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Quanto ci costa: guida alle auto più economiche da mantenere

Attualità Magazine Giovedì 30 giugno 2022

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Magazine - Quando si parla di automobili e costi, gli automobilisti italiani spesso e volentieri si limitano a dare un’occhiata al solo prezzo di listino, trascurando tutte quelle spese di mantenimento che in realtà hanno un concreto e decisivo impatto sul bilancio familiare. Gli elementi da valutare sono dunque moltissimi, e vanno dalle spese per il carburante a quelle dell’assicurazione: i costi di mantenimento possono dunque lievitare anche a fronte di un prezzo di listino contenuto. Da qui, si spiega la necessità di conoscere in anticipo queste spese e quantificarle, così da identificare le auto più economiche sul mercato.

Spese di mantenimento: cosa sapere

Quando si desidera comprare un’automobile, il primo passo consiste certamente nell’informarsi sulle novità auto del momento, così da poter elaborare un’idea di cosa cercare e di eventuali costi. Va tuttavia precisato che, quando si compra un’automobile, non si deve affrontare il solo costo di acquisto, poiché in realtà si sta andando incontro a una grande quantità di spese di mantenimento e manutenzione, inevitabili e imprescindibili, che hanno una logica ricaduta sul budget familiare.

Calcolare ogni singola variabile è molto complicato, ma, in linea di massima, si può affermare che i fattori di cui tenere conto quando si acquista un’auto sono i seguenti:

  • Prezzo di acquisto, da mettere in diretta relazione alle modalità di acquisto stesse. Eventuali finanziamenti e operazioni di credito, infatti, possono avere un impatto significativo sul medio o lungo periodo, da collegare al tasso di interesse scelto al momento dell’acquisto.
  • Assicurazione, una delle grandi variabili del momento, per cui l’ideazione di polizze in offerta e di comparatori pensati per scegliere la più conveniente si sprecano. Anche in questo caso, si ha a che fare con una spesa di entità variabile in base alla cilindrata che non può in alcun modo essere aggirata.
  • Manutenzione delle parti più soggette a usura: le spese relative ai tagliandi non possono di certo essere evitate. Anche in questo caso, alcune case automobilistiche si rivelano meno dispendiose di altre; tuttavia, ciò non toglie che le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria siano necessarie e, come tali, messe a budget al momento dell’acquisto.
  • Il bollo e dunque il pagamento della tassa di proprietà: una spesa annuale che va tenuta in considerazione da parte del proprietario del veicolo, sia esso nuovo o usato. In questo caso, meno l’auto è potente, minore sarà il costo del bollo.

Le spese di alimentazione

Come si può intuire, la spesa di mantenimento più costante e, dunque, più rilevante, quando si parla di automobili, è quella legata all’alimentazione. Il problema del carburante è oggi più che mai particolarmente delicato, soprattutto se si considerano i due elementi che stanno segnando l’immaginario contemporaneo: la spinta ecologista che sta portando a un boom delle automobili elettriche a zero emissioni di anidride carbonica e, dall’altro lato, il conflitto tra Russia e Ucraina e il suo impatto sul costo del carburante per i veicoli ad alimentazione endotermica.

Le auto a metano, infatti, hanno perso parte della loro convenienza, soprattutto se si considera che un tempo, tra i veicoli a combustione, erano tra le più vantaggiose, sotto il punto di vista dell’alimentazione. Sui chilometraggi più lunghi, il vantaggio torna tutto in mano ai veicoli ad alimentazione diesel, anche se questi sono tra i più penalizzati nell’ottica della rivoluzione green che sta segnando l’economia e tutto il settore della mobilità.

Una via di mezzo importante è ovviamente costituita dalle ibride plug-in, anche se resta fondamentale studiare bene la voce dei listini relativa ai loro consumi: di solito, infatti, questi parametri sono falsati dai famosi 50 km percorribili in solo elettrico, rendendo dunque necessaria un’analisi più attenta di consumi e distanze percorribili. L’elettrico, infine, è caratterizzato non soltanto dal vantaggio ambientale legato alle zero emissioni di Co2, ma anche dal ridotto costo dell’energia elettrica rispetto al carburante per i motori a combustione.

Incrociare tra loro questi valori, dal prezzo di acquisto alle assicurazioni, passando per bollo e spese stimate per l’alimentazione, permette di ricavare il cosiddetto costo per chilometro: si tratta di una specie di valore medio di spesa per ogni singolo modello di automobile. Paragonare tra loro i diversi modelli, alla ricerca di quello dotato del costo per chilometro inferiore, permette di trovare agevolmente l’auto più economica da mantenere.