Magazine Venerdì 30 gennaio 2004

Mosaico 4^Parte



Mi sveglio madido di sudore, mi capita spesso di vivere un sogno orribile nel suo essere reale, tanto vero che il risveglio è stato ancora una volta come rinascere da una vita che non ho riconosciuto ma che ho sempre temuto. Sul tavolo la mia macchina da scrivere sembra chiamarmi per esorcizzare i miei demoni, dopo tanti giorni in cui è stata silenziosa finalmente tornerà a suonare. Prima ancora di partire le parole mi sfilano davanti come tante marionette.
Mi allontano silenziosamente dal letto, guardo fuori e mi accorgo che il mare si è calmato, finalmente ha smesso di arrampicarsi come se volesse raggiungere casa mia.
Prima di uscire mi accorgo che la luna la illumina rendendola più bella che mai, ho passato notti intere a guardarla dormire, so che passerei tutta la vita a farlo. Prendo le mie cose cercando di non invadere il suo sognare. Mentre esco dalla camera da letto spero di aver lasciato acceso il riscaldamento nel mio studio perché non ho una gran voglia di irrigidirmi sui tasti della macchina da scrivere. Metto il foglio nel rullo e ricordo quando tutto è cominciato, di come siano sempre le stesse le sensazioni che dà il foglio bianco: sembra di essere su un trampolino; quando arrivi sul suo limite, l'acqua sembra immobile, impenetrabile come il bianco che ho davanti, non sai mai se ti tufferai veramente o come entrerai in acqua, sai solo che è emozionante attraversare l'aria per poi essere accolto dal secondo elemento. Ho paura che il sonno mi derubi della concentrazione che finalmente ho raggiunto, per questo a tenermi compagnia c'è l'aroma del caffè che ho preparato. Il suo profumo ha invaso tutta la stanza riempiendo gli spazi vuoti tra me e le pareti. Quando comincio a ticchettare sono passate da poco le cinque. Le idee prendono forma sulla carta, non so cosa partorirà il mio Ego, so di essere solo il veicolo grazie al quale una storia da sempre presente nella mia mente prende vita. Ho davanti solo l'inizio, il seguito arriverà, forse...

Notte, è di nuovo notte e sono ancora una volta seduto ai piedi del letto, al buio, ad osservare il tempo che passa scandito dal respiro di lei, a ricordare come tutto sia cominciato, la mia mente torna indietro e comincio a rivivere il giorno in cui la mia vita è cambiata, il giorno in cui ho l'ho incontrata, il giorno in cui ho affidato a lei la mia anima affinché la salvasse...
di Francesco Cascione

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