Cartelle Equitalia non pagate: vanno in prescrizione? - Magazine

Cartelle Equitalia non pagate: vanno in prescrizione?

Attualità Magazine Giovedì 31 marzo 2022

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Magazine - Ci sono parecchie domande che ruotano attorno la prescrizione dei debiti Equitalia, e noi siamo qui per offrire una risposta a tutti i tuoi dubbi. Per esempio, è possibile la prescrizione dei debiti Equitalia? Dopo quanto tempo? È vero che Equitalia, oggi riferita come Agenzia delle Entrate-Riscossione, inoltra una notifica nel caso in cui si verifichi la prescrizione dei debiti Equitalia? Scopriamolo insieme in questo articolo.

L'auspicio è sempre quello di riuscire a saldare i propri debiti oppure, in alternativa, di evitare il pagamento in maniera legale (qui puoi scoprire come non pagare Equitalia legalmente).

Le conseguenze del mancato pagamento possono essere molto serie, tuttavia se proprio non riescono a pagare i propri debiti si può sempre sperare nella prescrizione degli stessi. Continuando a leggere questo articolo, verrai a conoscenza del significato di prescrizione, di cosa comporta questo processo, e quali sono le tempistiche medie in base al reddito.

Questo è considerato un tema molto caldo da parte dei contribuenti, considerando soprattutto che il processo di prescrizione prevede l’annullamento del debito qualora quest’ultimo non venga riscosso dal Fisco entro le tempistiche stabilite. Infatti, non tutti sono a conoscenza del fatto che, in base alla prescrizione ordinaria, un debito può essere considerato assolto dopo che sono trascorsi dieci anni.

La condizione appena descritta è fortemente supportata dall’Amministrazione finanziaria. Nonostante ciò, le Commissioni tributarie territoriali hanno imposto che la prescrizione delle cartelle esattoriali abbia luogo trascorsi cinque anni, vale a dire la metà del tempo.

Dunque, date le diverse casistiche, è possibile affermare con certezza che, parlando dei debiti Equitalia, le cartelle Equitalia possono andare incontro al processo di prescrizione seguendo tempistiche diverse. La disparità di queste tempistiche ha a che fare con diversi fattori che le influenzano, come per esempio il tipo di debito maturato per cui la cartella di pagamento è stata emessa. In linea di massima, possiamo asserire che le tempistiche di prescrizione rientrano in un range che va dai tre ai dieci anni.

A questo proposito, è necessario tenere a mente che il processo di prescrizione della cartella di pagamento non rappresenta un meccanismo automatico ed è bene valutare anche la possibilità, introdotta di recente, del saldo e stralcio Equitalia.

Qual è la differenza fra prescrizione e decadenza dei debiti Equitalia

Prima di entrare nello specifico dell’argomento trattato in questo articolo, è bene ricordare la differenza esistente fra i due concetti di prescrizione e decadenza. Come già accennato in precedenza, possiamo definire la prescrizione di una cartella esattoriale Equitalia come una sorta di sanzione che viene applicata quando non viene esercitato un diritto a favore del contribuente considerando i termini prestabiliti. In questo modo, infatti, il contribuente in questione è esonerato dal pagamento dei debiti contratti.

Dall’altro lato, parliamo di decadenza facendo riferimento ad una sanzione derivante dal non aver messo in pratica un’azione necessaria al fine di acquisire un diritto.

Cerchiamo ora di fare luce su ciò che è stato esposto finora, considerando il fatto che, nel momento in cui si discute sulla riscossione delle cartelle esattoriali, spesso si fa confusione sui concetti che ruotano attorno a questo argomento. Quindi, al fine di fornirti più chiarezza a riguardo, possiamo affermare quanto segue:

  • Il diritto di riscossione viene prescritto solo dopo che è trascorso il periodo stabilito per la riscossione, ma senza che Equitalia sia intervenuta con l’invio di una notifica – o qualunque altro atto- interruttiva. Ciò che consegue da questa situazione è che si è impossibilitati a richiedere, riscuotere o intraprendere un’azione giudiziaria riguardo il pagamento dovuto.
  • E’ possibile che Equitalia decada dalla possibilità di riscossione stessa nel momento in cui non si occupi di inviare entro i termini stabiliti in precedenza una notifica di riscossione, che può essere inoltrata sottoforma di avvisi, cartelle o lettere di messa in mora. C’è da fare attenzione in questo passaggio. Infatti, la decadenza non comporta che si estingua il diritto, ma bensì l’azione. Ciò sta a significare che nel caso in cui Equitalia decada dalla riscossione senza che il credito sia precedentemente caduto in prescrizione, lo stesso debito può essere reclamato anche per via giudiziaria.
  • Dopo le sopra citate precisazioni, possiamo affermare che la decadenza non annulla il diritto di credito, ma bensì estingue il diritto di Equitalia di procedere con la riscossione.

Quali sono gli atti necessari per interrompere l prescrizione

Arrivati a questo punto ti potrai chiedere: quali sono gli atti necessari per interrompere la prescrizione dei debiti Equitalia? Te lo spieghiamo in questo paragrafo.

Per prima cosa, è bene chiarire la definizione di atto interruttivo. Un atto interruttivo è, difatti, un atto che viene compiuto da un soggetto che voglia esercitare un diritto. Facendo un esempio più specifico riguardo l’argomento trattato, nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sollecita il soggetto debitore, tramite un atto formale, di pagare il debito contratto, il termine di prescrizione viene interrotto immediatamente. A questo punto, le tempistiche ripartono da zero, e in particolare dall’ultima notifica dell’atto. La conseguenza diretta è che i tempi entro i quali il Fisco ha la facoltà di richiedere il pagamento della cartella vengono indubbiamente dilatati.

In linea di massima, possiamo affermare che gli atti di interruzione della prescrizione che avvengono più frequentemente sono i seguenti:

  • Pignoramento.
  • Richiesta di pagamento.
  • Preavviso di fermo amministrativo.

Quali sono le tempistiche per la prescrizione

Come già accennato nei paragrafi precedenti, nel caso in cui si parla di debiti Equitalia, la prescrizione varia a seconda della tipologia, e di conseguenza della natura del debito contratto dal soggetto debitore.

Andiamo dunque ad analizzare qui di seguito quali possono essere le tempistiche relative alla prescrizione della cartella Equitalia, considerando i singoli casi delle principali imposte oggetto delle cartelle esattoriali.

Debiti Equitalia: prescrizione INPS

Prendendo in considerazione i debiti Equitalia, la prescrizione fa riferimento alla Legge 335/1995, la quale è suddivisa come segue:

per quanto riguarda i contributi di previdenza e assistenza sociale obbligatoria, nonché Fondo pensioni per lavoratori dipendenti, più ulteriori gestioni pensionistiche obbligatorie:

  • Dieci anni se si tratta di contributi risalenti a una data antecedente rispetto al 1 gennaio 1996.
  • Cinque anni se si tratta di contributi risalenti a una data posteriore rispetto al 1 gennaio 1996.
  • Dieci anni nel caso in cui il mancato versamento dei contributi viene comunicato direttamente dal lavoratore o dai superstiti.
  • Per quanto riguarda i contributi minori, come ad esempio TBC, DS, SSN, ENAOLI, ecc: Cinque anni.
  • Per quanto riguarda i contributi a carico di artigiani, lavoratori autonomi e attività commerciali che siano regolarmente iscritti alla Gestione separata: Cinque anni.
  • Per quanto riguarda tutte quelle sanzioni relative al mancato o ritardato versamento dei contributi: Dieci anni.

A partire dal giorno in cui il pagamento si sarebbe dovuto tenere, i termini di prescrizione delle sanzioni e dei contributi inizieranno a decorrere.

INAIL

I contributi INAIL sono caratterizzati dagli stessi termini che valgono per la prescrizione dei contributi INPS. Pertanto:

  • Dieci anni se si tratta di contributi risalenti a una data antecedente rispetto al 1 gennaio 1996.
  • Cinque anni se si tratta di contributi risalenti a una data posteriore rispetto al 1 gennaio 1996.

IRPEF, IRAP, IVA

Le imposte erariali non seguono alcuna norma specifica che ne indichi il termine. Pertanto, in mancanza di una vera e propria regolamentazione, ci si basa sul termine di prescrizione ordinario, vale a dire dieci anni.

Tributi locali (IMU, TARSU, ICI, TOSAP, TASI, ecc.) 

Questo è il secondo caso in cui i tributi locali non fanno riferimento ad alcuna norma specifica. Di conseguenza, essi cadono in prescrizione dopo cinque anni.

Multe e violazioni del codice stradale

In caso di multe o violazioni del codice stradale, il termine previsto è di cinque anni, e la sua decorrenza ha inizio a partire dal giorno della violazione.

Bollo auto

Il bollo dell’automobile va in prescrizione trascorsi tre anni, e più precisamente a partire dal terzo anno successivo a quello durante il quale il pagamento doveva essere effettuato.

Canone Rai

Per il Canone Rai, i termini ammontano a dieci anni e vengono calcolati a partire dal mese di gennaio.

Diritti annuali Camera di Commercio

In linea di massima, se non è presente una norma specifica a cui fare riferimento, il termine corrisponde a dieci anni, e le sanzioni relative al ritardato o mancato versamento dei contributi vanno in prescrizione dopo cinque anni.

Annullamento di un debito prescritto

Per concludere, è necessario tenere a mente che quando si parla di debiti Equitalia, l’ente creditore non è tenuto a compiere alcuna comunicazione per la prescrizione della cartella di pagamento. Ciò implica che il contribuente possa non sapere se la prescrizione del debito sia avvenuta oppure no. Di conseguenza, è possibile procedere con la richiesta di annullamento della cartella per avvenuta prescrizione. Per fare ciò, è necessario aspettare l’intervento del Fisco che dovrebbe procedere con un sollecito e successivamente con il ricorso dal giudice per avvenuta prescrizione del debito.

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