Magazine Mercoledì 10 gennaio 2001

Nel mondo dei bambini con Livio Sossi

Ha uno sguardo profondo e sembra un po' il lupo delle favole. Ma non quello che si mangia Capuccetto Rosso. Un lupo più domestico, tipo Lupo Alberto. A vederlo ti fa subito fantasia. E' Livio Sossi Nelle favole dei nonni ci sono i buoni e i cattivi. E in quelle di oggi?
“I buoni e i cattivi esistono sempre. Basta pensare al genere fantasy che contiene elementi delle fiabe tradizionali. Oggi c’è più attenzione al messaggio che i racconti veicolano.
Negli anni ’50 il fiabesco veniva accusato perché si pensava allontanasse i bambini dalla realtà. Oggi si ritiene importante offrire al bambino una dimensione fantastica colta dagli elementi del quotidiano. La fiaba in sé e per sé ha concluso la sua esistenza. La dimensione letteraria odierna è quella del fantastico.”
La collana per ragazzi che lei cura è molto attenta ai temi di oggi e alla dimensione in cui vivono il bambino e l’adolescente.
“Riteniamo importante stimolare l’immaginazione giovanile offrendo spunti creativi e formativi di vario genere. La collana Contastorie Teatro, ad esempio, vuole avvicinare i bambini al linguaggio teatrale. La serie Culture tenterà di raccogliere le tradizioni orali di tutto il mondo; il primo esperimento è una edizione bilingue delle fiabe del Burkina Fasu. I più piccoli sanno entusiasmarsi con uno slancio che molti adulti hanno quasi dimenticato: è importante porgere attenzione a questa sete e renderla produttiva.”
Estremizzando, secondo lei è più vero che i bambini sono dei piccoli adulti, o che l’adulto è un bambinone cresciuto?
“Sono vere entrambe le cose. Oggi si assiste ad un accorciamento dell’infanzia e ad un allungamento dell’adolescenza...fino quasi ai trent’anni!!
Il precoce inserimento nella realtà fa si che il bambino sogni di meno ma aumenti il desiderio di evasione.
E’ bello che alcuni adulti sappiano mantenersi bambini, cosa peraltro indispensabile allo scrittore e all’illustratore per ragazzi.”
Si dice che gli italiani leggono poco. Si avverte la stessa carenza anche nel pubblico dei più piccini?
“I più giovani leggono di più, ma ciò che manca in Italia è una cultura del libro, presente invece in altri paesi come la Francia, l’Inghilterra. Basta constatare quanto poco facciano i mass media per promuovere il piacere e la valenza della lettura. Per pura curiosità tempo fa ho fatto un esperimento: per una settimana ho guardato la tv osservando in quanti e quali contesti apparivano personaggi con un libro in mano. Misero risultato... I mass media veicolano molteplici messaggi e modelli di riferimento. E’ un peccato che non si riescano a sfruttare per promuovere la cultura del libro.”
Cosa ne pensa dell’esperimento genovese della Città dei Bambini?
“Ritengo sia una proposta fondamentale della città, che si sta allargando anche in altre parti d’Italia. L’importanza del bambino nella società è un tema di grande valore e a cui dover prestare estrema attenzione. Tutte le città dovrebbero essere città dei bambini.”
Lei vive a Trieste. Che idea si è fatto di Genova?
“E’ una città affascinante, città di mare, ricca di tradizione culturale. Mi ha colpito soprattutto il centro storico, i vicoli. Purtroppo ho visto un notevole degrado. Il traffico? Caotico, ma consolatevi, è comune a molte città.”
di Annamaria Tagliafico

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