Concerti Magazine Domenica 14 marzo 2004

Le Vibrazioni live a Caricamento

Magazine - L’appuntamento di Genova dello di sabato 13 marzo è stato più una prova di carico per la nuova Piazza Caricamento che un evento musicale vero e proprio: il Comune dovrebbe comunque ringraziare la disponibilità dei genovesi a calarsi nei panni di crash test dummies.
Le svariate centinaia di persone presenti, complice il moderato freddo, non hanno mostrato particolare interesse per l’esibizione dei milanesi , nonostante Albertino, voce storica di , le abbia tentate tutte, per scaldare l’ambiente. E, non dimentichiamolo, benché il concerto fosse assolutamente gratuito.
In perfetta concomitanza con l’inizio della performance, si è aggiunta anche una pioggerellina fastidiosa, che Alba ha prontamente associato ad una spruzzata di Sprite offerta dalla casa. Mascotte della serata, il gruppo che offre musica e voce allo spot televisivo della bibita, tali - sconosciutissimi - The Below, con un frontman spiccicato a quello dei fu Toploader.
La micro-piazza si riempie lentamente di una piccola folla che definire eterogenea è riduttivo: si va dai bambini di sei anni ai pensionati.

Ed ecco salire, finalmente, sul palco la band che si è fatta largo in questi mesi nel panorama musicale nostrano, sbandierando con fierezza una diretta discendenza con i complessi degli anni ’70: insomma, veri e propri Figli d(e)i Pooh.

Forti di tre singoli vincenti e dell'omonimo album d’esordio che ha destato un discreto interesse, si presentano spavaldi, con convinti rullanti di batteria e le mossette barocche e ammiccanti del singer Francesco, alias Basettoni. L’impegno dei quattro è tanto ed è ben visibile, bisogna concederglielo, ma la piazza rimane quasi diffidente nei loro confronti: è palese che la gente aspetta solo le canzoni trasmesse fino alla nausea dalle radio. Perciò, solamente quando parte Una notte d’estate l’ambiente si scrolla quel tanto che basta a dimostrare che la platea è viva, nonostante il freddo aumenti progressivamente e la Sprite che piove dal cielo pure. Musicalmente, la band non è affatto male: lo stampo melodico si stempera in brani più cattivi e ritmati che perdono, però, di intensità qualora se ne ascolti il testo. Ritengo sia questa la loro maggior pecca: rischiano in credibilità quando parlano di troppe turbe nella mia povera testa/che se fosse un genitale la masturberei: roba buona per adolescenti arrapati, ma che poca presa può avere su un pubblico più smaliziato.
Il valore di questo gruppo si esprime pienamente nella ritmica, forte e piena di carattere, di basso e batteria, e non avrebbe bisogno di simili liriche morbose ed ammiccanti: ne è prova la dolcissima Vieni da me, che calamita veramente l’attenzione di tutti e che trasforma la serata, per quattro minuti, in un concerto, nel vero senso del termine.
Dedicato a te e Seta chiudono l’esibizione in qualità di bis. L’ultimo brano, con i suoi accenti psichedelici, mi convince quasi a ritrattare i giudizi negativi che ho formulato nei loro confronti, durante tutta l’ora del live, fino a che non sento pronunciare il verso: mi mischio tra di voi/come piscia nel mare. Scrollo la testa. Irrecuperabili.

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