Ansia da prestazione - Magazine

Attualità Magazine Venerdì 2 gennaio 2004

Ansia da prestazione

Magazine - – Raga, cosa facciamo a capodanno?
Ogni anno, puntuale, arriva. La fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo. Una cosa stupida, se ci pensate bene: non celebra nessun evento climatico, astronomico o storico. Soltanto una convenzione, peraltro poco giustificata: come suggerisce il nome il “Dicembre” era, appunto, il decimo e non l’ultimo mese dell’anno, che iniziava invece il primo Marzo. Ma soffochiamo quella piccola parte di Piero&AlbertoAngela che sta in ognuno di noi e arriviamo al dunque: ogni anno arriva al suo compimento e questo evento va, comunque, degnamente salutato.
In diverse occasioni, allo scoccare della mezzanotte, mi sono fermato ad osservare la variabile rappresentanza di umanità che mi circondava, intenta a stapparsi addosso bottiglie di costosissimo spumante e a cercare di accecarsi o mutilarsi dando fuoco alle micce di raudi e bengala vari: un tripudio di sorrisi, grida, baci, improperi di varia natura per le macchie sui cappotti nuovi, abbracci, sollevarsi di calici, tapparsi di orecchie, telefonate e sms, zampettii vari per evitare macchie di vomito, cocci di vetro od altro ancora. Perchè ragazzi, non ci sono deroghe, amnistie o indultini: a capodanno bisogna divertirsi. Oppure essere bravissimi nel simulare che ci si sta divertendo.

Il lettore, reduce da un entusiasmante festeggiamento, mi starà,chissà, deridendo se non compiangendo ed io, a riguardo, non ho nulla da eccepire. Perchè parlare male del capodanno fa più danni che fraternizzare con Bin Laden o con gli anarco-insurrezionalisti: sei un diverso, un asociale. Avrai avuto un trauma da bambino, comuque la vita ti ha fatto del male. Ma io, a dirla tutta, mi sono divertito: ho assistito allo spettacolo al Porto Antico – peraltro un po’ di difficile fruizione – tra le proteste di chi non si voleva sforzare ad interpretarlo (non sia mai...bisogna divertirsi – ma cosa vorrà dire?) e scoccata la mezzanotte mi sono goduto la mia benefica doccia alcolica, inevitabile parte del gioco. Dopodichè il gregge belante ha iniziato la transumanza verso de Ferrari, in una via san Lorenzo stipata oltre ogni limite. E poi via alle erbe, sant’Agostino, san Donato. Gente, gente, gente di ogni estrazione sociale, origine geografica e tasso alcolemico. Tossine in libertà, nell’aria, nei corpi. Una fiumana senza fine, piacevolmente senza senso con tutta la seduzione del formicaio impazzito.

Però... qualcuno, solo, siede sugli scalini di una chiesa. Una bottiglia di birra scadente e lo sguardo perso nel vuoto ad osservare i corpi e le facce, ad ascoltare le risate, a cercare, disperato, di raccogliere un poco di quella evanescente felicità per farne poi chissà cosa... sarà anche questo divertimento, un’etimologica diversione dalla solita vita?
Ma via, di nuovo in pista...andiamo, andiamo, andiamo...ma dove? Per fare cosa? Negli occhi dei miei compagni cresce fastidiosa l’ansia da prestazione: dobbiamo fare qualcosa, non vogliamo andare già via. Dobbiamo divertirci. Chissà perchè. A me non piace farlo su commissione e, incurante dell’ora, li saluto.
Tanto, comunque, tra un anno sarò di nuovo qui.

Auguri a tutti per un anno sereno. Sperando che non vi troviate mai nell’incresciosa situazione di dovervi divertire.

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