L'arte di Joseph Beuys - Magazine

Mostre Magazine Giovedì 4 marzo 2004

L'arte di Joseph Beuys

Magazine - Sono molte le iniziative che il ha organizzato in occasione di GeNova2004. Quella dedicata a Joseph Beuys, uno dei personaggi più complessi e interessanti del Novecento, è di respiro internazionale. «Dopo il , che ha registrato un grande successo di pubblico, il Museo si è trasformato in un luogo di organizzazione di eventi culturali», ha sottolineato l’assessore Luca Borzani nel corso della conferenza stampa di giovedì 4 marzo. «Genova deve essere una piazza di discussione, e il Museo di Villa Croce sta diventando uno dei tasselli della riflessione culturale della città».

Una mostra non da vedere – ha spiegato Sandra Solimano, direttrice e curatrice del Museo – ma da guardare. L’opera di Beuys pone l’uomo e la sua energia creativa al centro della sua indagine artistica.
E’ stato Götz Adriani, direttore della Kunsthalle di Tübingen e curatore della mostra, a narrare le vicende di un artista la cui vita ha segnato profondamente il suo modo di fare arte: Beuys fu un grande estimatore dell’arte italiana e uno dei primi artisti tedeschi ad ottenere fama mondiale nelle arti figurative. Il disegno costituisce il baricentro della mostra, che vede esposti 72 schizzi, oltre a 17 oggetti-allestimenti e a 19 stampe (per lo più litografie): «Beuys partecipò alla seconda guerra mondiale, schierandosi per il regime tedesco. Il suo ferimento in battaglia costituì un’esperienza chiave per lui: dopo la guerra Beuys decide di studiare l’arte plastica». Così iniziò a utilizzare la cera e poi il grasso, un materiale morbido. Negli anni ’60 Beuys scoprì il feltro, materiale termoisolante. Da non dimenticare il suo impegno politico, a cui l’artista diede il valore di elemento plastico creativo.

Ma Beuys guardò anche alla difesa della natura e alla cultura dell’uomo: quella contadina e quella in via d’estinzione. Forte è dunque il legame con la musica etnica. Per questo lo staff del Museo ha organizzato una serie di eventi collaterali alla mostra, che è stata realizzata in collaborazione con il Goethe Institut: domenica 7 marzo Michele Ferrari, musicista e collezionista di strumenti etnici, si esibirà presso il Museo alle 16.00 (l’ingresso è libero). Saranno inoltre proiettati famosi video di Beuys.
Mercoledì 10 la conferenza Chi è Joseph Beuys permetterà a Lucrezia Domizio Durini, compagna dell’artista e studiosa del suo pensiero, ad Antonio d’Avossa – critico d’arte – e a Massimo Donà – filosofo - di parlare di Beuys e di presentare la pubblicazione inedita La vera mimesi.

Ma il Museo si rivolge soprattutto ai giovani: sabato 13 marzo, dalle 18 alle 22, in scena la musica dal vivo di ISO 68 e dell’ensemble transglobal underground insieme a David Hewitt, con tanto di buffet etnico e visite guidate alla mostra.
E dal 21 marzo al 4 aprile il Museo di Arte Contemporanea ospiterà Il tempo inesatto: si tratta di 7 performance accompagnate da conferenze e incontri con il pubblico. Il progetto, Transcodex 02 – Anges Modes d’Emploi, esplora nuove poetiche del corpo utilizzando i linguaggi elettronici e digitali.

La mostra è visitabile dal 4 marzo al 4 aprile. Dal martedì al venerdì dalle 9 alle 19; il sabato e la domenica dalle 10 alle 19. Chiuso il lunedì.

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