Magazine Venerdì 30 gennaio 2004

Un'altra fuga

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Cara Antonella, sono di nuovo Luca, quello di "sto con una bella ragazza rumena". Ancora una volta imbambolato tra il letto e la scrivania.
Per la cronaca, dopo un mese da "desaparecida", la mia ragazza è tornata, facendosi sentire, e comportandosi come se nulla fosse successo. Io le ho fatto notare il mio disappunto, e le cose hanno ricominciato ad andare meglio. Quel "meglio", però, comprende anche tanta sopportazione da parte mia, dal momento che, periodicamente, si chiudeva in casa, perché "sono triste, mia mamma non sta bene e io sono lontana da lei, i miei fratelli non capiscono niente, e sono stufa di tutto".
Fino a circa un mese fa, quando la sua negatività ha cominciato a diventare una costante, e lei ad uscire al massimo una volta alla settimana, senza troppo entusiasmo nei miei confronti. Poi, la sera del mio compleanno, mi chiama, mi porta il regalo, è carina con me, ma mi fa notare che passerà il Natale dai cugini, a Roma. QUINDI ANCORA SENZA DI ME. Ovvio che non mi ha fatto piacere: "ci vediamo una volta alla settimana, ora avremmo due settimane tutte per noi, e tu te ne vai via", ho commentato. Mi ha risposto tirando in ballo tutte le sue sfortune, il fatto che avrebbe voluto passare il Natale in Romania, accanto alla madre, ma che non è stato possibile - sta aspettando il rinnovo del permesso di soggiorno - e allora ha deciso di andare a Roma. "Almeno fatti sentire", le ho chiesto. Non l'ha fatto. Sono passati venti giorni, credo sia tornata, ormai, e nemmeno uno squillo. Anzi, solo messaggino, del tutto fuori luogo, la notte di capodanno: "tanti auguri di buon anno". Come fossi un vecchio zio. Nemmeno io l'ho chiamata, credo non sia il caso di continuare a fare il "cagnolino", che le corre sempre dietro.
Ma, perdonami, tre le sue "sfighe", la situazione comunque difficile di un immigrato, e il trattare il proprio ragazzo come una bambolina, cui far quello che si vuole, sparire per un mese senza nemmeno un segnale, non vedo NESSUN NESSO LOGICO. Proprio non lo giustifico.
Ora mi trovo qui, con SETTE MESI non vissuti appieno (o forse vissuti proprio male), con il libretto universitario che non vede l'inchiostro di una penna da giugno, e l'ultima possibilità di realizzare uno dei miei sogni, partire per l'Erasmus. Rispetto a quest'estate, mi trovo solo un po' più lucido, nel senso che il dolore ora è un po' anestetizzato dalla stanchezza, perché NON NE POSSO PROPRIO PIÚ dei suoi comportamenti. E, qualche giorno fa, lo sguardo di un'altra mi ha raddoppiato il battito, cosa che non mi accadeva da tempi immemorabili. Segnali che è ora di darci un taglio? Forse, ma sono ancora qui a chiedermi se chiamerà o no.
Scusa la lunghezza e grazie di tutto.
Luca

Caro Luca, sono passati cinque mesi dalla tua ultima lettera, mi riscrivi, ma non mi hai ascoltata davvero. Hai 23 anni, quindi sei molto giovane e sicuramente alquanto disorientato, ma come posso dirti qualcosa di diverso da ciò che ti detto cinque mesi fa? Cioè: qualunque sia il motivo del distacco non riporterai da te la tua ragazza comportandoti come lei, con lo stesso atteggiamento passivo e negativo nei confronti del lavoro e della vita (atteggiamento, comunque, che lei ha certamente più motivi di te per assumere). E questo per quello che riguarda le pagine penosamente vuote del libretto universitario e l’Erasmus. Per il resto cercherò di approfondire un poco e di provare a capire quello che vuoi. Forse vuoi sapere perché lei si comporta così. Ma se non l’hai capito in questi cinque mesi, come posso rivelartelo io? Rimanendo nel campo delle ipotesi: la vita all’estero si è rivelata una delusione, la sua esistenza è alquanto penosa e priva di gratificazioni, forse da te si aspettava un sostegno e magari un esempio. Le rimproveri di non fare nulla per cambiare. E tu? Forse immagini che ci sia un’altra persona. Ma questo puoi saperlo solo tu. Forse aspetti da me una sorta di assoluzione perché vuoi lasciare una ragazza chiaramente in difficoltà. Ma non ho poteri spirituali, sono soltanto una signora che risponde alla posta del cuore. Così non ti assolvo e meno che mai ti condanno, mi limito a consigliarti di riprendere in mano la tua vita, innanzitutto, per riuscire a aiutare chi ha bisogno di te o per aiutare te stesso.
Mi sorprende che tu non abbia capito quali sono i problemi della tua ragazza, questo è segno di un’estrema superficialità di rapporto. Se è così, parti, gira un po’ il mondo e ricomincia a lavorare, magari una distanza scelta e non subita ti aiuterà a capire. E cerca di rispondere a tutte le domande che ti poni da mesi prima di chiudere la storia, altrimenti ti rimarrà molto a lungo un senso di incompiutezza, di vuoto e la storia non sarà mai realmente chiusa oppure, se continuerà, continuerà sulle stesse basi troppo fragili che ha avuto sinora.
Auguri e raccontami cos’hai deciso,
Antonella

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di Federica Titone

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