Weekend Magazine Giovedì 4 gennaio 2001

Le Carceri di Palazzo Ducale

La Grimaldina svetta dal Ducale contro il cielo genovese, sventolando fieramente lo stendardo della città. Ma, nonostante il pacifico aspetto odierno, la torre fu per lunghi secoli uno dei carceri della Superba.
La torre Grimaldina risale agli inizi del ‘300: faceva infatti parte del palazzo di Alberto Fieschi col quale forma il primo nucleo di Palazzo Ducale. Su sei piani, di cui due che emergono dal corpo del palazzo, venne in seguito innalzata di un piano.
L’esterno è invece frutto di restauri novecenteschi che l’hanno riportato alle forme medievali.
La campana – rifatta nel 1980 dopo essere stata fusa durante la guerra – nei secoli scorsi serviva a convocare le magistrature, a sancire il coprifuoco e a festeggiare le solennità.
Tutto l'edificio era occupato dalle prigioni.
Le celle della torre erano la parte “nobile” delle carceri, che avevano la loro parte principale nell’attiguo Palazzetto Criminale (ora Archivio di Stato), collegato alla torre con un passaggio aereo: vi venivano infatti detenuti i prigionieri politici – posti così sotto maggior controllo – e i nobili colpevoli di reati, che qui potevano attendere più comodamente di essere riscattati.
Con un macabro senso dell’ironia, le celle della torre venivano chiamate con nomi gentili come Paradiso, Canto, Reginetta, Diana o Luna. Nonostante la beltà dei nomi, tuttavia, le condizioni di vita dei carcerati non erano certo le più rosee: costretti a dormire su pagliericci, in stanzoni comuni, spesso incatenati, erano indifesi contro il freddo e la fame, cui si dedicava la carità pubblica.
Non mancano all’interno della torre le stanze della tortura, eufemisticamente chiamati examinatorii.
Fra coloro che assaggiarono i ferri del torturatore ci fu anche Jacopo Ruffini, arrestato nella notte dal 13 al 14 maggio 1833 per aver tentato di organizzare un moto insurrezionale mazziniano. Ruffini si suicidò, o per meglio dire “fu suicidato”, tagliandosi le vene.
Anche due pittori celebri conobbero le mura delle celle ducali: Sinibaldo Scorza – di cui si conservano alcuni schizzi nella stanza della Torre – e Pieter Mulier “Il Tempesta”, arrestato nel 1676 come mandante dell’omicidio di sua moglie.

http://www.palazzoducale.genova.it/torre/html/torre.htm

Le visite guidate sono previste il venerdì, sabato e domenica alle 15.00, 16.00 e 17.00 con appuntamento davanti alla Libreria Ducale. Per i gruppi, prenotazione telefonica obbligatoria allo 010.5574000

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