Magazine Lunedì 16 febbraio 2004

Love story

«La nostra società sarà veramente civile nei fatti e non solo nei detti quando le diversità scompariranno come etichette per risorgere come alterità, non più stigmatizzate per la singolarità dei sentieri percorsi, ma inporporate da amori fino a ieri “minori”».
Sono le parole di Don Antonio Mazzi nell’introduzione di Love story (edizioni Edicolors Publishing, 13.50 euro), di Martina Zaninelli e Giambattista Ruffo. La storia è quella di due bambini, Luca e Marco. La loro amicizia, nata in tenera età, si trasformerà presto in qualcosa di più forte e solido. Nemmeno il desiderio del padre di Luca di trovare per il ragazzo una moglie li dividerà, perché Luca “sapeva con certezza chi voleva amare”.

Costumista teatrale e progettista di Parchi di divertimento in tutto il mondo, la Zaninelli ha scelto di dedicarsi anche alla scrittura legata alla pittura: i suoi libri raccontano storie di bambini per adulti e sono accompagnati da disegni che l’autrice stessa realizza. «Love story è un libro che solo apparentemente è per bambini: in realtà è un modo per portare gli adulti a riflettere su un tema, quello dell’omosessualità, che ancora è considerato da molti un tabù», spiega la Zaninelli, che con Edicolors ha pubblicato anche , attraverso il quale l’autrice denuncia gli abusi sui bambini e il disinteresse dei genitori nei loro confronti. E il tema della famiglia è presente anche in Love story, dove il padre di Luca è un uomo ricco e arrogante e la madre, figura positiva della storia, ha modi gentili che la fanno apparire come una fata “che lasciava sempre un profumo dolce e misterioso”. Accettare la diversità del figlio provoca in lei una grande angoscia, ma l’amore di una madre supera ogni turbamento.

Perché ha scelto Don Antonio Mazzi per l’introduzione del suo libro? «Don Mazzi è una persona aperta. Era importante che fosse proprio un uomo di chiesa a spiegare che la storia riguarda una questione di sentimenti, che tutti devono accettare».

Nei suoi libri il testo è sempre legato all’immagine, per quale motivo?
«Io scrivo e vedo. Oggi i lettori non esistono più: tutti guardano le figure. Io cerco di arrivare alla gente con i disegni, in questo modo spingo le persone a captare il messaggio che c’è dietro alle immagini».

A cosa si ispira quando disegna?
«All’iconografia contemporanea: la copertina di Love story ricorda la Pop Art. Molti anche i riferimenti ai fumetti, con immagini di Corto Maltese e molte citazioni».

A quale argomento sarà dedicato il suo prossimo libro?
«Alla mafia: da un po’ è scomparsa dalle cronache ed è evidente che è stato siglato un accordo. Voglio quindi che si torni a parlare dell’argomento».

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