Magazine Giovedì 5 febbraio 2004

Daniel Pennac al Modena

L’ ha presentato la prima tranche del programma intitolato Nobel tra letteratura e teatro, che include gli spettacoli del periodo febbraio-maggio 2004. L’idea è quella di prendere i testi di quattro premi Nobel, tre per la letteratura e uno per la pace, e leggerli da un palco. «Più che fare una rivisitazione dei testi stessi», dice , «in questa prima fase di sperimentazione abbiamo voluto presentarveli senza troppi interventi». Vi sarà un adattamento del testo per la lettura ma, per ora, nessuna elaborazione. Come è già capitato in passato, l’Archivolto preferisce puntare su una sperimentazione “alla luce del sole”, piuttosto che sul grande evento. In questo caso l’esperimento consiste nel celebrare una specie di matrimonio tra generi diversi di comunicazione: letteratura, teatro, danza, musica, fumetto.
I Nobel sono, nell’ordine cronologico degli eventi, Gabriel García Márquez, Derek Walcott, Rigoberta Menchú (per la pace) e José Saramago.

La scelta degli autori, spiega Gallione, è stata dettata da passione e amicizia, ma anche da voglia di scoprire. Per tutti vale la somiglianza tra parola scritta e parlata. Saramago, per esempio, pensa che le sue storie debbano essere lette ad alta voce, Marquez scrive con una sintassi poetica, armonica, decisamente appropriata alla comunicazione orale. Walcott si avvicina più alla musica, Rigoberta Menchú porta con sé l’atmosfera guatemalteca delle danze Maya e una dura testimonianza personale.

Spetta ad Enrico Da Molo dare il saluto della Capitale Europea della Cultura all’iniziativa dell’Archivolto, che sancisce l’apertura del programma teatrale di Genova 2004. Non c’è male - dice - per la città che, secondo le ultime statistiche, ha il maggior numero di abbonati a teatro in rapporto agli abitanti, iniziare con quattro premi Nobel.

Al tavolo degli speakers c’è, tuttavia, un certo , che lavora da anni con Gallione e aprirà la serata dedicata a Marquez. Quando Gallione sta per dargli la parola è già un po' che friggiamo, nell’attesa che ci spieghi Macondo nello stesso modo in cui ha scritto Belleville, e chiarisca il senso del rapporto tra letteratura e teatro.

«Se uno legge la prima frase di Cent’anni di solitudine nella traduzione francese, sembra che non sia stata affatto tradotta, ma che sia nata in francese. La scrittura di Marquez ha una struttura talmente poetica che supera le difficoltà di lingua. I periodi dei suoi romanzi sono molto lunghi, eppure sono riproducibili in tutte le lingue. La sua opera è, quindi, un ibrido tra romanzo e poesia; si potrebbe dire che Cent’anni di solitudine è un poema di 700 pagine!».

Chiedo a Pennac, insegnante oltre che scrittore, se il teatro è una buona porta d’accesso alla lettura: «Biensure! Se non ci sono difficoltà nell’apprendimento della lettura e della scrittura, come problemi fisici, tutto ciò che succede dopo è un blocco che può essere rimosso. Ho insegnato a ragazzini quasi analfabeti, cercando di fare l’unica cosa possibile per avvicinarli alla scrittura: leggergli romanzi. Il teatro può avere lo stesso effetto. Chi da bambino ascoltava le fiabe per addormentarsi, conserverà dentro di sé un rapporto molto intimo con la lettura e l’ascolto di storie. Il mio lavoro, e l’obiettivo del programma che presentiamo oggi, è quello di fare il percorso inverso, ossia riportare indietro le lancette dell’orologio e tornare a raccontare fiabe».

Programma:
Gabriel García Márquez, Verso Macondo
, Rosanna Naddeo legge Monologo di Isabel mentre vede piovere su macondo, con le musiche di Filippo Gambetta e coreografie di Aline Nari.
, Lella Costa legge La incredibile storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata.
, Angela Finocchiaro legge I funerali di Mamà Grande, con le musiche della Kocani Orkestar
Derek Walcott, Mappe dal nuovo mondo
, Pietro Cheli intervista Derek Walcott, Gioele Dix legge Mappa del nuovo mondo, musiche di enrico Rava e Stefano Bollani.
Rigoberta Menchú, la voce dei senza voce
, Gianni Minà intervista il premio Nobel per la pace; Franca Rame legge passi da Mi chiamo Rigoberta Menchú.
, danze Maya con il gruppo Wasshaquib Batz.
, anteprima dello spettacolo Storia di una bambina Maya, di Giorgio Scaramuzzino, liberamente tratto dalla vita e dall’opera di Rigoberta Menchú.
José Saramago, ritagli d’ombra
, incontro con José Saramago, Fabio De Luigi legge Embargo, musiche della Banda Osiris.
, al Cimitero Monumentale di Staglieno, lettura di Riflusso.

Tutti gli spettacoli inziano alle ore 21
di Daniele Miggino

Potrebbe interessarti anche: , Rosso Barocco, «l'arte può diventare una passione pericolosa»: l'ultimo noir dei fratelli Morini , Superman, a fumetti la storia dei suoi creatori: eroi del quotidiano con il dono di saper far sognare , Il segreto del mercante di zaffiri di Dinah Jefferies, una drammatica storia romantica , Maurizio De Giovanni, Il purgatorio dell’angelo: tempo di confessioni per il commissario Ricciardi , SenzOmbra di Michele Monteleone, un racconto per ragazzi che piace anche ai grandi

Oggi al cinema

Lumière! La scoperta del cinema Di Thierry Frémaux Documentario Francia, 2016 Nel 1895 i Lumière inventano il cinematografo, la macchina magica capace di riprendere il mondo. I loro operatori, inviati ai quattro angoli della terra, danno inizio alla più grande avventura della modernità: catturare la vita, interpretarla,... Guarda la scheda del film