Weekend Magazine Giovedì 1 aprile 2004

Segni del tempo

Magazine - Le due mete sono ben distanziate quindi evitate di farli un giorno solo se non volete stare tre ore in automobile: la Badia di Tiglieto (foto sopra) ha un certo fascino in tutte le stagioni ed è senz’altro la meta da favorire. Se poi volete mangiare qualcosa lungo il percorso trovate delle buone trattorie a Tiglieto per il primo itinerario e a Sciarborasca, per il secondo.

La Badia è l’edificio più antico del Parco Beigua, prima testimonianza di abbazia cistercense in Italia. Il progetto venne concluso nel 1120 ma ha subito diverse trasformazioni nel tempo. Attualmente è sottoposta a restauri che - si spera - dovrebbero concludersi quest’anno. L’area circostante rimane una delle più selvagge del Parco ed è perfetta per passare una giornata all’aria aperta senza sforzo. Dietro al complesso c’è un immenso prato circondato dalle montagne e un breve percorso ad anello che lo percorre. E’ davvero l’ideale per un pranzo primaverile al sacco con passeggiata annessa.
La chiesa è raggiungibile seguendo le indicazione per Campoligure e poi per Tiglieto, dopo essere usciti a Masone sull’autostrada Genova Alessandria.

Cinquecento anni dopo i Padri Carmelitani fondarono l’altro noto edifico religioso del Parco Beigua, dedicandolo a San Giovanni Battista. Si tratta dell’Eremo del Deserto, ristrutturato recentemente ma non visitabile. Quest’ultimo ha ben meno fascino della Badia ma è affiancato ad un vasto percorso botanico che si estende per quasi due chilometri e mezzo in una valle decisamente mite e fresca, che ha permesso la coesistenza di piante mediterranee accanto a specie montane. La passeggiata procede più o meno in piano attraversano campi e boschetti, costeggiando un torrente.
Lungo il percorso si incontrano i pannelli informativi - purtroppo in parte vandalizzati - e diverse aree adibite a picnic. A due terzi del percorso, subito dopo la strada asfaltata, guardando in basso sulla destra, troverete un selvaggio torrente che scende incastonato nella valle. La foto che vedete sotto è scattata lì, ma per arrivare in questi specchi d’acqua magici bisogna risalire una parte del Rio e arrampicarsi sulle rocce, partendo dalla strada asfaltata. Nella buona stagione si può anche fare un tuffo, ma adesso l’acqua è ghiacciata e restate davvero di rimanerci: per i bagni in collina è molto meglio la Val Gargassa. L’Eremo è raggiungibile da Varazze proseguendo poi per Passo Muratone.

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