Magazine Sabato 20 marzo 2004

Incubi quotidiani

Incubiquotidiani è il titolo del libro di Marco Lagazzi appena pubblicato con Caroggio Editore. Psicologo ed esperto di criminologia, nei suoi racconti Lagazzi illustra i crimini più efferati con prosa asciutta e diretta. Gesti disperati eseguiti e raccontati con schiettezza; lo sguardo lucidamente coinvolto su un mondo che spaventa. Da tempo tiene su mentelocale.it una rubrica intitolata anch'essa , e che, in comune con il libro non ha solo il nome, ma anche lo spirito.

Lunedì 22 marzo, alle ore 18, presso la Fnac di via xx settembre, Laura Guglielmi presenterà il volume insieme all’autore.

La recensione di Marina Giardina:

Marco Lagazzi ha “fasciato” i suoi pezzi di carne, i suoi incubi, tanto impossibili da essere reali, in un pezzo di carta. Pezzo di carta che si chiama libro (Incubi quotidiani , Caroggio Editore, 123 pagg).

Le storie di Incubi quotidiani sono veri e propri referti. Tragedie del quotidiano. Solitudini portate avanti negli anni da uomini di tutti i giorni. Matrimoni falliti e vendette perpetuate sui figli. Opportunismo di famiglie per le quali la morte di un parente coincide solo con gli averi che ha lasciato. Gioielli. Ori. E tutto il resto nella discarica. Pezzi di corpi di bambini che devono essere ricomposti per essere presentati ai loro familiari. Cinismo che spaventa tanto è vicino al vero. Vicino all’indifferenza dello scorrere quotidiano.

Bande di ragazzini che non sanno quanta rabbia ha dentro quel ragazzo così "sfigato" ai loro occhi, che non conveniva quella sera decidere di importunare. Non si può sapere se nella tasca avrà o no un coltello, non si può nemmeno lontanamente immaginare a quanta miseria è stato abituato nella sua vita. E quella sera si vendicherà per tutto ciò che nella vita gli è stato sottratto. La normalità. L’infanzia. L’adolescenza e la felicità.

I racconti di Lagazzi sembrano ispirati ai romanzi veristi. Il destino dei suoi personaggi non poteva che essere quello, sembra dirci l’autore, la loro vita non poteva prendere una strada diversa se il marchio che è stato loro imposto li ha segnati da subito. Un fatalismo che non concede speranza, un meccanismo di causa-effetto che non concede illusioni. È questo. Ed è questo perché è stato allora.

Eppure…Eppure Lagazzi in questo mondo insensato di follie quotidiane sussurra una preghiera, un’invocazione soffocata. Non c’è spazio per commuoversi. Eppure ci si commuove. Non tanto di fronte a una fantasia feroce. Quanto a una realtà feroce, quotidiana.

Marina Giardina

Nella foto: Marco Lagazzi
di Daniele Miggino

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