Concerti Magazine Domenica 11 gennaio 2004

LET IT BE...NAKED

The Beatles: “Let it be…naked” (2cd)

Dopo un’attesa durata più di 30 anni esce finalmente “Let it be…naked”, la versione “riveduta e corretta” dell’ultimo disco dei Beatles, uscito originariamente nel maggio del 1970 a gruppo ormai sciolto. Un’opera di restauro indispensabile…o no? Valutiamo insieme…
Nel 1968 i Beatles sono ad uno stallo: i quattro pubblicano un doppio lp (il celebre “White album”) profondamente lacerato da contrasti interni, nel quale arrangiamenti appena abbozzati si affiancano ad una smania di protagonismo per almeno tre delle parti in causa. Dopo un breve intervallo l’idea (spinta principalmente da Paul McCartney) era di tenere una serie di concerti o un unico grande show da tenersi in una località esotica e documentare il tutto con un libro, un film cinematografico e un disco, in un precoce accenno di multimedialità. Il concetto di un “back to the roots” (stimolato forse da quanto aveva fatto la Band con Bob Dylan in quel di Woodstock) implicava che i Fab Four registrassero senza sovraincisioni tutto ciò che passava loro per la mente (fossero standard rock ‘n’ roll o canzoni nuove) sotto l’occhio delle telecamere…cosa che fu causa di non poche tensioni in un’atmosfera già esacerbata. Il risultato furono centinaia di ore di incisioni audio e video estremamente confuse, un improvvisato concerto sul tetto della Apple… e il ritorno di George Martin come produttore del gruppo per il successivo “Abbey Road”. Intanto i nastri del futuro “Let it be” (il nome del progetto a questo punto era ancora “Get back”) venivano affidati al famigerato Phil Spector, mentore e scopritore delle Ronettes e di altri gruppi vocali femminili e inventore del cosiddetto “wall of sound”, che “interpretò” le registrazioni a modo suo, snaturandone l’attitudine “back to basics” con infinite sovraincisioni di archi e cori femminili.
Il risultato dispiacque particolarmente a McCartney che, a suo dire, non riuscì ad impedirne l’uscita…

Il nuovo “Let it be” non elimina del tutto le intuizioni di Spector (è presente, ad esempio il “raddoppio” di “Two of us”) ma è un disco decisamente diverso: l’impressione generale è di un’opera decisamente più “leggera”, che si avvicina molto al successivo/precedente “Abbey road”. La (voluta?) rozzezza dell’originale (gli intervalli parlati, ad esempio, a suggerire un ipotetico “work in progress”) scompare, per lasciare spazio ad una voce solista molto più in evidenza e a più marcati interventi di Billy Preston (organista ospite delle sessions).
In più i compilatori hanno concentrato alcuni degli spunti più interessanti delle interminabili registrazioni in un disco omaggio, che farà entrare nello spirito dei tempi chiunque mastichi un po’ l’inglese…e riuscirà ad addolcire l’attesa (che pare sarà lunga) dell’omonimo dvd.
In definitiva: un disco diverso, ma che ci restituisce i Beatles che abbiamo sempre amato.
Non solo per fans.

Dario, musica internazionale.

Artista: Beatles
Titolo:Let it be…Naked
Prezzo: Euro 20.60
Prezzo Verde Fnac: Euro 13.90

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