Svapare per smettere di fumare: la scienza dà l’ok - Magazine

Svapare per smettere di fumare: la scienza dà l’ok

Attualità Magazine Mercoledì 4 novembre 2020

Magazine - Il fumo e la dipendenza da nicotina hanno da sempre incontrato lo sfavore di istituti medici e di apparati statali atti a proteggere la salute pubblica dalla dipendenza. In loro aiuto, da qualche anno, si è diffuso l’uso delle sigarette elettroniche, capaci anche nell’80% di alcuni casi di allontanare i fumatori dal fumo dannoso. Ad affermarlo è stato uno studio nazionale pubblicato dall'International Journal of Environmental Research and Public Health e presentato in via ufficiale in occasione del convegno Romacuore.

L'analisi è stata fatta su un campione di 40 fumatori incalliti che sono stati fatti passare dall'uso delle classiche sigarette a quello delle sigarette elettroniche. Il direttore del dipartimento di otorinolaringoiatria e chirurgia maxillo facciale Fabio Beatrice, che è anche responsabile del Centro Anti Fumo presso l'azienda ospedaliera San Giovanni Bosco di Torino, ha dichiarato che questi soggetti, dopo il cambio di abitudine effettuato a seguito dell'esperimento, presentavano livelli di monossido di carbonio nel sangue quasi similari a chi aveva da tempo abbandonato di fumare. Un risultato sconcertante, se si considera che il monossido è la principale causa di cancro legato al fumo.

Sigarette elettroniche: dalla prima uscita a oggi

Al suo debutto, l'e-cig (questa la sigla con la quale viene solitamente abbreviato il nome), aveva avuto una fortissima diffusione: numerosi store, di vari modelli e misure, erano stati aperti in tutto il mondo, anche nelle classiche tabaccherie, accanto alla promozione delle sigarette tradizionali. Ben presto si è capito come questo strumento fosse efficace nella lotta contro il tabacco e i numeri oggi sono parecchio esplicativi: in Gran Bretagna le persone che hanno abbandonato il fumo a favore delle sigarette elettroniche rappresentano il 35% dei fumatori e quelli che sono riusciti a smettere completamente di fumare passando attraverso il metodo dell'e-cig sono il 40% dei 2,5 milioni di inglesi che si sono messi alla prova.

L’efficacia della sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica inizialmente ha fatto aprire un ampio dibattito in merito ai suoi possibili effetti collaterali: da un lato c'era chi elogiava e spingeva il suo uso dato che incentivava le persone a smettere di fumare, dall'altro c'era chi sosteneva che anche tale dispositivo fosse nocivo per la salute. Gli studi scientifici in merito si sono moltiplicati e le opinioni si fanno più chiare e nette, ma occorre ancora che la ricerca si interessi dei benefici e delle controindicazioni a lungo termine. Di certo, le e-cig rispetto alle bionde non contengono catrame, sostanza cancerogena fortemente tossica e causa di parecchie malattie quali tumori del cavo orale. Il 72% degli svapatori italiani hanno riconosciuto l’efficacia della sigaretta elettronica nello smettere di fumare, come riportato da un report ricco di dati reso noto dall’agenzia di stampa Italpress, che continua a seguire il mondo del fumo elettronico e della sua diffusione fra la popolazione.

Una joint research dell'University College e del King's College inglesi ha dato prova che svapando ci si espone davvero molto meno alle sostanze tossiche; quanto alla nicotina presente nelle sigarette elettroniche, viene facilmente eliminata dal fegato. È ovvio che tale esposizione con l'e-cig non si annulla totalmente, ma la sua riduzione è talmente alta che il risultato può comunque essere considerato molto efficiente. Nel frattempo, in commercio sono stati diffusi i liquidi per sigaretta elettronica senza nicotina, la soluzione ideale per mantenere la gestualità del fumare, senza però fumare nulla di dannoso.

E proprio alla base di questo meccanismo psicologico, si è basato il successo delle sigarette elettroniche: l'aspetto psicologico della gestualità del fumare, con la sigaretta elettronica viene pienamente soddisfatto e appagato; le sigarette elettroniche hanno lo stesso aspetto delle tradizionali (almeno nei modelli base), vanno usate allo stesso modo, permettono il contatto con le labbra e riproducono l'effetto del fumo. Addirittura alcune, tramite una luce led, simulano l'effetto della combustione al momento dell'aspirazione. La differenza sostanziale sta nel fumo prodotto, che non è vero fumo ma vapore acqueo generato dalla vaporizzazione del liquido inserito all’interno del dispositivo.

Se negli ultimi mesi sono apparse notizie negative circa l’uso delle sigarette elettroniche, è emerso come si trattasse proprio di liquidi contraffatti o con ingredienti non sicuri: se, infatti, l’acquisto dello strumento è una tantum, dietro il mercato dei liquidi, che si riacquistano di continuo, v’è un vero e proprio business, con una velocità di immissione di nuove formule sul mercato che controlli e scienza riescono raramente a controllare. E così, liquidi troppo dolciastri, creati per attirare gli svapatori più giovani, sono spesso carichi di ingredienti nocivi o liquidi a base di CBD ne hanno alte concentrazioni non ammesse dalle leggi nazionali. L’attenzione del consumatore, in questo senso, deve essere massima, facendo ricorso solo a rivenditori di fiducia, alla ricerca di prodotti di qualità. Non avrebbe alcun senso, infatti, allontanarsi dal fumo tradizionale per stare meglio e poi ricadere in danni alla salute causati dal fumo elettronico.