Magazine Giovedì 4 gennaio 2001

Al mentelocale café con Claudio Pozzani

Organizzatore del Festival Internazionale di Poesia, fondatore dei Viaggiatori nel Tempo...Cosa ne pensi di Genova capitale della cultura nel 2004?
"La cultura non si fa solo con le mostre, i musei, ma amando e rispettando la nostra città. Penso soprattutto al centro storico, dove sono cresciuto e dove vivo. Non è possibile sporcare o maltrattare una cosa se la ami. Definirei questa carenza come una sorta di egoismo filosofico: a certa gente interessa solo avere uno spazio dove fare le cose, senza preoccuparsi di come sia questo spazio. Manca l'amore e il rispetto per le cose. Non si bada alla qualità della vita."
Qual è la tua opinione sui lavori per il G8?
"Se penso in particolare a De Ferrari è meglio che me ne stia zitto! La piazza mi piaceva rotonda, rotonda con una fontana rotonda al centro. Prima di toccarla avrebbero potuto preoccuparsi di cosa ne pensano i genovesi. Per i lavori di ristrutturazione del Carlo Felice era stato fatto."
Ti piace leggere all'aperto?
"Molto, anche perché, a letto, dopo un po' mi fa male la schiena, e in gabinetto cerco di starci solo per il tempo dovuto."
C'è qualche luogo che prediligi a Genova?
"Le panchine, le spiaggie. Ci sono due luoghi in particolare: Villetta di Negro e l'Acquasola, posti tranquilli.
Poi c'è un posto che prediligo non tanto per leggere, quanto per riflettere. Penso che si chiami la Fontana di Fetonte. E'a metà di Via Garibaldi nel cortile di un palazzo. Lì c'è un grosso pesce, che ho chiamato Gigi. Ogni tanto parliamo. La fontana e Gigi mi ispirano, spesso scrivo qualcosa dopo queste visite."
Di solito si pensa che scrivere poesie sia più semplice che scrivere narrativa."
"Già, ma non è vero. Bisogna conoscere la tecnica e leggere tanta poesia prima di scriverla.
Tanti credono anche che la poesia debba trattare temi toccanti, quasi pietosi: la guerra, la mamma, i bambini nel mondo. Attenzione, la poesia non è bella se muove a sentimenti sdolcinati, nel senso che non è sufficiente essere sensibili per essere poeti. E la storia della poesia lo insegna."
Nel 1982 nasce il circolo I Viaggiatori nel Tempo.
"Sì, insieme a Maria Costigliolo volevamo respirare un po' di aria nuova. Per 15 anni siamo stati un punto di aggregazione a Genova. I Viaggiatori nel Tempo sono stati i primi ad utilizzare, nel loro locale, i video e le nuove tecnologie che mettevamo a disposizione del pubblico. Inoltre, proponevamo letture di poesia e concerti di musica rock."
Come mai il nome "Viaggiatori nel tempo"?
"Perché non siamo né proiettati nel futuro, né rivolti al passato. Proponiamo un'arte svincolata dal tempo. Siamo liberi di viaggiare."
di Annamaria Tagliafico

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