Concerti Magazine Martedì 20 gennaio 2004

GOA-BOA, stiamo lavorando per voi

Se anagrammate “Nicola e Totò” vien fuori “io te lo canto”, ma a Genova – dove la grammatica si piega a logiche strambe – il risultato sarà “Psyco”, che comunque ha sempre a che vedere col canto e la musica.
Nicola Grendi e Totò Miggiano sono infatti gli indefessi organizzatori del e di , gli unici eventi che portano a Genova i bei nomi e le belle speranze della scena rock-pop-ska-funk-electro-noise-etno-autorial-eccetera nazionale e non. Insomma, la musica popolare contemporanea. Quella che globalmente mette in moto miliardi di fatturato, sposta milioni di fan ma che a Genova non riesce a muovere una foglia.
Una situazione a cui cocciutamente e coraggiosamente Nicola e Totò si sforzano di rimediare… Ne parliamo con Nicola.

Il 2004 è arrivato. Come lo vivete?
«Nonostante le attese, per noi non sarà un anno molto diverso dal solito: i problemi sono quelli di sempre, quelli "banali" di ordine finanziario... Gran parte delle risorse per il 2004 sono andate altrove, non ai festival. Tutti assieme i festival non fanno un terzo del budget di una mostra».
La coperta è un po’ cortina…
«È una scelta, e non saprei neanche dirti se giusta o sbagliata. Infatti puntando sulle mostre saremo certamente invasi dai turisti! In questo senso siamo fiduciosi, credo ci sia una voglia diffusa di scoprire Genova, di riscattarla dal G8, di considerarla come un po’ più “di moda”».
Parliamo di musica: Capodanno, un bilancio.
«Siamo molto contenti. Ci siamo adeguati ad una scelta che puntava tutto su La Fura dels Baus e non permetteva un “Dancing in the stretto” con più piazze e sound system diffusi nel vicolame, ma direi che ce la siamo cavata lo stesso. La cosa più importante è che il modello di festa itinerante che ci siamo inventati 4 anni fa continua a funzionare molto bene: la città era già pronta a festeggiare in questo modo, allenata dagli anni precedenti. La serata era magicamente calda e abbiamo dovuto “spegnere” le nostre piazze quasi per forza, nessuno se ne andava più e il personale rischiava di svenire per la stanchezza... Fosse stato per il pubblico avremmo fatto l’alba a ballare, tutti si divertivano molto, c’erano meno botti, un’atmosfera tranquilla e molto bella, che ci ha fatto fare un’ottima figura con i tantissimi arrivati da tutta Italia e da fuori... Tutti i 48 esercizi che abbiamo “contato” e promosso hanno lavorato bene e si è parlato e scritto moltissimo di loro, di Rive Gauche e di Rive Droite. È stata una bellissima nottata, fa sperare bene per la prossima edizione!».
Continuiamo a parlare di musica. Come sta la cultura musicale a Genova? Ci sono gruppi e/o autori ti hanno fatto pensare "questi andranno lontano"?
«Ultimamente pochissimi. Anche perché credo che le scene possano vivere dove le scene esistono. A Genova non c’è neppure un club per vedere i concerti che anche gli italiani di provincia vedono. Non dico gli showcase supercool che ogni tanto capitano a Milano, dico proprio i gruppi in tour nazionale. Dove vanno? A Savona! Dopo le intense stagioni invernali al Teatro Albatros e al DLF-Boagoa, uno-due concerti (di media) alla settimana per un’intera stagione questa città non li ha più visti...».
C'è chi sostiene che nel “nulla” delle province nascono i veri artisti e si produce la musica più originale...
«Bah, credo sia sempre meglio potersi confrontare, conoscere altre esperienze, fare “scuola”».
Sono ormai anni che portate avanti questa battaglia sul … Come siamo messi?
«Siamo giusto in attesa di sapere quali sono le scelte della Regione Liguria per la gestione del Teatro della Gioventù di via Cesarea. Abbiamo risposto ad una richiesta di “dichiarazione di interesse”, stanno vagliando le proposte».
Il Goa Boa ci sarà anche quest’anno, pur se ridotto a tre giornate…
«Abbiamo proposto al 2004 e alla Provincia di aiutarci a fare una sezione “gold” con uno o più concerti di avvicinamento al GOA-BOA vero e proprio (che sarà il 15-16-17 luglio alla Fiera). Fra i nomi che abbiamo fatto ci sono Radiohead, Prince, Lenny Kravitz e Muse. Certezze al momento non ne abbiamo molte: per finanziare l’operazione è fondamentale l’intervento dei privati, che come noterai dai giornali in questo momento non se la passano un granché bene».
Operazione dream-team: fammi la scaletta del vostro concerto da sogno
«Talking heads, Prince, Byrne con la super orchestra di Rei Momo, Radiohead del 98 e di adesso, Roots di adesso, Clash e Jam di allora, Miles, Mingus, Marley e Fela Kuti di sempre, ovunque, mogli comprese. Se il sogno si limitasse alla sola “storia” del GOA-BOA: vorrei rivedere i Subsonica e i Bluvertigo del 98, i Lamb del 99, Manu Chao e Tricky del 2001 e i Faithless a Ponte Parodi».

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