Magazine Giovedì 1 aprile 2004

Work|Out , la voce degli studenti

Magazine - Qualche tempo fa un cervello che gira a mille all'ora nei pressi di Berlino ha avuto una bella pensata. La materia grigia è di , l'idea è quella di un rivista per gli studenti delle Università di tutta Europa fatta dagli studenti stessi. Oggi Tino è direttore di Work|Out, un foglio che fa capolino nelle università di Germania, Francia e Italia. Un bell'esempo di giornalismo "spontaneo", in cui si trovano opinioni, inchieste, rubriche e servizi. Conquistate le capitali, si prepara a costruire una rete diffusa. Sentiamo Tino.

Cos’è WORK|OUT?
«È la risposta a cio che ha detto Peter Preston, per anni capo redattore del Guardian: "L’Unione Europea cresce, ma manca la stampa che la sorveglia". Non abbiamo una stampa europea, tanto meno una per gli studenti, un giornale critico, poliedrico, satirico, giovane, che sia prodotto e letto in tutta Europa. Anzi, non ce l’avevamo: è WORK|OUT».

Chi è lo studente europeo?
«Preferisco parlare dello studente internazionale, così non perdiamo d’occhio quelli che vengono in Europa da fuori, a ringiovanire il nostro popolo vecchio e un po' troppo "imborghesito". Scherzi a parte, come dice Berlusconi, lo studente europeo/internazionale e un Störfaktor, un fattore che disturba, perché non lavora abbastanza, vuole sempre sapere, protesta e non rimane al posto che gli dici».

Dove è distribuito?
«Lo studente?».

No, il giornale.
«WORK|OUT esce a Berlino e dintorni, poi a Parigi, ma sporadicamente. In Italia esce a Roma, a Milano, tra poco a Bologna e Venezia. Proviamo a portare una piccola tiratura anche a Napoli, la città dove voglio morire. (Ride). Grazie a un fortunato soggiorno alla Berlinale, dove conobbi Roberto Silvestri tramite Alessandro Piva, usciamo anche con ALIAS, la rivista culturale del manifesto. Ma, ogni numero è pronto per arrivare in posti nuovi: siamo indecisi tra Barcelona, Kracovia, Londra e Lisbona, un’altra città dove voglio...».

Esistono altre pubblicazioni di questo tipo?
«Non che io sappia, ma proprio delle riviste studentesche o dei gruppi intellettualmente attvi che vorrebbero ampliare il loro orizzonte, la loro diffusione e le loro possibilità di finanziamento con noi. Cerchiamo anche giornali e siti con cui collaborare».

Che progetti hai a Genova?
«Divertirmi, far soldi e cambiare il mondo nel frattempo. Scherzo, sono parole di Brecht. Sarei contento di realizzare qualche collaborazione, con studenti, l’università, centri sociali, sponsor, istituzioni culturali, Genova 2004 e - oltre a rivedere la mia carissima amica Isabella - uscire con WORK|OUT anche a Genova».

Cosa si dice di Genova a Berlino?
«Troppo poco. Genova fatica a farsi sentire. Invece si parla del Museum of Modern Art di New York, l’elenco acritico degli artisti moderni, ospite nella Neue Nationalgalerie. È un peccato, perché Genova offre tutt’altro che questa superficialità. Ma per questo ci siamo noi, con WORK|OUT».

di Daniele Miggino

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