Consigli per gli acquisti - Magazine

Outdoor Magazine Martedì 16 dicembre 2003

Consigli per gli acquisti

Magazine - Una bella immagine quella del pubblico che, in un gremito Teatro della Corte, agita le bandierine rosse donate dallo staff di GeNova 2004. Due telecamere fisse, una sostenuta dal braccio meccanico che sovrasta la platea e, immancabile, quella portata a mano dal mitico Valentino, storico cameramen del Maurizio Costanzo Show. E la ventennale trasmissione televisiva è sbarcata a Genova lunedì 15 dicembre, con una puntata dedicata alla città, al 2004 e a quelli che potremmo definire i "genovesi d.o.c.".
Il sipario della Corte si apre sulla scenografia che Lele Luzzati ha disegnato per il MCS: «È la prima volta, in 22 anni, che non usiamo una scenografia nostra», esordisce Costanzo, «ma quando l'abbiamo vista ci siamo messi tutti in ginocchio». Il popolare conduttore ricorda poi i suoi esordi come giornalista al Corriere Mercantile: «Tornando qui oggi ho trovato una città bellissima».

Molte le istituzioni presenti: il primo a parlare è stato Giuseppe Pericu: «Nel corso dei miei sei anni da sindaco non mi è riuscito di sistemare l'area delle acciaierie di Cornigliano: mi impegno a trovare una soluzione a questo importante problema». Giuseppe Anselmi, consulente per la comunicazione del 2004, osserva che «i genovesi hanno finalmente scoperto la città e vogliono far sapere a tutti che è così bella».
Ma è la vera star della serata e la sua descrizione di Genova è quella in cui il pubblico si riconosce maggiormente: «il genovese è geloso della sua città e tende a nasconderla da occhi indiscreti: Genova può essere vista solo da chi la ama». Verissimo. «Come definirmi?», aggiunge Paoli se gli si chiede del suo carattere, che è quello tipico dei veri genovesi, «"Reffioso" è forse la parola giusta».
I primi "consigli per gli acquisti" e si riparte con un omaggio a Umberto Bindi: l'orchestra di Demo Morselli suona Il nostro concerto: «Per il 2004 sono stati organizzati eventi che coinvolgono cantanti stranieri: perchè, invece, non si fa un concerto per Bindi?», propone Paoli. Panico tra le Istituzioni (che evidentemente non ci avevano pensato). Costanzo, allora, coglie la palla al balzo e, soprattutto, esige una risposta immediata dai politici. «Ma a Genova sono sempre tutti d'accordo solo quando non si tratta di metterci i soldi...», interviene ancora Paoli, provocatorio. È Davide Viziano, presidente della società operativa per il 2004, a dire che il concerto si farà. La parola passa ad Alessandro Repetto, presidente della provincia di Genova, e a Gianni Plinio, vice presidente della Regione Liguria ed entrambi, da buoni genovesi, rispondono che «se gli artisti verranno gratis, il concerto è già cosa fatta». «Ricordatevi che gli estimatori di Bindi sono molti...e votano!», scherza Costanzo: una frecciata che porta i suoi frutti, dato che addirittura viene stabilita una data per l'evento: febbraio. E anche questa è fatta: Costanzo è soddisfatto e lascia il posto a Paoli, che intona La gatta, suo vecchio e conosciutissimo successo.

Arnaldo Bagnasco, direttore di Palazzo Ducale, osserva che «Genova è un fatto astrale, una città del futuro che fabbrica talenti: da Paoli a Tenco, da De Andrè a Lauzi. Senza dimenticare Caproni, Sbarbaro e Montale. Non temete, dunque: Genova se la caverà sempre». Parte l'applauso, scrosciante.
C'è ancora il tempo di parlare dell': Bruno Musso, vice presidente della Fondazione, parla della nascita del nuovo Istituto Mediterraneo per l'infanzia e un ragazzo che ha subito un trapianto di midollo osseo racconta la propria storia. Accanto a lui l'ematologo Giorgio Dini, che ricorda i risultati ottenuti dagli ospedali genovesi -Gaslini, Galliera e San Martino- in questo campo.
E a raccontare storie di vita vissuta ci sono anche Franco Fusco, anziano superstite dell'Andrea Doria, e Carmelo Conforto, sopravvissuto a 12 ore tra le onde in seguito ad un naufragio. parla di Genova come di «una città della solidarietà». Basta con il "mugugno", propone infine il fondatore della Comunità San Benedetto. È la compagnia goliardica Baistrocchi a concludere la serata: la BAI, una vera e propria istituzione a Genova, si esibisce in un divertentissimo can can. Antonio Di Rosa, direttore de Il Secolo XIX, ha l'ultima parola: «Questa trasmissione ha dimostrato che, finalmente, i genovesi "pensano positivo"». Il sipario si chiude sulle note di Ma se ghe penso intonata, in coro, dal pubblico.

Nella foto in alto: l'esibizione di Gino Paoli, in basso: il can can della Baistrocchi (foto di Massimo Mattia)

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