Concerti Magazine Giovedì 22 gennaio 2004

Felipe compie un anno! (e mezzo)

Magazine - il nostro viaggio sotto la superficie della Superba. Come vi avevo annunciato precedentemente stavolta incontriamo il minuscolo e combattivo negozio di dischi specializzato in rock indipendente situato nel cuore della città: la Felipe records, "nascosta" nel piazzale della banca Carige di via Galata.
È lunedì, l’ora di pranzo, clienti non né arrivano ma lui, indefesso, non chiude. Filippo Gualtieri (titolare) giocherella con un’enciclopedia rock grossa come lo Zingarelli (sta cercando un gruppo di "prime-movers" del punk francese) e nell’aria gira qualcosa che potrebbe essere benissimo Lou Reed.

Filippo, la prima è una domanda da un milione di dollari e può dare, già da subito, la giusta cifra di chi sei. Cosa risponderesti ad un ipotetico ragazzino (quattordici anni) che ti chiede di consigliargli 5 fondamentali dischi rock?
A botta sicura: Led Zeppelin, perché era quello che ascoltavo a quattordici anni. Quando penso al rock in senso classico mi vengono sempre in mente loro. Io sono per il recupero e la salvaguardia dei classici: Hendrix, Beatles, Stones, Dylan, Who, Young, Creedence, Clash... andrebbero studiati sui banchi di scuola. Una volta Bruce Springsteen ha detto di aver imparato di più dai cinque minuti di una canzone che da cinque anni di scuola. Il problema è che ho perso il primo anno di liceo per colpa dei Led Zeppelin!

Si dice che l’indie rock e nello specifico la clientela Indie sia un popolo di snob e frustrati, confermi?
Credo di sì, anch’io rientro perfettamente in quella categoria. Oltre che snob e frustrato aggiungerei anche feticista.

Cinque aggettivi per delineare l’identikit del rock indipendente.
In Italia è la sfida di pochi temerari che provano a sopravvivere schiacciati dallo strapotere delle majors e da quelli che si fingono indipendenti, ma che in realtà altro non sono che succursali delle majors stesse. È anche vero che non si può comunque sempre campare di ideologia. Qui non siamo in America, dove certe etichette come la Dischord portano avanti da 20 anni un discorso di editoria musicale indipendente, di qualità, all’interno di un mercato ristretto ma forte. Là c’è un bacino di utenza molto più ampio. Inoltre là c’è incoraggiamento, qui l’esatto contrario. Quando, sarcasticamente, dico che alla fine si tratta sempre dei soliti 70/80 stronzi che girano nei tubi non mi distolgo molto dalla verità, credimi.

Cinque sostantivi per delineare la scena indie genovese.
Valida, fresca, fiera, stoica, creativa.

Come vanno gli affari da Felipe? Cosa vende di più e soprattutto la tua clientela ha similitudini con quella di Alta fedeltà?
Gli affari vanno malissimo. Non esiste mercato, in pratica. C’è un clima di recessione che abbraccia tutte le aree del commercio. Ma avere un negozio di dischi è sempre stato il sogno della mia vita fin da bambino.
La clientela di Felipe Records è molto simile a quella di Alta Fedeltà, tutte le clientele dei negozi specializzati del mondo si assomigliano. C’è una fauna molto variegata: c'è chi compra le spille dei gruppi dei quali non ha manco un disco, il collezionista che spende il suo stipendio in sette pollici rari e l’adolescente che cerca di trovare una colonna sonora adeguata alle sue prime sconfitte amorose. E ancora i critici rock mancati che sarebbero in grado di parlarti di musica per tre ore di fila (io faccio parte di tutte queste categorie messe insieme).

Le tue band genovesi preferite?
Kc Milian, Ex Otago, Port Royal.

Vengono tante ragazze a comprare da te?
Diciamo che nessuna ragazza compra da me! Le ragazze da Felipe sono una specie estinta fin dagli albori. Qualcuno dice di averle viste ma non ci sono documenti in grado di attestare la veridicità delle testimonianze. Inoltre ricordati che difficilmente le donne e il rock’n’roll vanno d’accordo. E meno male, altrimenti il rock’n’roll non sarebbe mai esistito!

Con quale mix tape conquisteresti una ragazza?
Ne ho fatti tantissimi ma, come la Juve nelle coppe, ho vinto molto poco in proporzione agli scudetti. La composizione di un mixtape è una pietra dura da levigare! Posso dirti che lo comincerei con Gimme Shelter degli Stones e lo finirei con Man In A Shed di Nick Drake.

Chi non vuole fare così tanta strada per raggiungere questo chill-out dagli stress metropolitani, lo può anche consultare on line al www.feliperecords.it Felipe risponde a tutti! Anche ai problemi di cuore.

Stay tune for more Rock‘n‘roll.

di Marco Giorcelli


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