Concerti Magazine Lunedì 8 gennaio 2001

E adesso cosa ne facciamo?

Magazine - Ha festeggiato Gianni Tassio, nel suo negozio in via del Campo 29 rosso, dove è partita l’idea della colletta. Ce l’abbiamo fatta: la chitarra di Fabrizio è nostra, grazie agli sponsor e alla gente che proprio al termine dell’asta ha contribuito a versare i soldi necessari.
Adesso cosa ne facciamo? Carlo Repetti, del Teatro Stabile propone di custodire la reliquia nel museo della Darsena al Porto Antico, l’assessore al commercio Mario Tullo propone la casa di Mazzini, altri parlano di palazzo Tursi, accanto al “Cannone” di Paganini.
E’ subito polemica: i commercianti di via del Campo sono disposti alla serrata –deve restare da noi la chitarra di Faber.- Forse una tavola rotonda con gli sponsors chiarirà le idee. Nel frattempo questa sera avverrà la consegna, alla Commenda. Telecittà seguirà l’evento con uno speciale.
Parteciperanno Vittorio Centanaro, chitarrista, arrangiatore e amico di Fabrizio, le autorità, gli artisti.
Poi, domenica, la chitarra andrà a "salutare" la gradinata Nord, allo stadio, poiché la società rossoblu è scesa in campo all'ultimo momento, con 7 milioni di contributo.
Stiamo a vedere.
Se posso esprimere una opinione, trovo assurdo che nella frenesia degli ultimi giorni, nell’ansia dei continui rilanci, nessuno abbia ancora parlato del valore simbolico di questa chitarra. E credo sia tipico da genovesi metterla in una bella teca blindata. Qualcuno di voi ricorda che De André quella chitarra amava suonarla? C’è già, in tutta questa operazione, il fascino stantio del “grande ricordo”. Fabrizio adesso lo chiuderemo all’ombra dei nostri armadi, insieme ai lini e alle vecchie lavande.
Io dico: abbiamo una reliquia da 170 milioni? Costruiamoci intorno un evento, un premio. Siamo o non siamo la città dei cantautori? Organizziamo il più importante concorso/festival per i cantautori in Italia. Ogni anno il vincitore suonerà la mitica chitarra. –Ma è la chitarra di De André! Sacrilegio!- Meglio così, ci penseremo due volte prima di nominare vincitore chi non fosse all’altezza. Ma facciamone qualcosa, diamole voce.
I giornalisti tacciono. Vorrà dire che sarò il solo a lanciare la sfida: oltre ad essere un meraviglioso ricordo, potrebbe essere un messaggio, il testimone di una staffetta per mantenere viva una tradizione.
Lasciatela suonare.

Ricevo e volentieri pubblico l'opinione di un nostro agente locale:

Volevo esprimere le mie rimostranze riguardo l'articolo sulla chitarra di De Andre'. Cioe', rimostranze... volevo dire la mia opinione, come l'autore, fabrizio casalino, ha detto la sua! :) Secondo me fare un premio "De Andre'" sarebbe proprio il modo migliore per insultarne la memoria, lui che non si e' mai prestato a pagliacciate musicali e che non accettava di buon grado premi, onoreficenze e incensi...
Insomma, De Andre' ha sempre vissuto in disparte, lontano dai riflettori, ci ha parlato sempre attraverso la musica... Ora che e' morto la patria si gloria, ma quand'era vivo, dov'era De Andre'? In Sardegna, alla ricerca dei piu' semplici, delle minoranze, degli emarginati.
Fare un "premio De Andre'" sarebbe andare contro a tutto cio' che lui e' stato in vita. L'acquisto della chitarra ha gia' dato i suoi frutti: 168 milioni che serviranno a costruire ospedali. E' gia' un successo.
Ora la sua chitarra non deve di sicuro languire in un museo, ma men che mai deve diventare fonte di guadagno per qualche imprenditore da quattro soldi!
Lasciamo che De Andre' resti nei cuori di chi lo ascolta, e non nei portafogli di chi con lui si riempie solo la bocca. Un premio per i cantautori c'e' gia', ed e' fatto molto bene. Si chiama "Luigi Tenco".
(agente locale Le Pendu)

Conosco il Premio Tenco (l'ho fatto nel '94). E quello che ho in mente non è una "fonte di guadagno per qualche imprenditore da quattro soldi". Ciò che vorrei è qualcosa di simile al Premio Paganini. Una manifestazione seria organizzata dalla città e orientata verso i giovani artisti che fanno canzoni e spesso hanno come unico referente la discografia, molto incline al pop e poco sensibile alla "canzone" nel senso più lirico ed alto del termine. Con tutto il rispetto, ho dei dubbi sul fatto che De André vivesse in Sardegna "alla ricerca degli emarginati"... Credo piuttosto se ne stesse molto al riparo da ogni forma di stress.
a voi la parola...

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