Concerti Magazine Martedì 2 gennaio 2001

La notte più pazza del Duemilauno

Accidenti a Beppe Grillo.
Ero rimasto talmente deluso dal Capodanno 2000 – tre ballerine che danzavano tristemente, Gino Paoli, la gente che sfollava già all’una – ma soprattutto mi ero talmente incazzato per il feroce scherzo che il miliardario di Sant’Ilario ci aveva tirato (niente count-down per mezzanotte: gli unici stronzi a non festeggiare il duemila furono i genovesi di Piazza de Ferrari), che quest’anno in piazza a mezzanotte non ci sono sceso.
L’appuntamento con gli amici sparsi in diversi cenoni è all’una in cima a via San Lorenzo. Pacche, strette di mano, baci: il nuovo anno è cominciato.
“Allora, che si fa?”
“Mah, facciamoci un giro a vedere com’è nei vicoli. Qui un po’ di gente c’è”
“Oh, io voglio ballare, eh!”
Infiliamo salita Pollaiuoli e…
Un brulichio.
Teste, teste, teste. Un’infilata di migliaia di teste fino a che le quinte dei palazzi non chiudono la vista.
Raggiungiamo la prima consolle, ci contiamo (abbiamo già perso Isabella). C’è un dj giapponese che infila a ripetizione ritmi lounge, un proiettore spara su un lenzuolo un filmino psichedelico. La gente ha fatto per terra dei fagotti di giacche e ci balla intorno come se fossero falò.
Ci guardiamo in faccia, increduli. E invece è proprio vero, E’ TUTTO VERO, STA ACCADENDO REALMENTE!! Alla faccia delle grandi capitali, questa sera è Genova che mena le danze. E noi ci siamo. E io a questo punto non ce la faccio mica a fermarmi qui, voglio girare ovunque, voglio godermi questa serata e questa città fino in fondo.
Si prosegue, tagliando per i vicoli.
Piazza Ferretto. Qua c’è da lavorare pesantemente coi gomiti, si comincia ad essere spintonati. La seconda consolle è al primo piano: da una finestra Mr. Puma si affaccia a berciare nel microfono su basi dub e reggae.
Ma non si riesce a ballare tanto è il casino di gente.
Via, continuiamo in questa notte magica a girare per questa Berlino che assomiglia tanto a Genova. Il crocicchio con via San Bernardo è spaventoso. Imbecilli che spingono, ragazze che urlano, ognun per sé e Dio per tutti: c’è da aver paura.
In Stradone Sant’Agostino si riprende a camminare tranquillamente, raggiungiamo Piazza Negri. C’è un gruppo inglese che suona. E suona benissimo. Che cosa, non lo so; si direbbe jazz ma con una ritmica elettro-funk. Comunque, una miscela finalmente esplosiva: qui si balla sul serio, trecento persone così invexendate che non stanno neanche a sentire i “C’mon, clap yo’ hands” della cantante.
Per andare in piazza San Bernardo faccio il giro largo, da vico Vegetti. Davanti a Moretti c’è hip hop, è la zona più meticcia della festa: fra la gente ci sono tantissimi marocchini e qualche senegalese. Si balla con ritmi neri.
Hm, meglio tornare dai Crazy Penis, quelli di Piazza Negri.
“Che ore sono?”
“Le quattro”
“Le quattrooo?? Ma dài!”
Alziamo gli occhi alle finestre da cui di solito piovono gavettoni. Tutto immobile. Come avrà fatto il Comune a garantirsi tale massa di decibel a queste ore della notte? Li avranno deportati tutti a Begato, qualcuno suggerisce.
Riscendiamo per girare in piazza delle Erbe.
Ancora folla. Ma quanta cazzo di gente c’è?
Ancora musica.
MA E’ FANTASTICOOOO!!!
Genova, ti voglio bene.

Psst! C'era anche Fabrizio in giro: Leggi l'articolo

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