Partita IVA per grafici: tutti i vantaggi di rivolgersi a un commercialista - Magazine

Partita IVA per grafici: tutti i vantaggi di rivolgersi a un commercialista

Attualità Magazine Venerdì 19 febbraio 2021

© Pixabay

Magazine - Il grafico è un professionista che si occupa di svolgere un lavoro perlopiù creativo, grazie alle sue abilità con il disegno: dagli elaborati multimediali per scopi pubblicitari a veri e propri disegni ai fini di illustrazione, sono molte le varianti che caratterizzano questo peculiare mestiere.

In ogni caso, come ogni libero professionista, per ricevere pagamenti oltre un certo limite annuo sarà obbligato per legge ad aprire una Partita IVA.

Per avere informazioni dettagliate in merito, è opportuno rivolgersi ad un commercialista per grafico, figura praticamente indispensabile per supportare al meglio nelle varie pratiche: dalla ricerca del codice ATECO corretto all'apertura della Partita IVA stessa, fino alla disposizione delle tasse da corrispondere nel regime fiscale giusto.

Il regime fiscale

Un commercialista consente al grafico di lavorare senza pensieri, perché s'incaricherà di occuparsi di tutti gli aspetti meramente burocratici, soprattutto senza margine di errore. A partire dalla ricerca del giusto codice ATECO per inquadrare il professionista in uno specifico regime fiscale: si tratta di un passaggio cruciale perché determina la tipologia di tassazione cui sarà soggetto il grafico, consentendogli di pagare solo quanto necessario e soprattutto nei termini di legge, così da non rischiare sanzioni.

Nello specifico, un grafico rientrerà nel cosiddetto regime forfettario, chiamato anche regime minimo perché, a differenza di quelli ordinario o semplificato, prevede molte meno spese.

Gli altri due regimi fiscali, infatti, sono principalmente rivolti a medie e grandi imprese, dedite a servizi, produzione o commercio e la percentuale di tasse annue da corrispondere rispetto all'imponibile oscilla tra il 20% e il 40% o anche oltre: esse includono i pagamenti di IVA e ritenute d'acconto o persino dell'IRAP, in alcuni casi (ovvero l'Imposta Regionale sulle Attività Produttive).

Il regime minimo per un grafico, come il commercialista stesso comunicherà al professionista, vede una percentuale fissa (detta anche imposta sostitutiva perché si sostituisce a tutte le altri già citate) al 5% per i primi 5 anni che, in seguito, aumenterà solo al 15%, rimanendo quindi assolutamente sostenibile e garantendo tale possibilità soprattutto a coloro i quali decidano d'intraprendere questa carriera lavorativa per la prima volta.

Un passato da dipendente, pubblico o privato, infatti, non preclude affatto l'opportunità di aprire Partita IVA con regime forfettario, ma il commercialista, attraverso una serie di domande, dovrà accertarsi che il grafico non abbia svolto attività imprenditoriale almeno nei 3 anni precedenti.

La Gestione Separata e l'INPS

Il commercialista, poi, avrà anche cura di verificare la posizione previdenziale del grafico: anche per versare i contributi per la propria pensione, infatti, occorre essere inseriti in una specifica gestione INPS.

Oltre a quella ordinaria che riguarda soprattutto i lavoratori dipendenti, vi sono i cosiddetti albi professionali dedicati a talune categorie (avvocati, medici e simili).

Inserendosi nella Gestione Separata, il libero professionista potrà ottenere maggiori benefici dal suo Regime Forfettario, evitando di versare contributi se il lavoro si ferma (cosa impossibile negli altri regimi previdenziali) e in ragione del 25% del proprio imponibile annuo.

Limiti di guadagno e vantaggi

Grazie al supporto di un commercialista, quindi, si avranno sempre sott'occhio i propri guadagni che, per mantenersi nel regime forfettario, non dovranno superare mai i 65 mila euro annui, soglia massima che è stata innalzata nel tempo.

Il commercialista, inoltre, dovrebbe essere specializzato proprio in questo particolare regime fiscale per ottemperare con puntualità a tutti gli aspetti che lo caratterizzano: coloro i quali si occupino più in generale di contabilizzare le spese, infatti, potrebbero avere una formazione più dispersiva che può portare a non cogliere sfumature anche fondamentali, rischiando di cadere in errori involontari.

Una conoscenza vasta della materia, in questo caso, rischia di rivelarsi svantaggiosa perché non sempre si ha contezza di aggiornamenti su ogni singola casistica.