Concerti Magazine Mercoledì 25 febbraio 2004

Paganini Rock Star

Metti un pomeriggio in cui si parla di Paganini con chi del violino ha fatto un'icona.
L'ottavo appuntamento della serie di conferenze dedicate agli under venti ha come centro il violino, attraverso l'esperienza passata di Paganini e quella, attualissima, di Angelo Branduardi.
L'incontro, patrocinato dal in collaborazione con molte scuole genovesi, racconta in modo trasversale la vita del più grande violinista della storia.

«Paganini - racconta Roberto Iovino - è stato il capostipite di una serie di artisti capaci di vendere se stessi e la loro opera». A quanto emerge era un vero e proprio menager di se stesso, capace di costruire in vita la leggenda che lo ha reso un mito dopo la sua scomparsa.

I suoi concerti nei cimiteri e il suo look corvino altro non facevano che arricchire di mitologia un personaggio che ha fatto della sua ambiguità esoterica un biglietto da visita per le platee di tutta Europa. Secondo Branduardi la figura quasi diabolica del violinista deve molto al suo strumento, capace di assorbire l'impronta del suo proprietario in una possessione che sopravvive all'interprete.

«Il suo sapersi vendere - racconta Branduardi - potrebbe essere paragonato alla trasgressione-spettacolo di un rocker ambiguo e discussuo come Marilyn Manson.
Credo sia affascinate osservare come certe dinamiche di promozione e spettacolo, ignote fino alla prima metà dell'ottocento, diventano una componente importante per quel divismo che spesso accompagna gli artigiani della musica».

Nell'incontro c'è spazio per un po' di ironia, come quella legata al commento sul divismo di un tenore, tal Pavarotti, incapace, secondo Branduardi, di distinguere un do di petto da una sedia.
Importante poi la testimonianza, che riporta il cantautore, su un Paganini famoso a livello mondiale, tanto da essere considerato pietra di paragone a cui elevare i più grandi esecutori di sempre.
La chiaccherata mette un po' in disparte un altro grande interprete Ligure, Ernesto Camillo Sivori, allievo di Paganini. C'era da aspettarsi che il fascino dell'artista maledetto trascendesse il tempo fino ad imporsi all'attenzione di un pubblico, quello dei ragazzi, da sempre affascinati dagli artisti rivoluzionari.

Nella foto Angelo Branduardi

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