Magazine Venerdì 12 marzo 2004

Arriva Zagor!

Magazine - è tra noi.
è Lo Spirito della Scure.
è un fumetto in edicola da 45 anni.
Chi lo conosce forse sa che il suo creatore grafico, Gallieno Ferri, è genovese. Una persona alla mano, estremamente simpatica e un gran lavoratore. Fate voi i conti: in 45 anni ha disegnato 20/30 tavole al mese più tutte le copertine! Pare che molti bravi giovani facciano una gran fatica a tenere il passo.
E, anche se non l’avete mai letto (come era il mio caso), provatene uno: è azione pura, senza limiti d’immaginazione, senza confini geografici, un po’ maschile, certo, ma non più di molti cartoons del passato, comunque così avventuroso da non essere ostile ad un pubblico femminile.
L’abbiamo raggiunto al telefono e appeso ad una liana - forse era solo una linea su un foglio bianco - nella sua foresta di Darkwood, ci ha intrattenuto piacevolmente.

Com’è nato Zagor?
Da un’idea elaborata da me e da Sergio Bonelli. Ero di passaggio a Milano, ci siamo incontrati e abbiamo messo a punto il personaggio. Lui era il creatore letterario, io quello grafico anche se, in alcune occasioni, ho preparato anche qualche sceneggiatura.
Ad un certo punto è cambiato il formato, sono aumentate le pagine e il numero delle tavole, per questo altri sceneggiatori e autori grafici hanno cominciato a collaborare. Oggi io faccio un terzo del lavoro, però preparo sempre tutte le copertine.

Come si crea un fumetto? La storia viene prima sceneggiata o disegnata?
Prima gli sceneggiatori preparano un soggetto, poi scrivono la sceneggiatura con la descrizione dei personaggi, le espressioni, le battute. Quindi me la mandano e io comincio a preparare le tavole.

Zagor è un eroe estremamente dinamico: tra parola e immagine, vince l’immagine?
Noi animiamo i personaggi e gli diamo l’anima. Le parole descrivono, ma l’espressività del personaggio è in mano al segno grafico. Con la figura, noi andiamo al di là della parola. E poi a noi tocca anche la parte dell’ambientazione.

Le storie di Zagor sono senza confini, ma il giornalino fin dove arriva?
Ai paesi del Mediterraneo e dell’America Latina. In Egitto, in Turchia, Grecia, Ex-Jugoslavia e poi in Francia e in Spagna. Non nel nord.

Dopo tanto tempo come trova il suo lavoro?
Mi piace ancora. Ma è pesante. Riempire di nero una pagina sembra cosa da niente, ma quando devi fare una carrozza e poi i cavalli che corrono e riprenderla più volte con particolari ripetuti... è un lavoro titanico. Sgobbo più io che Michelangelo con la Cappella Sistina.

Crede che tra i lettori del fumetto ci siano anche dei bambini?
È difficile. Se succede è perché in famiglia qualcuno li ha introdotti. Oggi i bambini seguono molto la TV e i personaggi dei cartoons; personaggi molto più violenti. Zagor potrebbe addirittura sembrargli noioso, perché è un personaggio semplice, buono, che vive in un luogo primitivo e non ha tutte quelle sofisticatezze dei personaggi moderni.
I miei lettori sono quelli che oggi leggono il giornale.

Oltre a Zagor a chi ha dato vita la sua matita?
A Myster No, a Thunder Jack, a Jim Puma, a Mascar.

C’è qualcosa che avrebbe desiderato disegnare di Zagor?
Il personaggio mi prende talmente che non mi lascia nemmeno il tempo di pensare. Però devo dire che, essendo così ben congegnato, muovendosi in spazi sempre diversi e mutevoli, dalla fantascienza al mare, mi completa il quadro intorno.

Vorrei concludere dicendo che la cosa che mi dà più soddisfazione dopo tanti anni è che a tutt’oggi ricevo molte lettere, spesso di professionisti affermati (magistrati, professori, ecc.) che con passione mi ringraziano per gli insegnamenti che hanno ricevuto da Zagor, le scelte buone che questo eroe gli ha insegnato a compiere. Sono parole importanti, è una grande soddisfazione. Mi auguro che Zagor riesca a far presa anche sui giovani. Sarebbe stato bello che gli editori si fossero accordati per animare questi nostri personaggi del fumetto italiano, così oggi non saremmo una semplice colonia, ma potremmo proporre i nostri eroi.
Quello che è certo, è che Zagor mi sopravviverà.

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Macchine mortali Di Christian Rivers Azione 2018 Dopo una guerra che ha devastato il mondo in sessanta minuti, ridefinendone addirittura la geografia, Londra è diventata una città predatrice, in movimento su enormi cingoli e armata di arpioni, che ha lasciato l'Inghilterra in cerca di... Guarda la scheda del film