Domani è un altro giorno... - Magazine

Cinema Magazine Giovedì 12 febbraio 2004

Domani è un altro giorno...

Magazine - Forse non sarà un capolavoro questo Ritorno a Cold Mountain firmato Anthony Minghella – quello de Il paziente inglese, pluripremiato agli Oscar 1997 – e forse la splendida Nicole Kidman è stata meno brava del solito. Resta il fatto che il kolossal, tratto dal romanzo di Charles Frazier, vanta l’ottima interpretazione di una Renée Zellweger che, ancora una volta, è stata capace di cambiare volto per trasformarsi in una rude e mascolina ragazza di campagna. Jude Law, candidato alla statuetta, raggiunge il successo mondiale grazie a questa pellicola e lo merita, se non altro per le prove di attore date in film come Gattaca e Il Talento di Mr Ripley, anch’esso diretto da Minghella. Nel cast anche Philip Seimour Hoffman nei panni di un pastore protestante, Brendan Gleeson e Natalie Portman (la regina Amidala delle ultime Guerre Stellari).

Guerra Civile americana. Lui, Inman, parte da Cold Mountain per combattere contro gli Stati del Nord non prima di aver trovato l’amore, che ha il viso di Ada (la Kidman): bionda, colta e di buona famiglia.
Un solo bacio e i due sono costretti alla separazione. Passano gli anni ma l’amore è più forte di una guerra e dei tragici eventi che segnano la vita di lei: la morte del padre (interpretato da Donald Sutherland) e le difficili condizioni economiche, che la costringeranno ad abbandonare la vita agiata cui era avvezza per darsi alla cura del ranch. E qui entra in scena Ruby, interpretata dalla Zellweger, che entra prepotentemente nella vita di Ada aiutandola nella gestione delle terre e diventando sua amica: le due ragazze affronteranno insieme le avversità, nella speranza che Idman, ferito, torni da Ada prima della fine del conflitto. E Inman fugge come disertore dall’ospedale militare per intraprendere il viaggio che lo riporterà a Cold Mountain.

Un Via col vento dei giorni nostri che non convince nemmeno nei dialoghi tra i protagonisti, che non risultano troppo convincenti nel loro ruolo di eterni innamorati, tanto che non viene spontaneo spendere nemmeno una lacrimuccia per questi uomini e per queste donne della Carolina del Nord, che pur subiscono i soprusi di una guerra interminabile. Insomma: bellissimi ma anche troppo perfetti la Kidman e Law. Poco simpatici perché poco “umani”. Notevoli, invece, l’uso dei colori e le scenografie, che Minghella ha affidato a Dante Ferretti.


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