’America, ed è interessante scoprire che, su un “quaderno di conti” risalente al 1896, veniva appuntata una spedizione di olio da Genova a Buenos Aires.
E poi le foto, straordinarie, commoventi. Immagini che sembrano irreali, colte da una ripresa cinematografica. Invece sono reali i visi, macchiati dallo scorbuto, dei bambini minatori. E quelli dei lustrascarpe nel City Hall Park di New York. Interessanti le immagini della Little Italy newyorkese del 1906 e le foto delle famiglie che in America hanno fatto fortuna aprendo, ad esempio, una libreria italiana a San Francisco, che divenne un centro culturale per la comunità italo-americana.
Dagli inizi del ‘900 gli italiani divennero il terzo gruppo etnico negli USA e, a partire dal 1946, si integrarono definitivamente in una società che era sembrata loro ostile. Fu così che personaggi come Frank Sinatra e Rocky Marciano, campione dei pesi massimi, lasciarono un segno in America. Nel catalogo della mostra, edito da Alinari, è contenuta un’antologia di testi i cui autori, emigranti, raccontano le proprie esperienze.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30
Chiuso il sabato pomeriggio
L'ingresso è gratuito

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