Genova, la storia a Teatro - Magazine

Genova, la storia a Teatro

Magazine - Un consiglio: andate a vedere le repliche di .
Sabato 24 gennaio alle ore 21 e domenica 25 alle 16.30 presso il Teatro del Ponente a Voltri.
Laura Sicignano, regista brava e prolifica del Teatro Cargo ha centrato nella sua trasposizione teatrale due scopi: quello della divulgazione storica di avvenimenti e di personaggi della nostra cultura che non sono né lontani né superati e quello di muovere negli spettatori emozioni e coinvolgimenti verso gli episodi descritti.
Le stesse introduzioni storiche del Prof Federico Croci sono concise, efficaci e necessarie per meglio ‘gustare’ le due parti dello spettacolo.

Emozionante l’interpretazione di Luisa Galantini ne ‘La Regina’: la nobildonna genovese Anna Pieri Brignole Sale viene così definita dal Generale Murat.
Lei accesa e ,ormai, ingombrante, bonapartista racconta dalla reggia austriaca, dove si sente esiliata, e dove morirà, le vicende della sua vita come dei flash back.
Complice la poliedricità di Maurizio Sguotti, i personaggi saranno catapultati al centro delle serate mondane, così originali e rivoluzionarie da venire proibite per legge, organizzate da Anna presso la villa di Voltri oppure in mezzo alla diplomazia e alla politica che la Brignole Sale tratta con una lucidità impensabile per una donna o ancora nel apparente viaggio mondano di dama di corte della moglie di Napoleone verso Vienna dove lei rivendica ancora un ruolo attivo morale ed efficace delle idee bonapartiste.

Altra l’ambientazione della seconda parte,”13.300 bombe”.
Un impianto scenico scarno ma efficace permette a Riccardo Croci e Marco Pasquinucci di esaltare come in un moderno bollettino di guerra la descrizione scientifica particolareggiata del dispiegamento impari e crudele delle forze francesi di Luigi XIV contro la piccola ma orgogliosa Repubblica genovese: pericolosa per la sua autonomia economica, per la sua forza mercantile e finanziaria e soprattutto fuori dall’influenza del Re Sole.
Un esercito di 10.000 uomini, centinaia di navi, nuove armi micidiali e scientifiche annienteranno Genova dopo ore di bombardamenti senza tregua di numerosi quartieri della città. Le navi da guerra hanno nomi che sembrano Angeli dell’Apocalisse e proprio la popolazione vivrà come un Giudizio Universale la distruzione delle proprie case e la morte di tanti uomini, donne e bambini. Questo smarrimento e questa incredulità viene esaltata dai canti e le musiche di Esmeralda Sciascia che racconta come una nenia che ‘i giardini saranno trasformate in tombe’.
La guerra era crudele allora come lo è adesso, niente è stato inventato e i riferimenti alle mine antiuomo e alle sue vittime che conclude lo spettacolo ce lo ricorda con agghiacciante lucidità.

Claudia Lupi

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