Concerti Magazine Venerdì 16 gennaio 2004

Grandi nomi a Villa Croce



In un veloce tour vale la pena di segnalare (ovviamente) Bill Viola che con Memoria propone la lenta emersione di un volto umano, un groviglio elettronico che propone l’impossibile materializzazione di un pensiero, un ricordo. Accanto, il “computer sensibile” dei francesi Edmond Couchot e Michel Bret, capace di far fluttuare i semi del tarassaco al semplice soffio del passante, piega il freddo calcolatore elettronico al no-sense della casualità.
Affascinante anche l’installazione post-barocca dello Studio Azzurro, che anima la volta di uno stanzone con l’eterea presenza di angeli senz’ali: le piume cadute sono sospese a mezz’aria. Poco oltre, la scultura del francese Marc Didou, una specie di totem africano simile all’Urlo di Munch, in realtà proveniente dalle analisi della tomografia a risonanza magnetica: uno specchio convesso ne ricostruisce anamorficamente l’immagine.
Fabrizio Plessi, nella sua Foresta di fuoco cortocircuita passato e presente, preistoria e tecnologia, incendiando virtualmente dei veri tronchi d’albero con le fiamme immaginarie di un monitor, mentre la svizzera Franziska Megert costruisce uno straniante cubo da “realtà virtuale” che inganna la nostra percezione spaziale. Infine Laurie Anderson dà vita ad un fantasmatico folletto di sé stessa, proiettandosi in miniatura su un blocco di vetro scolpito.

Per una volta, non abbiate paura di “non capire”: ogni opera è commentata in didascalia con una breve ma esauriente biografia dell’artista e una decina di righe di spiegazione. La didattica, nell’arte contemporanea, è merce rara: complimenti dunque al fegato dei curatori, capaci di non rinchiudersi in una torre d’avorio.

Ultime due righe per ricordare che un rete di mostre collegate a quella di Villa Croce darà vita nelle gallerie private genovesi ad un percorso complessivo su simili tematiche.


[nella foto: "At the shrink's" di Laurie Anderson]

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