Concerti Magazine Venerdì 6 febbraio 2004

Speculumlife: perfomance alla Loggia

Sabato 7 febbraio - alle ore 19.30 - presso la Loggia di Banchi, avrà luogo la performance tratta dal romanzo di Oscar Marchisio - Speculumlife - edito da De Ferrari. Oscar si diverte a connettere medium di varia natura, creando un evento "polimediale". Dal romanzo, infatti, passa ad una rappresentazione di musica, danze e addirittura cucina.

L’obiettivo di Speculumlife è creare un contesto da un testo. Giocando con le parole, la scena diventa un con-testo. La distanza che impone il linguaggio scritto viene, così, elusa dalla trasposizione della lettera scritta in corpi e voce. Durante lo spettacolo verrà proiettato un video di Giorgio Bergami, che ripercorre la trama del libro, le coreografie sono di Elena Balboni, mentre Daniela Silva danzerà sul pavimento marmoreo della Loggia. La colonna sonora è opera di Biscarini, mago dell’eclettismo che propone musiche assai diverse, dal rock algerino ai canti gregoriani.
Ancora musica per il dopo spettacolo con Dj Rocca, ovvero Maffia Sound System, e Luca Fronza, altresì noto come 5th Suite.

Ma veniamo alla storia. Un giallo storico fa da sottofondo ad un tema di grande attualità: il rapporto tra Islam e Cristianesimo. L’università di Yale scopre che l’inchiostro con cui è stata vergata la mappa Vinland - la prima che rappresenta l’America - è datato 1453.
1453? Se Colombo partì nel 1492 e l’inchiostro Vinland è del 1453, allora il buon Cristoforo non fu il primo a vedere il Nuovo Continente. Oppure l’inchiostro era un po’ vecchiotto…

La vicenda si conclude proprio a Genova. Siamo nel 1992, se trapelasse la notizia dell’inchiostro, per le celebrazioni colombiane sarebbe una vera tragedia. Nell'intreccio viene coinvolto anche Paolo Emilio Taviani, il quale teme una fuoriuscita di notizie da parte statunitense.

La performance è gratuita, mentre aperitivo e buffet etnico sono a pagamento. Insomma, gli elementi ci sono tutti: teatro, danza, musica, cucina, un intreccio appassionante.

Oscar Marchisio, nonostante viaggi molto per lavoro e viva tra Sanremo e Bologna, è molto legato alla sua città natale: «Attraverso il labirinto come mappa geografica navighiamo nello spazio e nel tempo scrivendo di Genova».

Come è avvenuto il passaggio dal testo scritto alla performance?:
«Una metafora efficace potrebbe essere quella delle cattedrali gotiche del medioevo, in cui c'era un progettista che ideava la costruzione, e i manovali che la erigevano fisicamente. Per lo spettacolo è andata nello stesso modo. Il testo è stato costruito collettivamente e messo in scena».

La storia dell'inchiostro è vera?
«Assolutamente sì. Ci sono tonnellate di studi fatti su quelle carte. Si potrebbe dire che è l'unica cosa scientificamente provata della storia»

Allora la verità non viene svelata...
«Esatto».

Qual'è il ruolo peculiare di Genova nella vicenda?
«Genova ha due rapporti diretti con la storia che ho raccontato. Uno in quanto sede delle colombiane; secondariamente, è il luogo in cui - per secoli - Islam e Cristianesimo si sono incontrati e mischiati. È la Genova del porto e degli scambi che ha fatto incontrare le due culture, che le ha fatte convivere».

E il rapporto con il Mediterraneo?
«Beh, anche qui si potrebbe usare una metafora e dire che Genova è la capitale del Mediterraneo, piuttosto che una città del Nord Italia. La storia e il presente ce lo confermano».

Come vedi questo 2004 nella Capitale Europea della Cultura?
«È una bella opportunità, ma perchè funzioni bisogna far emergere chiaramente il ruolo di ponte tra culture diverse, che Genova ha nel suo DNA».

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