Concerti Magazine Sabato 6 marzo 2004

Davide contro Golia

Magazine - Il Festival di Sanremo è ormai agli sgoccioli e direi che sono già state spese abbastanza parole sull’argomento. Simona Ventura che viene quasi alle mani con Tony Renis, la nuova conduzione più scherzosa e sotto-tono, il clamoroso sorpasso di Mediaset che, grazie al collegamento con la casa del Grande Fratello, si è accaparrata più audience di "mamma RAI". E giù polemiche, secondo la migliore tradizione italiana.

Allora cambiamo argomento. Parliamo del Festival della musica di Mantova organizzato, in breve tempo, da Nando Dalla Chiesa, proprio negli stessi giorni di quello di Sanremo. È nato come protesta. La decisione della RAI di affidare la direzione artistica a Tony Renis, a molti, non è piaciuta. E allora si è dato il via al contro-festival, con pochi mezzi e molti volontari al lavoro. Il programma viene trasmesso su Odeon TV e networks minori e sta riscuotendo un buon successo.

Ma noi volevamo le impressioni di qualcuno che ha vissuto l’esperienza in modo diretto, qualcuno che a Mantova c’era, da protagonista: alziamo la cornetta e intervistiamo Federico Sirianni.


Ci puoi dire le tue impressioni su questo nuovo Festival di Mantova?
Bellissimo. È stata una bellissima esperienza. Le polemiche sono arrivate da fuori, all’interno della manifestazione c’era serenità e un’atmosfera distesa. La protesta che ha dato vita al festival riguarda unicamente la scelta di Tony Renis come direttore artistico del Festival di Sanremo. Ci è sembrato assurdo che la televisione di Stato affidasse un incarico del genere ad una persona sospettata di avere rapporti con la mafia. Una mancanza di rispetto verso tutte le persone che si sono battute e sono morte nel tentativo di sconfiggerla. Nando Dalla Chiesa è una persona onesta ed è rimasto indignato. Non si è trattato di un’iniziativa contro il governo.

Com’era l’atmosfera?
Si respirava un’aria particolare: una manifestazione in cui la bella musica la fa da padrona. Oltre alle esibizioni al Teatro Ariston, ci sono tante attività nel centro della città. Mantova è bellissima e in quest’occasine si è riempita di iniziative che uniscono musica e letteratura. È come partecipare ad una festa, con musica di altissima qualità.

La sera in cui ti sei esibito, hanno visto il festival due milioni di persone contro i tredici milioni di Sanremo. Sei soddisfatto del risultato?
Sì, perché l’iniziativa è stata molto boicottata. Inoltre è stata trasmessa su televisioni minori come Odeon tv. I volontari hanno lavorato con grande passione e impegno. Nando Dalla Chiesa era raggiante, stanco ma raggiante.

C’erano altri artisti genovesi o liguri?
C’era Bruno Lauzi che, oltre all’esibizione, ha presentato il suo libro. Hanno partecipato anche Gino Paoli e Riki Gianco.

Sei soddisfatto delle iniziative musicali di Genova 2004? Credi manchi qualcosa?
Credo ci sia poca attenzione verso la canzone genovese d’autore, uno dei pochi motivi per cui Genova è conosciuta. Per quando riguarda le iniziative del 2004, e non parlo solo in campo musicale ma anche nell’arte e nello spettacolo, penso si sia persa un’occasione di guardare al futuro. Mi è parso che Genova abbia uno sguardo rivolto al passato, meno rivolto ai giovani rispetto ad altre città. Lione, per esempio, ha sfruttato meglio le opportunità che ha avuto.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
A proposito di questo argomento, forse voi mi potete aiutare. Sono tra i sedici finalisti del Premio Recanati. Verranno selezionati otto di noi, attraverso una giuria di qualità e anche con altri mezzi, tra cui la votazione via internet. Potete darmi la preferenza cliccando sul sito . Mi raccomando, fatelo ogni giorno.

Certo che cliccheremo, continuamente e ti sosterranno anche i nostri lettori (capito ragazzi?)... Altri appuntamenti?
In autunno uscirà il mio nuovo disco. E poi tanti concerti. Il 18 marzo suonerò al Lebowsky, una cosa intima, in trio.

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