Magazine Martedì 16 dicembre 2003

Agenda Fnac 2004

Lunedì 15 dicembre è stata inaugurata alla Fnac la mostra di Daniele Dainelli e presentata l’Agenda Fnac 2004.
A coordinare l’incontro lo scrittore giallo Andrea Carlo Cappi, che spiega la polifunzionalità di questa pubblicazione: oltre ad essere l'agenda eventi di Genova 2004, il volume contiene, infatti, una piccola antologia di autori italiani contemporanei.
Quello di questa agenda, spiega Cappi, è un viaggio che parte da Genova per ritornare di nuovo qui attraverso il contributo di dodici scrittori e un fotografo, ai cui è stato chiesto di raccontare il loro modo di vedere le cinque città in cui è presente Fnac (Genova, Roma, Napoli, Verona, Milano e Torino), ambientando ogni storia in un mese diverso del 2004.

All’incontro erano presenti, oltre al già citato Cappi, che ha ambientato la sua storia a Napoli, anche Claudia Salvatori, Enrico Ratto, Sandro Ossola, Ettore Maggi e Claudio G. Fava.
Ognuno di loro ha accennato il soggetto del suo racconto, spesso difficile da adattare ad uno spazio piuttosto ridotto. Così la Salvatori ha spiegato che la sua ispirazione parte da un amico che non c’è più, un compagno di scuola morto. Enrico Ratto del suo interesse per la vicenda di Robert Capa e la sua foto “in posa” nella guerra civile spagnola. Sandro Ossola del suo riaccostamento a Napoli per poterla narrare. L’emozionato Maggi ha citato due brani, uno da Borges e uno dal Cervantes versione Guccini, poi un verso di Taibo II unito a una frase di Marco Sommariva, citazioni che ha voluto dedicare al padre recentemente scomparso. Ha concluso Claudio G. Fava, il cui racconto parte da un evento che, in forma di esplosione, è arrivato dagli inglesi nella sua abitazione nel lontano 9 febbraio 1941.
L’autore della mostra fotografica Dainelli era assente per motivi di lavoro, così Sandro Ossola si è improvvisato critico, spiegando di essere stato colpito positivamente da queste foto, innanzitutto perchè, solitamente, si tende ad illustrare i racconti con il fumetto: queste foto, invece, richiamano sì le storie, ma in un modo che va ricercato. Ha inoltre fatto notare come l'autore sia riuscito a rendere belle queste immagini, nonostante la banalità degli elementi, grazie alla costruzione geometrica e all’equilibrio dei colori.

di Alberto Baschiera

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